8.6

Recensione OnePlus 7 Pro: ad un passo dalla vetta (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione OnePlus 7 Pro

Quest’anno OnePlus raddoppia. Non dovrete infatti aspettare sei mesi per la “versione T”, perché a fianco di OnePlus 7 c’è fin da subito uno OnePlus 7 Pro, che rispetto al modello ordinario è ben più di una semplice T aggiunta al suo nome. Vediamo quindi di scoprire se questo OnePlus 7 Pro si merita davvero il suo nuovo suffisso.

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7.0

Confezione

Per come è curato il packaging, la confezione di OnePlus 7 Pro meriterebbe senz’altro un voto più alto. Tutto è imballato con cura, la scelta dei colori rosso e bianco è coerente col logo dell’azienda, e non manca nemmeno il solito messaggio personale di Pete Lau. Anche il pin per il carrellino della SIM e gli adesivi OnePlus fanno parte del tutto. Al di là dell’aspetto però, non c’è tantissima sostanza. Abbiamo infatti solo smartphone, caricabatterie ed una cover in silicone trasparente, giusto per offrire un’iniziale protezione in più. Niente auricolari di alcun tipo, niente adattatore USB-C/jack audio, niente dongle. Il caricabatterie però non è uno qualsiasi, ma il Warp Charge 30 che ha debuttato sulla McLaren Edition di OP 6T. Si tratta della solita Dash Charge di sempre, con un altro nome, e con ben 30W di potenza. Consideriamolo quindi un accessorio premium, ma occhio alle dimensioni, sensibilmente più grandi rispetto ad un caricabatterie tradizionale.

8.5

Costruzione ed Ergonomia

OnePlus 7 Pro ha fatto un deciso passo in avanti in termini di design, per quanto non abbia introdotto certo soluzioni originali. La colorazione nebula blue che abbiamo provato risulta però particolarmente azzeccata. Sorvolando sul fatto che la back cover trattiene tantissime impronte, il gradiente di colore non solo è bello (soggettivo) ma assorbe e riflette  la luce, grazie a vari strati di vetro e ad uno anti riflesso, in modo unico e cangiante (oggettivo). È quell’effetto un po’ ipnotico che all’inizio guarderete sempre e che gli amici non mancheranno di notare (e casomai sarete voi a farglielo notare per vantarvi).

Ricoperto interamente in Gorilla Glass 5 davanti e dietro, è da notare anche la scocca metallica. Questa segue, lungo tutto il profilo, la colorazione posteriore, con un azzurro più chiaro sul lato inferiore e via via più scuro ed intenso fino a quello superiore.

La back cover è poi lievemente curva ai lati, e così anche il vetro frontale, con una curvatura ancor più accentuata. Il display è quasi senza cornici, grazie alla presenza di una fotocamera frontale pop-up motorizzata. I tempi di comparsa di quest’ultima sono molto rapidi, e la sua presenza ha consentito di realizzate un display da ben 6,67 pollici senza interruzioni. Peccato per la cornice inferiore, un po’ più pronunciata di quella superiore, che lo rende lievemente asimmetrico. A proposito della cornice superiore, da segnalare la capsula auricolare a filo, quasi invisibile, che fa anche da speaker. L’unica incertezza che abbiamo notato, che potrebbe benissimo essere limitata al nostro modello, è tra vetro frontale e profilo inferiore, la cui giunzione non è proprio impeccabile.

Sempre presente poi lo slider per la suoneria. Sempre assente la certificazione IP, sulla quale OnePlus ha già detto la sua. Sempre assente anche il jack audio. Però questa volta gli speaker sono stereo, grazie all’uso combinato di quello inferiore e della capsula auricolare, e c’è anche il supporto Dolby Atmos, personalizzabile via software.

OnePlus 7 Pro è però uno smartphone “ingombrante” (162,6 x 75,9 x 8,8 mm) e più pesante della media, con i suoi 207 grammi. Difficilmente potrete utilizzarlo con una mano sola e non è detto che entri comodamente in tutte le tasche. Potete chiamarlo “padellone” e non dovrebbe offendersi, ma almeno è un padellone a tutto schermo.

