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Google Glass Explorer Edition, la recensione

Google Glassvideo Emanuele Cisotti -




Recensione Google Glass Explorer Edition

Recensire un prototipo di un prodotto non ancora in commercio, e che nella sua versione finale sarà molto diverso, non è facile. Per questo il tempo necessario al nostro test si è protratto per molti mesi. Questa recensione è quindi un punto conclusivo di un test molto intenso di un prodotto che è sopratutto una finestra sul futuro, un’idea di dove la tecnologia sta andando. Perché, benché i punti su cui lavorare siano ancora molti, siamo convinti che i Google Glass siano una rappresentazione molto credibile di come la tecnologia si evolverà in futuro, in modo più convincente di altri ambiti (come per esempio gli smartwatch).

Prima di iniziare la lettura consigliamo la lettura dei vari capitoli sull’utilizzo dei Glass: VIVERE CON I GOOGLE GLASS

Cosa sono i Google Glass

Google Glass B 01

I Glass che abbiamo provato infatti sono i così detti Explorer Edition, ovvero un modello disponibile per l’acquisto al costo di 1.500$ ad un gruppo di persone selezionate attraverso un programma chiuso da Google e solo per gli Stati Uniti. Abbiamo avuto modo di testare anche una seconda revisione, lanciata a novembre 2013, praticamente uguale alla precedente, ma che ne estende la vita almeno di un altro anno, nella speranza poi, a fine 2014 di vederne una versione pronta per la commercializzazione. Ovviamente solo negli Stati Uniti.

Qualche base: i Glass sono stati presentati ad aprile 2012 e fortemente promossi dal co-fondatore di Google, Sergey Brin. Sono poi diventati disponibili per una cerchia ristretta di sviluppatori a febbraio 2013 e dalla primavera dello stesso anno è stato poi aperto il programma Explorer.

Confezione

All’interno della vistosa confezione dei Glass troviamo un alimentatore con cavo piatto (che serve anche a tenere in equilibro i Glass durante la ricarica), una lente scura (ovvero da sole) e una chiara. Quest’ultima, nella seconda revisione dei Glass è stata sostituita da un auricolare mono, che sopperisce ad alcuni problemi di volume basso dei Glass. Abbiamo poi una custodia, purtroppo rigida solo nella parte frontale, che non proteggerà davvero i vostri Glass da eventuali danni e dei gommini sostitutivi per il naso.

Costruzione e VestibilitĂ 

Google Glass 127

I Google Glass sono realizzati in plastica con una struttura in alluminio che gli da sia resistenza. che flessibilità. Sulla parte destra abbiamo una batteria dietro l’orecchio e il resto dell’hardware all’altezza della tempia.

Vi dimenticherete letteralmente di averli indosso

Parliamo di Wi-Fi, bluetooth, GPS, ma anche processore, RAM e fotocamera. Il peso è quindi leggermente sbilanciato verso destra, ma è così incosistente che una volta indossati questo non causerà nessun problema. Vi dimenticherete letteralmente di averli indosso. Il vero problema risiede nell’utilizzo quotidiano. Il fatto che gli occhiali non possano essere piegati e riposti ne limita la comodità quando non vorrete (o non potrete) tenerli in testa. La batteria impedisce poi di poterli indossare da sdraiati. Ricordiamo però che è un prototipo, ovvero un prodotto per testarne le potenzialità e che nella versione commerciale presumiamo che buona parte di questi limiti saranno superati.

Hardware

L’hardware di cui solitamente ci preoccupiamo per uno smartphone qui passa in secondo piano, in quanto far girare l’interfaccia dei Glass è al momento un’operazione abbastanza semplice. Abbiamo un processore dual core, 1 GB di RAM e 16 GB di memoria interna.

L’audio è trasmesso al timpano tramite la conduzione ossea. In pratica un piccolo dispositivo viene fatto vibrare e permette quindi di mantenere l’orecchio libero (per non perdere quindi il “contatto con la realtà”). Il sistema è ancora però acerbo o comunque mal implementato. In una stanza silenziosa l’audio sarà chiaro, ma sarà udibile anche ad altre persone vicine, mentre all’esterno il volume sarà decisamente insufficiente (impossibile fare una telefonata).

Fotocamera

La fotocamera da 5 megapixel realizza degli scatti discreti. Meglio i video a 720p. La testa fungerà da stabilizzatore “naturale” e i video che ne tireremo fuori saranno di qualità più che discreta. Superiore alla media la qualità degli scatti al buio.

Display

Il sistema “inganna” il cervello

Lo schermo è realizzato attraverso un prisma su cui viene proiettata l’immagine a una risoluzione di 640 x 360 pixel. Il sistema “inganna” il cervello, facendoci visualizzare l’immagine come se fosse uno schermo da 25 pollici situato a circa 2 metri e mezzo di distanza da noi. In questo modo entrambi gli occhi vengono affaticati allo stesso modo (anche se in realtà l’immagine è solo sull’occhio destro). L’immagine è visibile in quasi tutte le condizioni di luce, ma se dobbiamo leggere un testo ci verrà istintivo spostare lo sguardo verso uno sfondo dal colore uniforme. La risoluzione è sufficiente, ma è sicuramente migliorabile anche nella prima versione commerciale. Faticoso leggere piccoli testi e in ogni caso le foto hanno una qualità nettamente inferiore rispetto a quello che sono una voltra trasferite sul computer.

