8.0

Recensione Razer Kishi: l’anello di congiunzione mancante tra smartphone e console (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione Razer Kishi

Qualche anno fa i controller per smartphone andavano abbastanza di moda. Probabilmente la speranza era che i nostri telefoni diventassero tutti delle console portatili, ma quel sogno si è realizzato solo in parte, o altrimenti un qualcosa come la Nintendo Switch non sarebbe mai nato. Ci siamo infatti abituati ad usare i controlli touch, con i vantaggi ed i limiti del caso, e le varie software house non hanno mai osato più di tanto, nascondendosi in parte dietro lo spauracchio della frammentazione. Adesso però, complice probabilmente anche l’avvento del cloud gaming, Razer pensa che ci sia spazio per qualcosa di più. Ecco a voi Kishi, un controller per smartphone Android (c’è anche la versione apposita per iPhone), che vi farà davvero sentire come se aveste tra le mani una console. Più o meno.

7.0

Confezione

Poche sorprese dalla confezione del Kishi, che è comunque ben realizzata, nella quale troviamo solo il controller, un po’ di manualistica ed un paio di adesivi Razer. Del resto però, cos’altro doveva esserci?

8.5

Costruzione

Rispetto ad alcuni controller passati (chi di voi ricorda Phonejoy?) Razer adotta una soluzione meno usuale ma con degli indubbi vantaggi. Le due metà del controller si aprono, e non solo collegate in maniera rigida, ma con un sistema snodabile e lievemente allungabile. Questo semplifica tantissimo l’inserimento dello smartphone al suo interno, e la relativa rimozione. La piccola complicazione in più è che ci vorranno un paio di secondi a chiuderlo, quando lo vorrete riporre, e ad aprirlo, quando lo vorrete usare, ma nel complesso preferiamo questo approccio, perché la presa sul telefono è sicura e assai meno prona a rischi di cadute durante inserimento e rimozione. Riguardo la solidità, si tratta ovviamente di una soluzione meno rigida rispetto ad altre, ma non abbiamo rilevato alcuna criticità degna di nota.

Ci sono ovviamente dei limiti dimensionali. Dovete infatti avere uno smartphone che rientri in queste misure: 145,3 – 163,7 mm x 68,2 – 78,1 mm x 7,0 – 8,8 mm. Razer ne garantisce il perfetto funzionamento con Samsung Galaxy S8/ S8+/ S9/ S9+/ S10/ S10+/ S20/ S20+/ Note 8/ Note 9/ Note 10/ Note 10+, Google Pixel 2/ 2 XL/ 3/ 3XL/ 4/ 4XL, ed ovviamente con i suoi Razer Phone, ma in generale se rispetterete le dimensioni di cui sopra non dovreste avere problemi. Chiariamo però un dettagli importante: Razer Kishi è compatibile solo con smartphone con USB-C.

Non si tratta infatti di un controller Bluetooth, dato che al suo interno non c’è alcuna batteria. Viene infatti alimentato dallo smartphone collegato (che per questo motivo si scaricherà un po’ più velocemente del solito), ma in questo modo il controller è non solo molto leggero (circa 160 grammi), ma garantisce una latenza minima, assai inferiore a quella che potreste avere con un collegamento Bluetooth.

A bordo troviamo tutti i tasti di un controller tradizionale, ed anche qualcosa di più. Due stick analogici, il D-pad, 4 pulsanti sul fronte, e due coppie di trigger sul retro. Davanti abbiamo poi tasto indietro, avanti ed home. Il loro funzionamento è in realtà condizionato al gioco o al servizio che state usando: su Stadia ad esempio, premendo indietro, andrete nel menu di gioco, mentre con i giochi Android sarà come aver premuto indietro sul telefono stesso.

Sulla destra troviamo un piccolo LED, che si accende nel momento in cui collegherete il telefono al Kishi. Sulla destra troviamo anche una porta USB-C che serve ad ricaricare il telefono mentre state giocando. Utilissima per sessioni prolungate, anche perché, come abbiamo già detto, il controller erode un po’ la batteria dello smartphone.

Riguardo l’audio abbiamo buone e brutte notizie. Non c’è un jack audio sul controller e, considerando come viene inserito lo smartphone al suo interno, anche se aveste un jack da 3,5mm sul telefono non lo potrete raggiungere. Questo significa che l’unico modo per avere audio in cuffia è ricorrere al Bluetooth. Per far filtrare il suono dagli eventuali speaker posti nel fianco inferiore dello smartphone, ci sono due fori sulla destra visibili nella foto qui sopra. Inoltre, se il vostro smartphone avesse una capsula auricolare che fa anche da speaker, ma fosse molto a filo della scocca, questa potrebbe essere un po’ soffocata dal Kishi stesso. A scanso di ambiguità: la porta USB-C sul controller non fa passare l’audio, serve solo a ricaricare il telefono.