9.5

Hardware

OnePlus ha da sempre inserito un hardware al top nei suoi smartphone, ma con questo OnePlus 7 Pro si è superata. Snapdragon 855, fino a 12 GB di RAM LPDDR4X, fino a 256 GB di memoria interna UFS  3.0 (al suo debutto mondiale). Queste ultime lasciano letteralmente indietro tutta la concorrenza, con valori di lettura di 1.460 MB/s ed in scrittura di 380. In più abbiamo connettività dual SIM (molto carino lo slot ultra piccolo con le due SIM sovrapposte), LTE fino a 1,2 Gbps in download, Wi-Fi ac dual band, Bluetooth 5.0 con supporto aptX HD, NFC, e tutti i satelliti che volete (GPS, GLONASS, Beidou, SBAS, Galileo).

C’è inoltre un esclusivo sistema di raffreddamento a liquido a 10 strati, che serve a mantenere sotto controllo le temperature anche dopo un uso prolungato ed intenso. In effetti non abbiamo mai avuto problemi in tal senso, ed anche i giochi più pesanti scivolano come il burro su questo OnePlus 7 Pro.

La porta USB-C è finalmente una 3.1 con supporto all’uscita video. Peccato non ci sia alcuna modalità desktop. Probabilmente dovremo aspettare quella nativa di Android Q perché OnePlus la implementi.

In più abbiamo un nuovo lettore (sempre ottico) di impronte digitali sotto al display, più ampio (circa il 30%) e soprattutto più veloce del precedente. Ed in effetti in quanto a velocità è davvero un fulmine. Difficile notare differenze con un lettore di tipo tradizionale. Ancora però non è del tutto infallibile, per quanto migliorato rispetto al 6T, soprattutto quando la luce ambientale è scarsa. Qualche volta vi capiterà insomma di dover riposizionare il dito per avere una lettura corretta, anche perché basta andare di poco fuori dallo spazio contrassegnato da simbolo dell’impronta per far fallire o quantomeno rallentare il riconoscimento.

Da evidenziare anche il nuovo motore per la vibrazione: bellissimo! Scrivere con la tastiera vi restituisce una vibrazione soffice e non fastidiosa, mentre per chiamate e messaggi l’intensità aumenta, ed è comunque personalizzabile. E nei giochi c’è un feedback aptico che “si accorda” con il contenuto del gioco in quel momento. Davvero un grande passo in avanti in questo senso, che farà (ri)scoprire la vibrazione agli utenti di OnePlus 7 Pro.

Rimangono però un po’ tutte le assenze già viste in passato, sulle quale ormai è per lo più inutile sperare in un cambiamento. Parliamo della mancanza di microSD (con un taglio minimo di 128GB vi serve davvero?). Parliamo dell’assenza di jack audio, senz’altro fastidiosa, anche se condivisa con tanti illustri concorrenti. Ed infine non ci sono nemmeno ricarica wireless e certificazione IP. Sono cose di poco conto per voi? Tanto meglio, però un Galaxy S10 barra tutte queste caselle.

SCHEDA: OnePlus 7

8.0

Fotocamera

La fotocamera era forse il banco di prova più atteso di questo OnePlus 7 Pro. Per la prima volta nella storia dell’azienda abbiamo infatti tre sensori posteriori, ciascuno con uno scopo ben preciso, ma con dei risultati piuttosto discordanti l’uno con l’altro.

Partiamo dal principale, un Sony IMX586 da 48 megapixel, con lenti in plastica a 7 elementi con un’apertura di f/1.6, che combina 4 pixel in uno (le foto sono infatti a 12 megapixel) per raggiungere la dimensione di 1,6μm ciascuno. In più sono presenti sia OIS che EIS. I risultati di questa fotocamera sono davvero molto buoni, per non dire eccellenti in alcuni casi. Il rumore è praticamente sempre assente in diurna, e poco presente anche con meno luce. C’è un certo effetto acquerello andando a croppare l’immagine al 100%, ma non a scapito della definizione, ed il bilanciamento dei colori è in generale buono; solo in rare occasioni è un po’ troppo virato ai toni caldi. Buono anche l’HDR sviluppato da OnePlus, che non satura troppo i colori e riesce in generale a tirare fuori dettagli dalle ombre senza bruciare le alte luci. Tenendo conto che in pratica è un sensore da 48 megapixel che scatta a 12, c’è anche spazio per ingrandire un po’ l’immagine senza perdita di qualità. L’unico modo per scattare a 48 megapixel effettivi (o in RAW) è utilizzando la modalità Pro, disponibile tra l’altro solo e soltanto per il sensore principale. L’unica cosa che le mette un po’ in crisi sono le condizioni di scarsa luminosità. Nonostante il pixel binning, in modalità automatica, i tempi di posa si allungano molto, e se da una parte la stabilizzazione fa un buon lavoro, dall’altra dovrete avere soggetti statici perché il minimo movimento verrà mosso. E la modalità notturna, in questo senso, non aiuta granché.

