Il display è il pezzo forte di Huawei Mate 20 Pro, ma anche il suo punto debole (video)

Edoardo Carlo Ceretti L'immancabile test di resistenza di JerryRigEverything dimostra come Huawei debba imparare ancora qualcosa da Samsung in fatto di bordi curvi del display.

Nel bel mezzo del Black Friday, ecco spuntare un nuovo test di resistenza direttamente dalla stanza delle torture di Zack, del canale YouTube JerryRigEverything. Protagonista di giornata è Mate 20 Pro, fiore all’occhiello della linea smartphone di Huawei. Nella nostra recensione abbiamo sottolineato come il definitivo salto di qualità del colosso cinese sia ormai stato centrato, ma sarà anche all’altezza dei peggiori maltrattamenti?

La prima parte della prova procede senza scossoni, con la disamina sulla resistenza ai graffi del vetro frontale Gorilla Glass 5, della cornice metallica e del particolare vetro posteriore zigrinato, tutti impeccabili e promossi a pieni voti. Anche la prova del fuoco ha dato un esito prevedibile, con i pixel capaci di resistere per oltre 25 secondi alle sollecitazioni della fiamma dell’accendino, per poi bruciarsi e non riprendersi più, come da tradizione dei display AMOLED.

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Ma la parte più succosa è rappresentata come sempre dal bend test, in cui Zack fa leva su tutta la sua forza per testare robustezza e solidità strutturale del dispositivo. Forse inaspettatamente, nonostante la flessione ridotta del dispositivo alle sollecitazioni, il vetro a protezione del display mostra importanti segni di cedimento, con crepe che lo interessano su tutta la superficie. Il touchscreen continua a funzionare, mentre il lettore di impronte integrato nel display risulta K.O.

Un infortunio spiacevole, che Zack prova a spiegare con il fatto che i profondi graffi impressi sul vetro ne abbiano compromesso la stabilità generale, mentre la cornice metallica è costruita in modo tale da non salvaguardare al meglio il vetro frontale, a differenza di quanto accade sui Samsung Galaxy S e Galaxy Note. Mate 20 Pro non va bocciato, ma quantomeno rimandato. Huawei dovrà fare tesoro di questa esperienza e migliorare in futuro se vorrà replicare questo tipo di soluzione.