8.6

Recensione ASUS ZenFone 6: l’equilibrio è la sua forza (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione ASUS ZenFone 6

ASUS è un’azienda che non inonda il mercato con tanti modelli, e questo vale per tutte le fasce. Laddove la concorrenza ormai lancia 2 se non 3 top di gamma assieme, ASUS propone un solo modello. ZenFone 6 non è quindi frutto “dell’abbondanza”, ma è uno smartphone “ragionato” e con una forte personalità. E dopo averne visto unboxing e prime impressioni, siamo ora pronti per una recensione completa.

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7.5

Confezione

Nella confezione di ASUS ZenFone 6 troviamo un caricabatterie Quick Charge 4.0 con relativo cavo USB-C/USB-A, una cover in silicone trasparente, e degli auricolari cablati con jack audio realizzati da 1MORE. Questi ultimi sono superiori alla media, ma non di altissima qualità. Abbiamo ovviamente anche il pin per rimuovere l’ampio carrellino della SIM, ma a parte questo nient’altro.

8.0

Costruzione ed Ergonomia

ZenFone 6 è un po’ più spesso della media, con i suoi 9,2mm ed è anche tra i top più pesanti, con i suoi 190 grammi. In mano la presa è però salda, grazie anche alla lieve curvatura della back cover, che la favorisce.

La parte frontale vede uno schermo flat quasi full screen. Peccato davvero per il bordo inferiore, che ha uno spessore significativo. L’impiego di un pannello LCD non ha probabilmente permesso di rimpicciolirlo ulteriormente. In alto il bordo è invece sottile, con la capsula auricolare, che fa anche da secondo speaker, molto sottile. Al suo fianco, praticamente invisibile, si trovano il sensore di luminosità ed il LED di notifica.

Sul retro abbiamo la caratteristica flip camera, la cui anima è realizzata in liquid metal, nome molto evocativo, per indicare un materiale resistente ma flessibile. La tenuta nel corso del tempo però è impossibile da verificare. Resistenza a polvere, urti ed altro sono insomma un po’ un’incognita. E se doveste tappare con particolare convinzione sulla parte alta del display, sentirete la flip camera vibrare sul retro.  Segnaliamo però che, se la flip camera fosse “estratta” e lo smartphone dovesse cadervi, la fotocamera verrà velocemente riportata in posizione iniziale, per cercare di proteggerla al meglio. Sempre sulla back cover è presente il lettore di impronte digitali, di tipo quindi tradizionale.

Abbastanza anonimo il colore della back cover in vetro (tutto Gorilla Glass 6, come il frontale), sul quale campeggiano le scritte color ciano acceso con il branding di ASUS. Nel profilo inferiore abbiamo jack audio (inserire applausi qui!), USB-C (senza uscita video), e lo speaker principale. Sul lato destro troviamo invece il pulsante di accensione, con un profilo azzurro che si abbina alle scritte sulla scocca posteriore, il bilanciere del volume, ed un quarto pulsante più in alto di tutti, per richiamare Google Assistant (non temete, è personalizzabile). Buona quindi la scelta di aggiungere un tasto multiuso, anche se è così in alto che dovrete per forza spostare il pollice per raggiungerlo. Forse spostare il bilanciere del volume sul fianco sinistro non sarebbe stata una cattiva idea.

Non c’è certificazione IP, ovviamente a causa della flip camera, che sarebbe stato piuttosto difficile impermeabilizzare. Non c’è nemmeno la ricarica wireless, sia per ragioni di spessore (che sarebbe ulteriormente lievitato) che di costi.


9.0

Hardware

ASUS ZenFone 6 ha un hardware da top di gamma, pur con qualche piccola rinuncia. Troviamo infatti lo Snapdragon 855, abbinato a 6 oppure 8 GB di RAM LPDDR4X. I tagli di memoria sono da 64, 128 e 256 GB, di tipo UFS 2.1, con buona pace di OnePlus 7 Pro che per ora rimane l’unico con le UFS 3.0. ZenFone 6 però non rinuncia all’espansione tramite microSD. Nello slot che ospita le (eventuali) due SIM, trova infatti spazio anche la scheda di memoria.

