8.0

Daydream View VR, la recensione (foto e video)

Emanuele Cisotti




Recensione Daydream View

Il mondo della realtà virtuale è ancora un mondo totalmente in divenire, dove nessuno standard si è ancora imposto e dove ci sono due versioni molto diverse in sviluppo contemporaneo. Quella più potente e con più possibilità, ma che ha necessità di maggior potenza di calcolo e (per ora) cavi per collegarsi a questa potenza di calcolo, e quella più flessibile, meno potente, ma anche più intutiva e semplice, ovvero quella che sfrutta lo smartphone come display e potenza computazionale.

Google vuole approfittare del momento crescente e creare il suo standard in questo ambiente: si chiama Daydream VR e questo Daydream View che recensiamo oggi e il primo visore ufficiale.

Confezione

La confezione contiene al suo interno il visore, il controller e un piccolo laccio da stringere al polso per non lanciare pericolosamente il controller in giro per la vostra stanza. La confezione è classica ma gli incastri al suo interno sono ben studiati.

8.0

Costruzione e Vestibilità

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Daydream View è da considerarsi come un enorme evoluzione dal precedente progetto Google di questo tipo (Cardboard) e come diretto concorrente di Gear VR di Samsung. Rispetto a questo Daydream View appare più piccolo, quindi meglio trasportabile e, grazie alla sua realizzazione in materiali morbidi e tessuto, decisamente più vicino all’apparire come un oggetto familiare e non come uno strambo caschetto proveniente dal futuro. Spaventerà meno i vostri parenti, per quello che conta è un passo avanti.

Un elastico tiene il pannello frontale rigido saldamente chiuso sulle lenti quando necessario. Il telefono andrà frapposto fra queste due parti e un chip NFC avvierà sul telefono in automatico il software necessario. Anche utilizzando un Pixel XL (il più pesante e grosso fra i due smartphone compatibili) non risulta troppo pesante, ma l’assenza di una fascia anche sulla parte superiore della testa (come in Gear VR) farà sì che saranno necessarie maggiori aggiustature durante la vostra esperienza nella realtà virtuale.

Il controller in plastica trova poi posto all’interno del visore per il trasporto: una soluzione semplice e che vi farà apprezzare ancora di più questo visore.

8.0

Hardware

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Come abbiamo detto il visore vero e proprio è solo una ponderata evoluzione del semplice pezzo di cartone ripiegato che era Cardboard. Non fraintendeteci, i miglioramenti sono molti, ma tecnologicamente all’interno c’è solo un semplice chip NFC. Di hardware invece si può parlare quando tiriamo in ballo il piccolo controller in plastica. Questo si collega via Bluetooth in automatico al vostro smartphone e permette di orientarvi all’interno del mondo virtuale Google: una soluzione molto più congeniale dei controlli sulla tempia di Gear VR.

Abbiamo un pad touch per scorrere in tutte le direzioni, che è possibile anche cliccare come se fosse un mouse per selezionare. Subito sotto abbiamo un tasto indietro e uno home, che se tenuto premuto al lungo posizionerà di nuovo l’interfaccia di fronte a voi. Può poi essere utilizzato come se fosse un puntatore ed è questo il vero passo in avanti, rendendo tutto l’utilizzo dell’interfaccia molto più agevole. Si ricarica con un cavo Type-C ed ha una discreta autonomia, anche se soffre di varie disconnessioni, trascurabili in molti casi ma non sempre (per esempio mentre giochiamo).

8.0

Software

Daydream VR è un ecosistema compatibile con smartphone Android di varie marche, purché abbiano almeno Android Nougat e tutta una serie di requisiti tecnici, al momento rispettati solo dei suddetti Google Pixel (e altri, ma non ancora aggiornati a Nougat). Iniziamo col dire che utilizzare questo ecosistema in Italia al momento è la classica esperienza a mezzo: funziona tutto, ma non potrete usare il Play Store direttamente dall’interfaccia della realtà virtuale e non avrete i consigli per i download, lasciando l’esperienza d’uso “troncata” (così come anche perderete tutta una introduzione).

La navigazione fra i menù è molto rapida e intuitiva: è realizzata in un mondo “cartoon” colorato ma geometrico allo stesso tempo. Le app al momento disponibili sono alcune decine e si dividono equamente fra applicazioni e giochi: la maggior parte sfruttano l’apposito controller. Si tratta di un’esperienza decisamente più completa rispetto a Cardboard e anche a Gear VR (proprio grazie al controller), ma il limitato numero di tasto rende ovviamente il tutto limitante. Manca probabilmente ad oggi una killer app, ma abbiamo già visto molto grazie ad app come Street View e Youtube, o grazie a vari giochi già disponibili nello store. Nonostante i requisiti stringenti richiesti da Google, alcuni di questi giochi possono causare nausea dopo sessioni prolungate.

Nel complesso l’esperienza però è sicuramente positiva e abbiamo trovato in Daydream VR quello che speravamo: una piattaforma solida ed un futuro standard per la realtà virtuale su Android.

7.5

Prezzo

Daydream VR non è ancora disponibile nel nostro paese ma speriamo possa diventarlo presto, anche considerando l’arrivo sul mercato di nuovi smartphone compatibili con questa tecnologia. Al cambio attuale il prezzo è di circa 75€, un prezzo congruo per un dispositivo simile.

Foto

 

Giudizio Finale

Daydream View

8.0

Daydream View

Daydream View è un ottimo primo dispositivo per la realtà virtuale di Google. È piccolo, abbastanza comodo e il controller è un vero valore aggiunto. Anche la piattaforma è pronta, anche se mancano ancora killer app. Aspettiamo però l'arrivo ufficiale nel nostro paese.

di Emanuele Cisotti
Pro
  • Piccolo e leggero
  • Il controller è una grande comodità
  • Ci sono già un bel po' di contenuti
  • Si prospetta ampia compatibilità
Contro
  • Il peso è in buona parte sul naso
  • Il controller ogni tanto si disconnette
  • Non ancora pienamente compatibile in Italia
  • Al momento funziona solo con i Google Pixel