La paura è un’emozione soggettiva. C’è gente che si impressiona guardando le giostre dei clown al Luna Park, mente ci sono persone che non si spaventano nemmeno se ci dovessimo trovare in una apocalisse zombi, anzi, né sarebbero più che contenti. Questa emozione ha caratterizzato buona parte del mondo dell’intrattenimento, in particolar modo quello cinematografico grazie al generehorror: Psyco, L’Esorcista, Shining, La Cosa, sono solo alcuni dei titoli che sono riusciti nell’intento di spaventare milioni di persone in tutto il mondo.

Il concetto di horror si è evoluto anche all’interno dell’universo videoludico, e il merito di questa progressione va a Capcom e al suo Resident Evil. Il genere survival-horror è nato proprio con il primo Resident Evil del 1996, un videogame che metteva il giocatore dinanzi a situazioni terrificanti, contro pericoli e creature mostruose, e l’equipaggiamento del personaggio era ridotto all’osso costringendo il giocatore a quantificare i medicinali e le munizioni. Un genere di nicchia quello dei survival-horror che, purtroppo, abbiamo visto quasi scomparire dal panorama videoludico attuale: anche la stessa Capcom ha deciso di dirigersi verso un genere più action per il suo Resident Evil, incentrato sulla spettacolarità hollywoodiana piuttosto che sull’atmosfera e la sopravvivenza. Molti gamer si saranno pur messi l’anima in pace, ma come si dice, la speranza è l’ultima a morire ed infatti molti videogiocatori si sono diretti gli indie game, ossia videogiochi indipendenti sviluppati da una persona o da piccoli gruppi di programmatori senza l’ausilio economico da parte di un editore, dove il genere horror è uno dei più popolari ed utilizzati.

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