Abbiamo poi Wi-Fi ac, Bluetooth 5.0, NFC, GSP ed anche la radio FM, sempre più una rarità. Peccato non aver portato la porta Type-C ad una USB 3.1. L’audio in compenso vede la presenza di due speaker (sebbene quello sul bordo inferiore sia decisamente più potente della capsula auricolare), e non manca appunto il jack da 3,5mm. Il lettore di impronte digitali è di tipo tradizionale, posto sul retro, ed è come ve lo aspettereste: veloce e preciso. C’è anche lo sblocco col volto, che è altrettanto fulmineo, ma dovrete attendere circa 1 secondo affinché la flip-camera si ribalti.

Con un hardware del genere, non c’è app o gioco che tenga e tutto andrà sempre fluido. La differenza con alcuni modelli più gaming è magari il surriscaldamento che può capitare dopo mezz’ora o più di gioco, ma diventa sensibile solo con pochi titoli.

8.5

Fotocamera

La flip-camera di ASUS non è un pop-up camera. Forse non c’era bisogno di sottolinearlo, ma è bene che sia chiaro, perché un conto è usare davanti le stesse ottiche posteriori, un conto è avere un sensore a parte. Se ci pensate bene, a parte qualche rarissima eccezione, sono pochi gli smartphone che permettono di fare una cosa del genere. ZenFone 6 è infatti l’unico top di gamma con due sole fotocamere. Nemmeno i Pixel 3 ne hanno così poche. E questo è un indubbio vantaggio.

Ad eccezione di alcune modalità, come il panorama o il tracciamento del soggetto, che per ovvie ragioni richiedono che la fotocamera parta in posizione posteriore, e della modalità notturna, che è pensata solo per i paesaggi, tutte le altre funzioni sono presenti anche con flip camera ribaltata di 180°. Abbiamo infatti time lapse, slow motion, video, foto, modalità ritratto e controlli manuali. Ad eccezione dello slow motion e della modalità ritratto, tutte queste ultime modalità funzionano con entrambe le fotocamere. Modalità notturna e modalità ritratto dovrebbero invece sfruttare entrambi i sensori per ottenere un risultato migliore, ma il campo di vista rimane quello della fotocamera principale. Presente anche la possibilità di scattare in RAW+JPG, solo in modalità manuale a 48 megapixel.

Le due fotocamera sono una Sony IMX586 da 48 megapixel, con f/1.79 e campo visivo di 79°, ed una grandangolare da 125°, da 13 megapixel. Nessuna delle due ha stabilizzazione ottica, ma solo digitale. La fotocamera principale scatta preferenzialmente a 12 megapixel, combinando 4 pixel in 1, per garantire maggiore luminosità e contenere il rumore, cosa che le riesce piuttosto bene in quasi tutte le condizioni di luce. Tenete inoltre conto che, scattando a 12 megapixel, significa che in pratica avrete uno zoom 4x “ottico” da sfruttare, che con buona luce riesce davvero a regalarvi dei dettagli in più, non visibili nelle foto catturate senza zoomare prima di scattare. Da notare comunque che oltre il 4x di zoom non si può proprio andare, in nessuna modalità, quindi in pratica non c’è zoom digitale.

Qualora la luminosità dovesse scarseggiare, la modalità notturna servirà a rendere meglio le eventuali poche luci presenti. Non dovete però pensare ad un night-sight stile Pixel 3. La modalità notturna di ZenFone 6 serve infatti principalmente per paesaggi statici e con una certa dose di luminosità, e si occupa principalmente di bilanciare meglio le fonti di luce, rispetto ad un HDR che magari cerca di tirare fuori più luminosità possibile, ma che di notte potrebbe fare peggio che meglio.

