8.7

Google Pixel 3 XL, la recensione (foto e video)

Emanuele Cisotti -




Recensione Google Pixel 3 XL

L’idea di uno smartphone che possa essere il riferimento per il mondo Android e che rappresenti in pieno l’essenza di Google e dei suoi servizi e un po’ il sogno di molti geek. Inconsciamente è però anche il sogno di molti utenti meno interessati al mondo della tecnologia. Qualcosa che rispecchi quello che è iPhone per Apple, ma nel mondo Android. Un telefono essenziale, senza fronzoli, ma che semplicemente funzioni bene. Molto bene. Scopriamo cosa è cambiato rispetto allo scorso anno con questo Pixel 3 XL.

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7.5

Confezione

La confezione di Pixel 3 XL contiene due gradite novità, di cui una estremamente marginale, ovvero l’inclusione di due adesivi. La seconda, decisamente più importante, è la presenza delle cuffie cablate USB-C stereo con comandi sul filo. Queste cuffie hanno un ingegnoso sistema di regolazione per poter rimanere bloccate all’interno dell’orecchio, che solitamente troviamo nelle cuffie sportive. Queste cuffie integrano l’assistente Google. Una pressione prolungata del tasto vi permetterà di parlare istantaneamente e ricevere in cuffie tutte le informazioni di cui avrete bisogno, fra cui anche la traduzione istantanea che aveva reso popolare le Pixel Buds. Troviamo poi l’alimentatore a 18W, un cavo USB-C/USB-C e un adattatore da USB a USB-C, che è pensato per trasferire i dati dal vostro precedente smartphone.

9.5

Costruzione ed Ergonomia

Benché il design nel complesso non sia cambiato molto ci sono state delle novità interessanti da questo punto di vista. Lo smartphone sul retro è stato adesso realizzato interamente in vetro. C’è però un forte richiamo al precedente modello visto che il pannello posteriore ha una doppia finitura: opaca e più ruvida (ma non troppo) nella parte centrale e una lucida e liscia nella parte superiore. In mano l’effetto è estremamente premium ed è senza ombra di dubbio uno degli smartphone più particolari da questo punto di vista. Anche i bordi sono più stondati ma l’ergonomia è simile, ovvero abbastanza buona considerando le dimensioni del dispositivo. È ancora abbastanza sottile (7,9 millimetri) e adesso abbiamo resistenza a polvere e acqua secondo lo standard IP68.

8.5

Hardware

C’è stato un dovuto aggiornamento anche dell’hardware di questo dispositivo, ma nessuna particolare novità. Abbiamo un processore Snapdragon 845 octa core a 2,5 GHz (meno degli altri con lo stesso processore), 4 GB di RAM LPDDR4 e 64 GB di memoria interna UFS 2.1 non espandibile. C’è anche una versione da 128 GB, anche se avremmo sperato che questa fosse la nuova “base” da cui partire. Ottima la connettività: LTE fino a 1000 Mbps, NFC, Wi-Fi ac dual band, Bluetooth 5.0 e GPS assistito a GLONASS e Galileo. Manca la radio FM e il jack audio da 3,5 millimetri. Fantastico il feedback aptico di vibrazione, che accompagna molti dei comandi touch del sistema. Infine l’audio stereo frontale, ancora più potente e indubbiamente uno dei più potenti in circolazione negli smartphone in commercio. Parola d’ordine quindi: affinamento, ma sempre con componenti di qualità.

SCHEDA: Google Pixel 3 XL

9.0

Fotocamera

Lo smartphone di Google per il 2018 ha una fotocamera che sulla carta è molto simile a quella dello scorso anno, ovvero una 12,2 megapixel ƒ/1.8 stabilizzata otticamente. E in più è una sola, in totale controtendenza rispetto a tutti gli altri top di gamma in circolazione. L’idea è chiara: Google vuole dimostrare come si possa avere il top nella fotocamera con un solo sensore a dimostrazione di come le parole dell’azienda sul software e l’intelligenza artificiale non siano solo marketing. I risultati sono ottimi, ma non sorprendenti, considerando quanto di ottimo avevamo visto su Pixel 2 XL. Le foto vengono scattate rapidamente, la messa a fuoco è precisa e le immagini sono perfettamente bilanciate, risultando ottime pur senza avere effetti di nitidezza esaltata o HDR aggressivo. L’HDR+ di Google infatti lavora dopo aver scattato, lasciandovi scattare altre foto, e avendo tutto il tempo quindi di elaborare uno scatto al meglio. La consistenza degli scatti di Pixel 3 è sorprendente. Fare una brutta foto è praticamente impossibile. Non ci sono stati miglioramenti nelle foto notturne e per questo rimaniamo in attesa dalla modalità notturna in attesa nelle prossime settimane.

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Qualcosa però è cambiato: l’interfaccia di scatto e le funzionalità. Abbiamo ora la messa a fuoco continua con il tracking, Playground per aggiungere nuovi effetti di AR ancora più complessi nelle foto e lo “scatto migliore” che in caso di movimento realizza più scatti anche prima e dopo e vi suggerirà il migliore. La modalità super zoom permette di fare foto con zoom digitale interpolando immagini realizzate a causa dei micromovimenti della mano. Il risultato è veramente notevole confrontando il risultato con la concorrenza e entro il 2X è interessante come risultato. Oltre si noterà comunque la forte perdita di dettaglio. Ed è per questo che comunque la presenza avrebbe permesso di fare scatti che il software non può permette di fare. Non avrebbe però stupito così tanto quello che si può fare con una sola fotocamera.