Software

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I controlli possono essere impartiti tramite comandi vocali, oppure utilizzando il touchpad laterale. Scorre il dito vi farà muovere fra le voci dei menu, un tocco confermerà la selezione e trascinare verso il basso sarà come annullare l’operazione o tornare indietro. Scorrendo in avanti dalla schermata principale abbiamo una timeline di tutti gli eventi (foto, ricerche, post sui social network, email, ecc…), mentre scorrendo indietro accederemo alle impostazioni e alle card di Google Now. Queste ci daranno informazioni automatiche su meteo, punti di interesse o indicazioni stradali. Proprio come Google Now sul vostro smartphone. E proprio come in quel caso nuove applicazioni possono interagire e rendere il tutto ancora più completo.

Dalla schermata principale possiamo poi accedere alle varie funzioni: ricerca web, foto, video, telefonate, videochiamate, indicazioni stradali e invio SMS. Applicazioni aggiuntive potranno inserire poi nuove voci: tra le piĂą interessanti abbiamo per esempio la possibilitĂ  di ottenere una specifica ricetta, oppure la possibilitĂ  di tradurre in automatico (e in sovraimpressione) testi che dovessimo inquadrare con la fotocamera.

Nel complesso il sistema è ben congegnato: le applicazioni si avviano vocalmente dalla prima schermata, Google Now organizza le card cronologicamente, ma la timeline è invece un po’ confusionaria, si riempie velocemente e non c’è un modo rapido per “pulirla” né filtrarla.


Autonomia

L’autonomia è uno dei punti critici dei Glass nella versione Explorer. In standby l’hardware risulta molto parsimonioso e, anche connessi ad una Wi-Fi riusciamo a realizzare anche un paio di giorni di autonomia. Ogni volta però che lo schermo viene risvegliato e quindi gli occhiali vengono utilizzati in modo attivo, l’autonomia crolla rapidamente. Parliamo di circa 2 ore continuative ininterrotte, fino a circa 6 di utilizzo alternato.

Prezzo

Il prezzo a cui vengono proposti agli Explorer al momento è di 1.500$. Gli Explorer si sono però candidati attivamente per provarli e quindi avevano già messo in conto, se selezionati, di spendere quella cifra. E’ il prezzo da pagare per finanziare un progetto futuristico e affascinante. Sconosciuto ancora però il prezzo finale, che sarà ovviamente sensibilmente inferiore.

Foto

Giudizio Finale

Google Glass Explorer Edition

7.0

Google Glass Explorer Edition

I Google Glass sono una finestra sul futuro. Difficile che questi possano sostituire nel breve termine il nostro smartphone, specialmente per problemi al momento insormontabili, come per esempio l'obbligo di "digitare" testi solo a voce (non sempre questo è adeguato alla situazione) o l'input touch non funzionale per qualsiasi occasione. Alcune funzioni sono poi sensate solo su di un tablet o smartphone. L'idea che ci siamo fatti in circa 5 mesi di utilizzo è che alcune funzioni, quelle più comuni, eseguite sui Glass vi creeranno dipendenza. Ricerca web, ricerca di luoghi, telefonate, foto, video o indicazioni stradali, sono solo un esempio. Proprio come ora nessuno aspetterebbe l'ora del telegiornale per conoscere le previsioni meteo, ma "sfodererebbe" il proprio smartphone, in futuro nessuno si "sprecherebbe" più dall'estrarre il telefono di tasca, visto che queste saranno solo a mezzo secondo di distanza dai . Indossare i Glass, ora come ora, ha due conseguenze ineluttabili: da una parte è come avere una "corona", che chi non sa cosa siano guarderà con legittimo sospetto (non passano inosservati comunque), e chi invece lo sa, con incredulità mista a desiderio di strapparveli di dosso. La seconda conseguenza è più personale, e causerà alla vostra mente uno stato di perenne iperattività: non potrete fare a meno di chiedervi in continuazione come sarebbe bello se facessero anche "questo e quello", e passerete il tempo un po' sospesi tra presente e futuro, tra quel che è e quello che potrebbe essere, riempiendo il vuoto con tutte le idee che vi verranno in mente per rendere questi occhiali davvero "smart". D'altronde il senso del programma Explorer è proprio questo, e a furia di sognarlo, probabilmente, vi accorgerete che il futuro non è poi così lontano. Se volete un nostro parere infatti, e probabilmente lo volete se avete letto fino a qui, i Glass diventeranno un'estensione indispensabile del vostro smartphone. Una volta risolti alcuni problemi, come audio a conduzione ossea, autonomia o comodità nel riporli quando non utilizzati.

di Emanuele Cisotti
Pro
  • Un'anteprima del futuro
  • Ottima vestibilitĂ 
  • Funzionamento impeccabile
  • Un paio di killer app
  • Google (Now) friendly
Contro
  • Scomodi da riporre
  • Sono solo un prototipo
  • Volume basso
  • Scarsa autonomia
  • Poche app
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