Ci sono infatti due modalità HDR: HDR+ (auto) ed HDR++. Quest’ultimo è molto aggressivo e richiede un tempo di scatto maggiore, laddove la prima modalità è praticamente istantanea. Sebbene in alcuni casi l’HDR++ possa fare davvero la differenza (vedi galleria), dovete anche stare attenti perché tendenzialmente “spara” molto i colori, in modo anche un po’ innaturale. Di notte poi è del tutto sconsigliato, perché genera troppo rumore digitale nel tentativo di illuminare la scena. Dovrete insomma fare un po’ di prove e capire bene in che situazioni può tornarvi utile, per sfruttarlo al meglio. In alternativa, l’HDR automatico può andare bene nella maggior parte delle situazioni ed evita possibili complicazioni.

Tra le modalità originali della flip-camera, il panorama è senz’altro quella che abbiamo apprezzato di più. Premendo il tasto di scatto, la flip-camera inizierà a ruotare, catturando appunto uno scatto panoramico in modo del tutto automatico e veloce (attenzione a non finire nell’inquadratura o dovrete tagliarne un pezzo!). Questo vi permetterà di realizzare con notevole facilità alcuni scatti creativi, ma dovrete stare attenti sia a tenere comunque la mano ben ferma, per non sommare troppo il suo movimento a quello della fotocamera con conseguente effetto mosso, sia nel calcolare bene l’esposizione della scena. Quest’ultima si basa infatti sul primo frame del panorama, ma se passate dalla terra al cielo è ovvio che quest’ultimo avrebbe bisogno di un’esposizione diversa. In galleria trovate alcuni esempi di questo.

Altra modalità interessante è il ritratto. Tramite software potrete personalizzare in tantissimi modi il volto del soggetto: tonalità, correzione, sbiancamento della pelle, correzione degli occhi e scavatura delle guance, tanto per darvi un’idea. Inoltre potrete variare un finto diaframma tra f/0,95 (sfondo più sfocato) ed f/22 (il meno sfocato). Attenzione però a non abusarne. Vi consigliamo di tenere il finto rapporto focale almeno a 4, sia perché la sfocatura eccessiva viene resa in modo troppo irrealistico, sia perché potrebbero esserci maggiori difficoltà nello scontornare il soggetto. Anche in questo caso, in galleria trovate qualche esempio chiarificatore.

In generale siamo rimasti soddisfatti della fotocamera di ZenFone 6, che offre un sensore principale adatto alla maggior parte delle situazioni e che soprattutto di giorno regala un ottimo dettaglio con rumore praticamente assente. Il grandangolo non è certo così definito e pulito, ma in alcuni casi può fare davvero la differenza per rendere una foto più suggestiva. Le possibilità offerte dalla flip-camera vanno però sapute sfruttare, ma se vi abituerete a poter scattare anche in modi e pose diversi dal solito, ruotandola al punto giusto, saprà regalarvi delle belle soddisfazioni. Un po’ come il suo software, che non è proprio dei più immediati, anche la flip-camera stessa richiede un po’ di creatività e di abitudine per essere sfruttata a pieno. Non che se la cavi male nel punta e clicca, ma se non doveste mai inclinarla nemmeno un po’ vi perderete qualcosa delle sue potenzialità.

I video sono piuttosto soddisfacenti sul fronte della stabilizzazione, sebbene sia solo digitale, ma ormai siamo abituati a questo fatto. Anche i colori e l’audio sono di buon livello, anche se quest’ultimo potrebbe essere più pulito e risente abbastanza del vento. Forse un terzo microfono (assente) avrebbe aiutato in tal senso.