Il teleobiettivo presente è un 8 megapixel f/2.4, con pixel da 1μm e stabilizzazione solo ottica ma non elettronica. Si tratta in pratica di un 3x rispetto al principale, che vorrebbe portare maggiori dettagli senza avvicinarsi al soggetto, ma sinceramente dei tre sensori è quello che ci ha deluso di più. Anzitutto c’è un problema software piuttosto fastidioso, che ho spiegato bene nella video recensione. In alcune condizioni, la fotocamera principale scatta al posto del teleobiettivo, producendo in pratica uno zoom digitale ridotto ad 8MP. Anche tralasciando questo fatto e considerando solo le foto “giuste”, l’approccio scelto da OnePlus con questo sensore è praticamente opposto a quello del precedente. Ovvero abbiamo tanto rumore, anche con buona luce, e visibile senza bisogno di crop. I dettagli ci sono, ma non sempre la differenza è così apprezzabile rispetto allo scatto della fotocamera principale. La gestione delle luci, soprattutto quando alle spalle del soggetto, è inoltre spesso sbagliata, con un’eccessiva tendenza a sovraesporre l’immagine, provando a tirare fuori troppa informazione anche dalle ombre. I colori in generale sono tendenti al caldo, più dell’obiettivo principale. Ciò non significa che faccia solo brutte foto, anzi nella galleria qui sotto ne troverete anche di buone, ma è proprio la sua impredicibilità a renderlo poco affidabile. E tutto ciò senza considerare appunto che non è banale capire a priori se la foto sarà scattata o meno dal vero obiettivo zoom.

Infine veniamo al grandangolo. Questo ha un campo visivo di 117°, ed un sensore da 16 megapixel con rapporto focale f/2.2. Il suo impiego è consigliato in tutte quelle situazioni panoramiche o comunque quando siate vicini al soggetto ma vogliate riprendere “di più”. La qualità che tira fuori però non è nulla di particolare. Il bilanciamento dei colori è freddo, ed in generale è fastidioso che le tre fotocamere producano colori così diversi l’una dall’altra. I dettagli prodotti da questo sensore sono inoltre piuttosto scarsi, e la gamma dinamica è più limitata rispetto al principale. Il suo è comunque un impiego prettamente paesaggistico o al massimo per qualche “selfone di gruppo”, non certo per andare a cercare il pelo nell’uovo. Dalle impostazioni è inoltre possibile correggere automaticamente la deformazione ai bordi dovuta all’obiettivo ultra wide. Non è però possibile registrare video col grandangolo. Una mancanza stupida se volete, che speriamo sarà corretta in un futuro update.

A proposito dei video, questi arrivano fino in 4K@60fps e sono molto godibili. Potete zoomare da 1x a 3x in corso di registrazione, ma non pensiamo che si tratti di zoom ottico, bensì digitale sul medesimo sensore. Diverso il discorso se iniziate a registrare il video in 3x, ma anche in questo caso i vantaggi qualitativi del sensore zoom rispetto a quello standard sono spesso trascurabili. Sul fronte stabilizzazione segnaliamo però un’eccessiva tendenza al tilt, tenendo lo smartphone a mano libera, che non viene compensato più di tanto. Anche in questo caso il problema potrebbe essere risolto con un aggiornamento software, che per adesso però non è arrivato. Buono invece l’audio, grazie ai 3 microfoni, che fanno un buon lavoro nel catturare i dettagli. Ascoltate gli uccellini nel video qui sotto e capirete meglio di cosa parliamo.

C’è poi la modalità notte, chiamata ora nightscape, che ha fatto senz’altro dei passi in avanti rispetto al passato, ma che è per lo più indicata solo per i paesaggi (come del resto lascia intendere il nome), possibilmente con un minimo di luce. Con soggetti anche in minimo movimento infatti, è praticamente impossibile evitare il mosso. Ed in ogni caso la quantità di luce che tira fuori non è ancora paragonabile ad un Pixel 3, per non dire ad un P30 Pro. Chiariamo inoltre che questa modalità può essere usata solo e soltanto con la fotocamera posteriore principale.

