RED Hydrogen One è la fiera delle promesse disattese, ma in quanto a robustezza ha pochi rivali (video)

Edoardo Carlo Ceretti Basterà a consolare chi ha investito 1.300$ per averlo?

Dopo una lunghissima gestazione, Hydrogen One – primo smartphone dell’azienda americana RED – è finalmente sbarcato sul mercato a stelle e strisce, conquistandosi però un’accoglienza a dir poco gelida da parte di chi ha avuto modo di provarlo. Le stratosferiche aspettative generate dalla campagna di marketing di RED si sono risolte in un buco nell’acqua. Poteva però Zack, del canale YouTube JerryRigEverything, esimersi da testare la resistenza di uno smartphone da 1.300$? Ovviamente no.

Il biglietto da visita di Hydrogen One è un aspetto imponente e stravagante, che lascia presagire una robustezza fuori dal comune. Il test parte con la classica prova di resistenza ai graffi del display (definito olografico da RED, puro marketing), superata esattamente allo stesso modo degli altri smartphone moderni, grazie al vetro Gorilla Glass. I primi aspetti controversi sorgono dando un’occhiata ai bordi superiore e inferiore, ricoperti da adesivi dalla fattura economica e che vengono via fin troppo facilmente.

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La sinuosa e zigrinata cornice del dispositivo è di solido metallo, così come il lettore di impronte laterale che, pur graffiato, continua a funzionare senza intoppi. Il retro metallico dovrebbe integrare finiture in kevlar, ma in realtà si tratta di altri adesivi che si graffiano con estrema facilità e si levano con estrema semplicità. Le lenti della fotocamera sono protette dallo stesso vetro Gorilla Glass, dunque nessun problema da questo punto di vista.

Infine, si arriva alle ultime due fasi del test: la prova del fuoco, che dimostra come il display LCD spenga automaticamente i pixel dopo alcuni secondi di sollecitazione al calore della fiamma, per poi riprendersi subito dopo, e il bend test. Quest’ultimo consente a RED Hydrogen One di riconquistare terreno agli occhi degli utenti, perché mostra una solidità sopra la media, senza il minimo cedimento strutturale. Luci e ombre per uno smartphone nato sotto una cattiva stella e che difficilmente farà strada in un mercato troppo competitivo per dar spazio a esperimenti e improvvisazioni.