Non è possibile scambiare una fotocamera con l’altra in corso di registrazione, anche perché quella grandangolare si ferma al 4K@30fps, mentre quella principale arriva a 60fps. C’è inoltre un bug che, nel caso ribaltaste a 180° la flip camera durante la registrazione di un video, l’immagine non girerà nuovamente qualora doveste tornare nella posizione di partenza. Per fortuna ASUS ha confermato che si tratta di un problema già risolto in un aggiornamento non ancora pubblico. Peccato perché è divertente riprendere le persone come se fossero a testa all’ingiù!

Ultima nota sui video: c’è un tempo limite in alcune modalità. In HD e FHD@30fps potete registrare per quanto volete. In FHD@60fps ed in 4K@30fps per massimo 10 minuti a video, in 4K@60fps per soli 2 minuti per ciascun video. Nulla vi vieta di registrare un nuovo filmato alla fine di questo tempo limite, ma è comunque un po’ frustrante dover ripartire ogni 2 minuti, inoltre il telefono si scalda sensibilmente registrando a così alta risoluzione.

Non so cosa sia successo all’audio di questo primo video, ad un certo punto, ma non mi è più capitato.

8.5

Display

6,4” full HD+ IPS. Luminosità massima di 600 nit e schermo è in grado di  riprodurre il 100% dello spazio di colore DCI-P3 (quello del cinema, come viene spesso chiamato). Pare inoltre che arriverà a breve anche il pieno supporto HDR10, al momento ancora in attesa della licenza Netflix. Questo è il display di ZenFone 6 in numeri. Nella pratica è un buon display, anche se non eccezionale. I neri, per quanto buoni, non sono paragonabili a quelli “spenti” degli AMOLED, così come il livello di contrasto. I colori risultano comunque piuttosto vivaci, e personalizzabili in saturazione e tonalità via software. Gli angoli di visione sono ottimi. Sotto la forte luce solare però, a volte potreste avere qualche problemino di lettura.

8.5

Software

ZenFone 6 è aggiornato ad Android Pie con patch di aprile 2019, nel momento in cui stiamo scrivendo questa recensione. ASUS adotta ormai da tempo un approccio molto vicino a quello dei Pixel. C’è un launcher personalizzato, che consente comunque di avere il feed di Google all’estrema sinistra, ed anche l’app drawer è più o meno lo stesso che troviamo nei googlefonini. Vi accorgerete delle differenze giusto andando nelle rispettive impostazioni, dove troverete il supporto agli icon pack, il blocco delle app e la possibilità di organizzare tutto in cartelle (automatiche).

Anche le impostazioni di sistema, a primo acchito, sembrano le stesse dei Pixel, ma in realtà ci sono tante opzioni in più. La barra di navigazione è personalizzabile, anche facendola sparire e adottando del tutto le gesture, sebbene questo non vi farà guadagnare spazio a schermo. Abbiamo poi game genie, per l’ottimizzazione dei giochi, che potrete anche registrare tramite toggle apposito (utile non solo per i giochi). Potete clonare alcune app tramite Twin Apps (Instagram, Telegram, WhatsApp, YouTube, Facebook, Messenger, e altre). Sempre lato software, è possibile sfruttare la flip-camera anche in app di terze parti, facendo comparire un

Troviamo anche OptiFlex, che “accelera l’avvio delle app, riduce i ricaricamenti e consuma meno in standby”. Dobbiamo in effetti constatare che, in quando a velocità di avvio (ma solo con i giochi più pesanti), una certa differenza si nota, anche se l’effetto placebo è sempre dietro l’angolo ed i software di ottimizzazione certo non mancano in questo ZenFone 6.

Tra le tante opzioni c’è anche quella per avviare la fotocamera a schermo spento, con un doppio clic su volume giù. Questa shortcut non funziona però a schermo acceso, al contrario di altri telefoni dove un doppio clic sul tasto di accensione avviare sempre la fotocamera.

