Il bootloader di Mate 30 NON sarà sbloccabile (aggiornato)

Roberto Artigiani - Si prospetta quindi l'apertura di una via piuttosto semplice per aggiungere le Google App

“Questa volta lasceremo più libertà agli utenti, così potranno effettuare maggiori personalizzazioni“, con queste parole Richard Yu, CEO di Huawei, ha aperto un vasto fronte di speranza (e incanalato l’attenzione di molti potenziali interessati) verso gli ultimi top di gamma Mate 30. Rispondendo alle pressanti domande dei colleghi di Android Authority sulle motivazioni che hanno spinto l’azienda nel 2018 a cambiare radicalmente il suo atteggiamento nei confronti del bootloader, Yu ha inizialmente spiegato che la scelta è stata dettata da una maggior sicurezza aggiungendo poi quello che avete appena letto.

Con un voltafaccia di 180° quindi Huawei sembra apprestarsi a rendere più facile la vita ai modder di mezzo mondo. Ma il pensiero non può non andare alla questione delle app Google. In seguito al ban emesso dal governo USA infatti l’azienda ha dovuto rinunciarvi, lanciando un telefono molto attraente sulla carta, ma monco di alcuni dei servizi più diffusi e utilizzati. Gli acquirenti si sarebbero trovati quindi a dover usare le funzioni native di Huawei o quelle proposte da terze parti, rinunciando a buona parte dell’esperienza Android.

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Con questa notizia esplosiva Yu ha alleggerito di molto il carico di lavoro di chi vorrà provare a fare sideload delle app di Google. Anche se non sono stati specificati diversi dettagli, è lecito avere più di una speranza e i delusi potranno iniziare a rivalutare il possibile acquisto. A questo punto quello che resta da sapere è quanto ci vuole ancora per poter acquistare uno di questi Mate 30 e provare la cosa di persona. E forse potremmo anche cambiare il titolo del nostro articolo di presentazione di ieri: “Huawei Mate 30 e Mate 30 Pro ufficiali: hanno tutto, tranne i servizi Google“.

Aggiornamento23/09/2019

A quanto pare le cose non stanno come riportato qui sopra. Un portavoce di Huawei ha confermato ad Android Authority, che aveva diffuso la notizia, di aver frainteso le parole di Richard Yu. Huawei non ha in programma lo sblocco del bootloader della serie Mate 30.

Del resto la cosa non ci stupisce. Sul palco non era stata fatta menzione alcuna allo sblocco del bootloader, che tra l’altro non sarebbe una soluzione efficace al problema dell’assenza delle Google App. Non solo infatti introdurrebbe ulteriori problemi di sicurezza, ma al più sarebbe un metodo non semplice, adatto per pochi, e non certo spendibile per le masse. Se Huawei vorrà fornire una qualche via traversa per giungere alle agognate app di Google, dovrà senz’altro essere più immediata dello sblocco del bootloader, che sarebbe solo il primo passo verso la via del modding, una via non percorribile dall’utente comune.

Via: Android PoliceFonte: Android Authority