Perché Pixel 6 (Pro) sarà un mostro nella fotografia

Perché Pixel 6 (Pro) sarà un mostro nella fotografia
Nicola Ligas
Nicola Ligas

Google è stato di fatto il pioniere che ha dato via all'era della computational photography, ovvero la fotografia assistita da algoritmi di elaborazione automatica, una tecnica che poi è stata pian piano imitata anche dagli altri produttori, che nel corso del tempo hanno colmato il gap lasciando BigG al palo, dato che quest'ultimo si è rifiutato per anni di adeguare anche il proprio hardware al passare del tempo. Le cose cambiano quest'anno, con Pixel 6 e Pixel 6 Pro che finalmente sono pronti al cambio di rotta. Vi ricordiamo infatti cosa dicono (tanti) rumor al riguardo:

  • Fotocamera posteriore:
    • Principale: 50 megapixel Samsung GN1, f/1.8 aperture; Dual Pixel/Split Pixel Technology
    • Teleobiettivo 4x: 48 megapixel Sony IMX586 a periscopio,
    • Grandangolo: 12 megapixel Sony IMX386, f/2.2, FOV 120° (solo Pixel 6 Pro)
  • Fotocamera frontale: 12 megapixel Sony IMX663 con foro nel display / 8 megapixel (Pixel 6)

Ciò non significa che a questo giro Google punti tutto sull'hardware, anzi. Come sempre il software sarà protagonista, ed XDA potrebbe aver scovato in che modo.

  • Qualità video: la fotocamera principale arriva finalmente in 4K@60fps, mentre le altre due si fermano a 30fps. Questo significa che volendo registrare in modo continuo, passando da una lente all'altra, dovrete accontentarvi di un frame rate inferiore al massimo. In modo analogo, registrando a 60fps il massimo zoom possibile è di 7x, mentre a 30fps, dato che sarà possibile sfruttare anche lo zoom telescopico, potremo arrivare fino a 20x (stesso livello per le foto), ovviamente con una forte componente digitale.
  • Magic Eraser: vi ricordate del Google I/O di qualche anno fa, quando Google aveva promesso di farci cancellare auto-magicamente eventuali ostacoli dalle nostre foto, come ad esempio una recinzione che coprisse in parte il soggetto? Sembra che finalmente ci siamo: una funzione con questo nome è presente nei Pixel 6, si tratta solo di capire del tutto cosa sia.
  • Face Deblur: già confermata. Serve ad evitare che ci siano volti mossi nelle foto, soprattutto in soggetti che non stanno mai fermi, come i bambini. Ciò è possibile combinando scatti in rapida successione della fotocamera principale, con uno del grandangolo. C'è comunque una "Baby mode" separata da questa.
  • Dovrebbe essere possibile usare dispositivi Bluetooth per registrare l'audio, anche se non ce n'è proprio la conferma assoluta. Sarebbe comunque un'aggiunta gradita, soprattutto per un uso più "professionale" della videocamera.
  • Bilanciamento del bianco manuale. Avvistata già da tempo, potrebbe anche questa essera una funzione in via di sviluppo, come quella sopra.
  • Scene lock: è presente una funzione con questo nome, che forse, e sottolineiamo forse, servirà a bloccare l'ottimizzazione della scena su una certa tipologia (es. se inquadrate una torta con sottofondo degli alberi, volete che la scena sia ottimizzata per "dolce" e non per "bosco", tanto per semplificare).
  • Motion Blur: una sorta di versione speculare del deblur, che dovrebbe aggiungere effetti di sfocatura "creativi" alle foto. Possibile che arrivi solo dopo il lancio però.
  • Il LED posteriore potrebbe lampeggiare prima di uno scatto per indicare quando non muoversi.

Ci sono anche altri indizi ma si tratta di prove poco tangibili, con funzioni che potrebbero non arrivare nemmeno o comunque non essere esclusive dei Pixel 6. Questo è quanto di più ghiotto ha scovato XDA nel codice, ma siamo convinti che ci sia anche dell'altro. 

Vi ricordiamo che il lancio dei googlefonini, salvo sorprese, dovrebbe essere il 19 ottobre: c'è tutto il tempo perché altri rumor facciano luce sui dettagli mancanti. Quel che è certo è che la sfida al cameraphone 2021 avrà quest'anno un contendente di spicco. Finalmente.

 

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