Google vuole cambiare la struttura del kernel di Android

L'obiettivo è quello di ridurre i tempi di sviluppo del software
Google vuole cambiare la struttura del kernel di Android
Vito Laminafra
Vito Laminafra

Uno dei problemi del sistema operativo Android riguarda la frammentazione: per i produttori è infatti difficile stare al passo con le nuove release del sistema e nonostante gli sforzi di Google (Project Treble su tutti) la situazione non sembra essere migliorata.

Durante la Linux Plumbers Conference della scorsa settimana, BigG ha annunciato di voler rendere il kernel utilizzato da Android (una versione modificata di Linux) "più vicino" a quello che è il ciclo di rilascio del kernel Linux "originale". Per quanto riguarda Android infatti, il kernel è presantemente modificato prima di essere effettivamente utilizzato: prima viene personalizzato da Google per essere "utilizzabile" dal sistema e poi viene ancora ritoccato dai vari produttori di SoC, con conseguenti ritardi nello sviluppo del software.

Quello che Google vuole fare è semplificare al massimo questa serie di passaggi, utilizzando dunque direttamente il kernel Linux: un primo inizio lo abbiamo già con Android 12, dato che debutterà la GKI (General Kernel Image), ovvero una versione base del kernel a cui i produttori potranno aggiungere dei moduli (Kernel Module Interface) per aggiungere funzionalità.

Pixel 6 sarà il primo smartphone ad avere una GKI e kernel Linux 5.10, ma per vedere quanto appena descritto sulla stragrande maggioranza dei dispositivi ci sarà da attendere ancora molto: la timeline stimata vede l'inizio della transizione verso il kernel Linux "originale" non prima del 2023.

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