Castle of Illusion Mini

Castle of Illusion, la recensione del platform di Disney e Sega

Giorgio Palmieri -

Castle of Illusion (1)

La tecnica dell’imprinting nell’ambito del marketing è per certi versi subdola: una parte dei nostri interessi è infatti condizionata da ciò che è successo in passato, quando eravamo ancora dei piccoli e giulivi marmocchi, tanto da stimolare per inerzia la assoluta agiatezza acquistando un prodotto o andando in un luogo che sfoggia il brand ove il nostro cuore è quasi impossessato. Che quindi Disney con il suo Castle of Illusion voglia fare leva unicamente sull’affetto della gente verso il mitico Topolino? La risposta ve la diamo con la nostra recensione.

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8.7

Presentazione

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il Castle of Illusion console in tutto e per tutto (o quasi)

Checché se ne dica, Sega un tempo se la cavava bene nell’ambito console, anche se arrancava contro il principale competitor, ovvero l’immortale Nintendo. Eppure, negli anni novanta, l’azienda nipponica aveva ritagliato con preparazione la sua fetta d’utenza, e non solo a suon di opinabili spot commerciali. Il merito va soprattutto ad alcune delle sue proprietà intellettuali: troppo facile pensare al classico porcospino blu, perché il parco ludico di Sega presentava molti spunti interessanti, a partire proprio dalla collaborazione nata con Disney, che poi ha dato vita a titoli importanti come Quackshot e Castle of Illusion. Quest’ultimo è stato oggetto di interesse da parte della divisione australiana di Sega (che purtroppo ha chiuso i battenti), la quale ha proposto un remake del suddetto su console HD e PC nel settembre del 2013. Il rifacimento è poi divenuto un porting su iOS ed infine per Android. Ciò che abbiamo tra le mani dopo quasi un anno è il Castle of Illusion console in tutto e per tutto (a parte qualche chicca grafica rimossa), un platform che crea un bilanciamento tra l’importanza del passato e l’innovazione strutturale, portato in un contesto mobile ben studiato.

Giocabilità

classico platform di un tempo, ma modernizzato

Quest’avventura di Disney non è un prodotto del passato adatto ai soli palati retrò, poiché l’impalcatura del gameplay è stata rinnovata con nuove meccaniche, oltre chiaramente al rifacimento grafico. Castle of Illusion presenta infatti una struttura a scorrimento orizzontale come i classici platform di un tempo, ma con sezioni in tre dimensioni che mirano a variare l’esperienza. Vestendo i panni di un Topolino sgargiante e coraggioso, bisognerà salvare Minnie dalle malvagie mani della strega Mizrabel.

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I livelli si sviluppano tramite sezioni con piattaforme su cui saltare, mostri da sconfiggere e piccoli enigmi da risolvere. Il tutto è condito con un livello di difficoltà ben calibrato, tendente curiosamente all’alto, proprio come l’originale capitolo per Sega Mega Drive. Il sistema di controllo è delegato al pad virtuale, con stick analogico float nella parte sinistra dello schermo dedito al movimento, pulsante d’azione per lanciare oggetti allo scopo di sconfiggere i nemici e un semplice tocco sul lato destro del touchscreen per saltare. A dirla tutta, siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla reattività e dalla comodità dei controlli, anche se la personalizzazione consentita nel modificare il layout è piuttosto risicata. Si sente una certa mancanza del feedback fisico quando si affrontano i livelli più frenetici, ma è sufficiente fare giusto un po’ di pratica per apprendere al meglio i controlli. Il viaggio è quindi molto piacevole, difficile al punto giusto, sufficientemente vario e raramente frustrante. Alcune boss fight metteranno a dura prova i riflessi e la memoria del giocatore, in quanto queste seguono pattern d’attacco precisi, e sono molto valide e intrattenenti.

Longevità

circa tre ore di gioco complessive

L’offerta contenutistica è di grande qualità. Il level design è molto curato, sia stilisticamente che dal punto di vista ludico, sempre pronto ad impressionare il giocatore e a metterlo alla prova. Le varie sezioni sono ben congegnate, e alternano fasi platform di precisione a quelle più improvvisate. Il problema, però, è la durata dell’intera avventura, che richiede solo tre ore per essere completata. Rimane la possibilità di rigiocare tutti i livelli, al fine di raccogliere tutti i collezionabili utili a sbloccare i vari costumi, elemento che spinge l’utente a giocare nuovamente i livelli. C’è anche la modalità attacco a tempo a farcire i contenuti, una gradita aggiunta per i giocatori completisti.

Grafica

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Il comparto visivo di Castle of Illusion è semplicemente fantastico. Dalla direzione artistica alla mera modellazione poligonale, il tutto è realizzato egregiamente e traspare un lavoro certosino anche nel processo di porting. Senza parlare poi delle animazioni, fluide, pulite e naturali come poche. Certo, alcuni effetti grafici sono stati eliminati rispetto alla versione per console e PC, e raramente compare qualche glitch di poco conto, ma il feeling generale è superbo.

Sonoro

Il narratore rende tutto più incantevole

Va fatto un discorso perfettamente in linea con la qualità artistica, farcito da ancora più entusiamo, per il notevole impegno verso l’accompagnamento sonoro. Le tracce orchestrate sono magnifiche, e il doppiaggio raggiunge vette altissime, tra le più onorevoli nel campo ludico del robottino verde. Il narratore contribuisce infatti a rendere tutto più incantevole, come se stessimo vivendo una fiaba. Che la nostalgia vi investa, cari videogiocatori di vecchia data.

Prezzo e acquisti in-app

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Castle of Illusion è disponibile sul Play Store al prezzo di 7,35€, costo privo di acquisti in-app. La cifra richiesta per usufruire del divertimento di questo prodotto è palesemente più elevata rispetto alla media: quello che si acquista, però, non è il classico gioco per Android. I valori di produzione sono molto alti e ciò lo si nota vedendo tutto il lavoro che c’è dietro, anche nei dettagli più insignificanti. Considerando però l’attesa del porting, forse un prezzo leggermente inferiore sarebbe stato l’ideale.

Giudizio Finale

L’atmosfera fiabesca di Castle of Illusion ci ha fatto vivere un’avventura magica. Oltre ad avere un comparto audiovisivo curato minuziosamente, sorretto poi da una direzione artistica deliziosa, questo remake è un signor platform, ed anzi, azzardiamo di più, è con ogni probabilità il migliore su Android. Vario, bilanciato, divertente e coadiuvato da un valido livello di sfida, quest’ultimo (e finale) lavoro di Sega Studios Australia è semplicemente un gran gioco. Qualche aspetto aveva bisogno di ulteriori limature, come i controlli e l’offerta contenutistica dal punto di vista quantitativo, ma nel complesso ci riteniamo soddisfatti, decisamente soddisfatti. Consigliatissimo.

PRO

CONTRO

  • I controlli virtuali convincono…
  • Gameplay vario e divertente
  • Comparto audiovisivo magnifico
  • Livello di sfida bilanciato
  • Atmosfera fiabesca magica
  • Equilibrio tra classicità e modernizzazione
  • …ma non sono perfetti
  • Piccoli glitch grafici
  • Qualche livello in più non avrebbe guastato
  • Costo un tantino elevato
  • Manca il supporto ai gamepad

 

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