Buona la modalità ritratto, che scontorna il soggetto in modo quasi sempre impeccabile, e regala un piacevole effetto di sfocatura allo sfondo, per quanto non troppo naturale. Come vengano prodotte le immagini in questa modalità è però un po’ un mistero. Gli scatti sembrano infatti eseguiti dal teleobiettivo (in base agli EXIF) ma sono a 13 megapixel e con un campo più ampio, ma non tanto quanto quello del sensore principale. Ci deve essere insomma una qualche combinazione dei due per produrre il risultato finale. In generale la qualità è soddisfacente, però alcune (rare) volte si sono verificati gli stessi problemi di gestione delle luci di cui abbiamo parlato in merito al teleobiettivo.

Due parole infine sulla fotocamera pop-up frontale. Anzitutto è rapida nel comparire/scomparire ed in caso di caduta del telefono si ritrae da sola prima (si spera) dell’urto. A parte questo, gli scatti prodotti sono in generale più che soddisfacenti. Si tratta del sensore Sony IMX471 da 16 megapixel, con pixel da 1μm, f/2.0, solo EIS e fuoco fisso. I selfie vengono bene, particolarmente in modalità ritratto, che anche con una singola fotocamera scontorna molto bene il soggetto. I colori sono vivaci ma realistici e ci sono diversi dettagli e poco rumore. Non è però possibile usare la modalità notturna con questa fotocamera, quindi in condizioni di scarsa luminosità non aspettatevi granché dai vostri selfie.

Il software della fotocamera resta in generale intuitivo e facilmente personalizzabile, e può essere avviato con un doppio clic sul tasto di accensione. Tra le tante app per la fotocamera presenti nei vari smartphone Android, quello di OnePlus è un delle mie preferite, anche solo per il fatto di poter personalizzare l’ordine ed il tipo di modalità disponibili tramite swipe sull’interfaccia.

Il motivo del voto “severo” di questo paragrafo è quindi da imputarsi principalmente a com’è stato implementato il teleobiettivo. In buona parte sembrano cose risolvibili con degli aggiornamenti software, ma al momento i problemi ci sono. Ovviamente, nel corso del tempo, vi segnaleremo ogni update di OnePlus 7 Pro ed avremo modo di riparlarne.

9.5

Display

OnePlus 7 Pro ha uno dei migliori display ad oggi disponibili su un top di gamma Android. Si tratta di un Fluid AMOLED (come lo chiama l’azienda) QHD+ (1.440 x 3.120 pixel, 19,5:9, 516ppi) con un refresh rate fino a 90Hz e con supporto HDR10+. Per di più non ci sono notch o fori ad interrompere l’esperienza di visione, che risulta quindi estremamente godibile.

Potete inoltre andare a calibrare lo schermo attraverso vari preset, che ben evidenziano l’ampia gamma di colori riproducibili. Se non foste soddisfati della taratura di fabbrica, potete anche correggere la tendenza a caldo/freddo per adattarla ai vostri gusti.

Anche sotto la luce diretta del sole la leggibilità è buona, con i colori che vengono ulteriormente “sparati” per renderli più visibili (alterandoli un po’). La luminosità massima è tanto intensa (dovrebbero essere 800 nit) quanto quella minima è tenue, con un valore di appena 0,27 nit, ideale per leggere nel buio pesto senza affaticare gli occhi. Tale valore può essere raggiungo solo con la modalità notturna abilitata, dove un opportuno slider vi consentirà appunto di regolare l’intensità dell’illuminazione.

Unico appunto: la luminosità adattiva è molto conservativa e tende a tenerla piuttosto bassa (magari per preservare la carica), al punto che non sempre la eleva al massimo nemmeno alla partenza di un contenuto in HDR, ed anche in presenza di forte luce solare ci mette un po’ ad alzarla a dovere. Inoltre, proprio come su OnePlus 6T, la modalità notturna si attiva solo dopo aver sbloccato lo schermo, e questo sinceramente è un po’ fastidioso.