A sorpresa frontalmente invece abbiamo due fotocamere: una 8 megapixel ƒ/1.8 e una 8 megapixel ƒ/2.2 grandangolare. Le foto sono molto buone e sono un bel passo in avanti dallo scorso anno. In più abbiamo la modalità cogli l’attimo che scatterà una foto ogni volta che tutti i partecipanti allo scatto saranno perfetti o se dovessero fare facce buffe. Ottimi i video stabilizzati sia otticamente che elettronicamente fino alla risoluzione di 4K (30fps). In Full HD la stabilizzazione è ancora più evidente.

SAMPLE: Foto – Video

9.5

Display

Google Pixel 3 XL è dotato di un display da 6,3 pollici in tecnologia P-OLED con risoluzione QHD+, ovvero 1440 x 2960 pixel. Nonostante la dimensione dello smartphone sia sostanzialmente identica al Pixel 2 XL, il display è ancora più grande, visti i bordi più risicati su ogni lato e sopratutto sul lato superiore dove è comparso un vistoso notch. È spesso e vistoso, ma devo ammettere che nonostante la mia avversità iniziale ci si fa l’abitudine abbastanza rapidamente. Non abbiamo più la problematica della colorazione bluastra inclinando lo smartphone e anzi abbiamo ora uno dei display più belli in circolazione al momento. In più la risoluzione molto alta lo abilita per la realtà virtuale di Daydream: cosa più unica che rara.

9.0

Software

Arriviamo al capitolo software che per questo Pixel 3 XL è forse il più interessante. L’esperienza d’uso di Android 9 Pie su questo smartphone è di una consistenza tale che è quasi difficile descrivere a parole e si avvicina molto a quella di un utente iPhone quando vi dice con molta ingenuità “mi trovo bene perché funziona tutto”. Sono piccole accortezze all’interno del sistema che vi daranno la sensazione di avere a che fare con un telefono ricco di funzionalità, ma senza neanche un’opzione di troppo, come se tutto vi fosse davvero utile in un modo o nell’altro. Iniziamo partendo dall’adozione del filesystemi F2FS: faticherete infatti a credere al ripristino delle vostre app come è possibile che i software possano installarsi così velocemente. Tutto il sistema è fulmineo e in questo di dimostra la potenza di Google che decide non solo di non aumentare la RAM, ma addirittura di utilizzare il processore ad un clock più basso, come a voler dimostrare a tutti che il resto è marketing, ma il loro no.

Abbiamo le gesture sul lettore di impronte per abbassare la tenda delle notifiche, l’archiviazione intelligente delle foto che sincronizza i vostri contenuti scattati con Foto e libera la memoria dinamicamente e il nuovo benessere digitale che traccerà l’utilizzo del vostro smartphone durante la giornata per mostrarvi come lo state usando e permettendovi di disincentivare l’utilizzo dello smartphone la sera e bloccando con dei timer i software che usate troppo. Abbiamo poi il Flip to Shhh per mettere il telefono in non disturbare ruotandolo e la modalità auto automatica che riconosce l’avvio del motore dell’auto per attivare automaticamente Android Auto. Il funzionamento è sorprendente e ne sconsigliamo l’abilitazione a chi viaggia molto sui mezzi pubblici.

8.0

Autonomia

La batteria sulla carta fa un passo indietro scendendo a 3430 mAh. Il motivo è che l’azienda, senza cambiare form factor, è riuscita quest’annno ad integrare anche la ricarica wireless rapida. La batteria vi porta a fine giornata anche con un utilizzo intenso, nonostante comunque non sia un battery phone. Nel complesso anche questo risultato fa parte della magica integrazione hardware/software che qui l’azienda ha messo in piedi.

6.5

Prezzo

Il prezzo di Pixel 3 XL è di 999€. Il prezzo è molto alto, ma in linea con la concorrenza. Paragonato all’hardware potrebbe sembrare troppo, se si considera il software lo è meno. Purtroppo viene venduto solo sullo store di Google e quindi probabilmente per molti sarà difficile accedere a questa cifra.

Confronti

Lista di tutti i confronti fatti fra Pixel 3 XL e altri smartphone:

Foto

Giudizio Finale

Google Pixel 3 XL

8.7

Google Pixel 3 XL

Google Pixel 3 XL ha migliorato Pixel 2 XL molto più di quello che la scheda tecnica racconta ad una prima occhiata. Rimane comunque un'evoluzione dell'ottimo precedente modello ed è un prodotto per molti difficile da capire. Finché non lo si prende in mano e lo si utilizza anche per poco, riconoscendo in questo prodotto il tocco di Google che gli altri prodotti non possono offrire.

di Emanuele Cisotti
Pro
  • Ottima qualità costruttiva
  • Ottimo display
  • Software fluido e "magico"
  • Supporta la ricarica wireless
Contro
  • Il notch non passa inosservato
  • Niente memoria espandibile
  • Il software non può sostituire un vero zoom (o un grandangolo)