8.5

Esperienza d'uso

La prima cosa che mi sono chiesto nel provare Kishi è stata: dove li trovo i giochi Android compatibili con i controller? Sul Play Store non c’è un elenco dedicato, e nemmeno su Play Giochi. Potete effettuare una ricerca, ma i risultati non sono sempre congruenti. Per fortuna ci ha pensato Razer. Con l’app Kishi, scaricabile gratuitamente, avrete una vetrina su tutti i giochi testati e funzionanti con l’omonimo controller, con link diretti al Play Store per il download/acquisto. I titoli presenti sono filtrabili per categoria, ma manca una funzione di ricerca, quindi non potrete sapere se uno specifico gioco sia compatibile a meno di non trovarlo a mano nell’elenco.

Attenzione però: la lista fatta da Razer non è onnicomprensiva, nel senso che ci sono giochi non in elenco ma che funzionano bene. L’unico modo è provarli in prima persona per sincerarsene. Ad esempio, Bombsquad non è compreso, ma ci si può giocare senza alcun problema. Altro punto importante: non tutti i giochi compatibili con i controller Bluetooth funzionano. CoD è un esempio lampante: nelle impostazioni si parla chiaramente di gamepad Bluetooth, ma il Kishi non viene riconosciuto in alcun modo come controller, perché in effetti non è Bluetooth. Ed anche in questo caso non c’è nulla che possiate fare.

Una volta che inizierete a giocare però, la sensazione di avere tra le mani una console portatile sarà forte. Kishi pesa solo 160 grammi, raddoppiando in pratica il peso del vostro smartphone (più o meno). A due mani è quindi ampiamente tollerabile anche per usi prolungati. E quando avrete installato un GTA e potrete muovervi per San Andreas senza usare i controlli a schermo capirete di cosa parlo.

I due stick analogici rispondono prontamente e sono precisi, solo quello destro ha una posizione un po’ sacrificata che vi costringerà a piegare molto il pollice per usarlo. A, B, X ed Y sono abbastanza silenziosi e danno la sensazione di poter essere martellati a lungo senza problemi. La croce direzionale è abbastanza morbida e non cliccosa, come nei controller di bassa lega. Giusto i trigger sul retro avrebbero potuto essere un po’ più ampi e meno cliccosi. Per certi versi sono l’opposto dei tasti frontali, che invece sono fin troppo “ammortizzati”.

Non è insomma la stessa sensazione che avrete sul controller Xbox o PlayStation, che rimangono per forza di cose un passo più avanti, anche a livello di presa sul gamepad stesso, che nel caso del Kishi non è così solida. Sia chiaro però che qui abbiamo dei limiti intrinseci dovuti all’esigenza di genere uno smartphone in mezzo al controller, che nel complesso rappresenta un ottimo equilibrio tra qualità e dimensioni/leggerezza.

Inoltre, Razer Kishi è pienamente compatibile con Stadia, GeForce Now, ed xCloud, spianando la strada ad un cloud gaming che sembra pronto ad una seconda (o prima?) giovinezza. I tasti home, indietro/avanti svolgono funzioni diverse a seconda del servizio cloud in questione, ma vi permettono comunque di avere a portata di mano gli eventuali controlli extra necessari, e soprattutto i giochi funzionano subito, senza problemi: Assassin’s Creed Odyssey su Stadia fa sempre una bella figura anche se giocato da smartphone, come mostrato nella video recensione, e lo stesso vale ovviamente per gli altri giochi che aveste disponibili in cloud.

7.0

Prezzo

Razer Kishi costa di listino 89€ per Android e 109€ per iPhone. Perché questa differenza di prezzo? Lasceremo che siate voi a fare facili battute al riguardo. Noi ci limitiamo a segnalarvi che la variante Android su Amazon è scesa ad 82€, che non bastano a renderlo conveniente, soprattutto se paragonato con gamepad più tradizionali, ma del resto questo non è una gamepad tradizionale, ed è quanto di meglio possiate regalarvi se foste smartphone (cloud) gamer incalliti.

Foto

Giudizio Finale

Razer Kishi

8.0

Razer Kishi

Razer Kishi è un controller per Android ed iPhone costruito con sapienza. Il suo particolare form-factor rende semplicissimo inserire e rimuovere il telefono, ed i controlli sono tutti precisi, anche se non del tutto al pari con i più blasonati controller tradizionali. È inoltre leggerissimo, non avendo una batteria ("attinge" a quella dello smartphone), e con latenza ridotta ai minimi termini, essendo collegato direttamente al telefono. Un po' caro, soprattutto su iOS, ma praticamente unico nel suo genere, e con ampio supporto a tantissimi giochi, che potrete facilmente trovare grazie all'app ufficiale opportunamente realizzata da Razer.

di Nicola Ligas
Pro
  • Inserimento semplice e veloce
  • Leggero ma ricco di pulsanti
  • USB-C per la ricarica del telefono
  • App Razer che fa da store
Contro
  • No jack audio
  • Alcuni tasti hanno poco feedback
  • Stick destro un po' scomodo
  • Prezzo non basso (soprattutto iOS)

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