9.0

Software

OnePlus 7 Pro ha una inedita OxygenOS basata su Android Pie. Il firmware di OnePlus si conferma come uno dei più “puliti” ed al tempo stesso personalizzabili che ci siano. Rispetto al passato abbiano notato miglioramenti alla modalità notturna, come già accennato qui sopra, ed in generale tutta la sezione display è stata un po’ aggiornata. Abbiamo inoltre il nuovo video enhancer, che promette di migliorare il colore durante la riproduzione di video.

Ci sono poi miglioramenti alla modalità gioco, anche qui per esaltare i colori e la vibrazione in-game, grazie appunto al nuovo display ed al nuovo motore di feedback aptico. In più è stata aggiunta la modalità Fnatic, che dà massima priorità al gioco, anche a scapito delle funzionalità della seconda SIM.

Unica voce presente nello OnePlus Laboratory è quel DC Dimming cui l’azienda aveva accennato tempo fa, che serve a ridurre l’affaticamento visivo in condizioni di scarsa luminosità, grazie ad una opportuna gestione dell’alimentazione dello schermo.

Infine troviamo anche un RAM Boost, che promette di apprendere il nostro modo di utilizzare il telefono per accelerare le prestazioni nell’uso quotidiano. Casomai quei 12 GB di RAM non fossero abbastanza.

In generale poi la fluidità del software OnePlus, che già era notevole, compie ora un ulteriore passo in avanti, grazie anche ai 90Hz di refresh, che non mancano di valorizzare ogni animazione del sistema.

7.5

Autonomia

OnePlus 7 Pro ha una batteria da 4.000 mAh, che dovrebbe portarvi fino al termine della giornata anche con un uso intenso (3 ore di tethering, foto, chat, browsing, un po’ di navigazione GPS e di giochi). Avremmo sperato però anche in qualcosa di più, ma a fine serata abbiamo sempre dovuto ricaricarlo, ed in alcuni casi ci siamo arrivati molto stretti. Anche con un uso meno stress di quello fatto per recensirlo, a meno che non sia davvero blando, è infatti molto difficile arrivare a due giorni.

Il bonus è che ci metterete pochissimo a ricaricarlo, grazie al Warp Charge a 30W, che in mezz’ora vi darà oltre il 60% di carica. In caso di necessità inoltre, ci sono vari espedienti per consumare un po’ meno batteria (a parità di utilizzo). Potete infatti abilitare il tema scuro, ridurre il refresh dello schermo da 90 a 60Hz (fa una buona differenza), e/o ridurre la risoluzione da QHD+ a FHD+ (ci sembra che influisca di meno). Peccato che manchi la ricarica wireless, sulla cui assenza l’azienda si è già pronunciata da tempo, ritenendola una tecnologia ancora troppo lenta.

7.5

Prezzo

OnePlus 7 Pro ha un prezzo di 709€ nella versione 6/128 GB, 759€ per 8/256 GB ed 829€ per la variante da 12/256 GB. Sono cifre elevate, mai raggiunte da OnePlus prima d’ora, eppure ancora inferiori ai top di gamma di brand quali Samsung ed Huawei (al netto però della loro svalutazione, ormai ampiamente in atto), con i quali OnePlus punta sempre più a competere. Ed in quanto a “potenza bruta” è l’azienda cinese a dettare il passo.

Foto

Giudizio Finale

OnePlus 7 Pro

8.6

OnePlus 7 Pro

OnePlus 7 Pro è lo smartphone Android per chi ama la velocità. E la fluidità. Ma le performance sono sempre state il cavallo di battaglia dell'azienda, che questa volta ha fatto di più. Uno schermo enorme, senza bordi e bellissimo da vedere. Un design magari non originale, ma curato e dai colori affascinanti. Una personalizzazione di Android ragionata e con pochi fronzoli. L'ultimo passo verso la vetta doveva essere un comparto fotografico all'altezza, che invece non ha compiuto "lo zoom" necessario. La strada intrapresa però è quella giusta, con buona pace del prezzo, ormai non certo più da flagship killer.

di Nicola Ligas
Pro
  • 90Hz + AMOLED + HDR = <3
  • Prestazioni al top su tutti i fronti
  • OxygenOS è un giusto mix di stock e personalizzazione
  • Feeling premium
Contro
  • Il più caro OnePlus di sempre (ma meno di certi rivali)
  • Il teleobiettivo è da rivedere
  • Sblocco biometrico non sempre impeccabile
  • No certificazione IP, no jack audio, no microSD, no ricarica wireless