Le principali osservazioni che faccio alla personalizzazione di ASUS sono infatti di due tipi. Da un lato ci sono un po’ troppe opzioni, troppi menu e sottomenu. È così da tempo, è così anche su ZenFone 6. Dall’altro ci sono alcuni software di ottimizzazione di troppo. Troppi pulizia memoria, AI boost, ottimizza il sistema, controlla l’uso dei dati, check di privacy e sicurezza, gestione di avvio automatico, gestione batteria, modalità batteria, opzioni di risparmio batteria (tutti nomi reali). Sono retaggi un po’ orientali, dove software di questo tipo vanno ancora molto di moda, che ormai stonano dalle nostre parti, dove piano piano sono stati abbandonati dalla maggior parte dei produttori. In ogni caso non è che facciano male, al più vi abituerete ad ignorarli.

8.5

Autonomia

5.000 mAh dovrebbero essere lo standard su tutti gli smartphone. Partendo da questo presupposto, ci sono comunque delle rinunce da fare per averli. La velocità di ricarica deve accontentarsi del Quick Charge 4.0 a 18W. Ci vorranno quindi circa 2:20 ore per caricare la batteria da 0 al 100%. Però avrete la tranquillità di poter fare un giorno intero di utilizzo, anche con un uso intenso. Un esempio? Alle ore 20 mi era rimasto circa il 12% di carica, ma con oltre un’ora di fotocamera, altrettanta di navigazione e chat rispettivamente, e poco oltre 8 ore di schermo acceso, tutto (o quasi) in roaming: direi che come giornata stress non è male!

Arrivare a due giorni pieni è però un altro discorso, che richiede un utilizzo più attento, sia in termini di tempo trascorso con lo smartphone che di applicazioni impiegate. Durante un paio di giorni trascorsi per lo più in ufficio ed a casa la sera, non dovrebbe essere un problema; in un week end fuori porta, fatto magari di foto e navigazione, il caricabatterie non dovete lasciarlo a casa. In compenso ci sono tante funzioni software per limitare l’uso in background (ed anche in foreground) della rete dati, e risparmiare così preziosa batteria per farvi arrivare fino ad una presa a muro.

Sia chiaro però che questo non è un battery phone nel senso letterale del termine: l’hardware è di fascia troppo alta per poterlo essere, ed un po’ di accortezza ci vuole sempre, soprattutto per arrivare serenamente ai fatidici due giorni. Segnaliamo inoltre che, nonostante la generosa batteria, non è previsto il power delivery.

8.0

Prezzo

ZenFone 6 non rincara, ed in un settore in cui invece tutti sparano cifre sempre più alte, il prezzo diventa una delle sue migliori armi. Con una base di partenza di 499€ per la versione 6/64 GB (che va benissimo per l’utente medio, considerando anche la possibilità di sfruttare l’espansione tramite microSD), e con “soli” 599€ per il più carrozzato 8/256 GB, ZenFone 6 è uno dei top di gamma più economici dell’anno. Meglio di lui giusto Xiaomi Mi9. Peggio di lui, tutti gli altri. Al momento lo potete trovare, solo in alcune varianti, su ASUS eShop.

Foto

Giudizio Finale

ASUS ZenFone 6

8.6

ASUS ZenFone 6

ASUS ZenFone 6 è un vero tuttofare, che non vi deluderà in praticamente nessuna situazione. Schermo ampio, prestazioni elevate, fotocamera unica, con la possibilità di ruotarla a piacimento fino a 180°, e batteria più capiente della media. Cosa gli manca quindi? In TV lo chiamerebbero "fattore X", quel qualcosa che ti faccia rimanere a bocca aperta, ma che probabilmente lo avrebbe fatto costare più di così; e del resto anche un buon prezzo di lancio è ormai una cosa per la quale stupirsi.

di Nicola Ligas
Pro
  • La flip-camera permette foto molto creative
  • Buone prestazioni generali
  • Prezzo
  • Autonomia
Contro
  • Software un po' ridondante
  • Schermo non dei più luminosi
  • La flip-camera va saputa usare (e trattata con cura)
  • No impermeabilità, né ricarica wireless