Pixel 6 Pro usato per un anno: gioie e mestizie del Googlefonino

Aspettando Pixel 7 Pro...
Pixel 6 Pro usato per un anno: gioie e mestizie del Googlefonino
Nicola Ligas
Nicola Ligas

Tutto è pronto per il lancio di Pixel 7 e Pixel 7 Pro, che saranno presentati il 6 ottobre 2022 alle ore 16, e mentre ancora si affollano gli ultimi rumor sui nuovi googlefonini, mi è venuto spontaneo ripensare all'ultimo anno passato in compagnia di un Pixel 6 Pro, tra momenti di euforia e altri più di sconforto. Perché niente ti porta su, e poi ti lascia cadere (cit.), come un Pixel!

Un inizio "sconnesso"

connessione pixel 6 pro

Presi Pixel 6 Pro dalla Francia, circa un anno fa, quando da noi non era ancora disponibile. Non aspettai recensioni e prove sul campo, perché ormai avevo preso la mia decisione e non volevo farmi influenzare; anche perché, soprattutto nel mondo della tecnologia, ci sarà sempre qualcosa di meglio in arrivo, ma se ti serve un strumento "oggi", se lo vuoi "oggi", è giusto prenderlo oggi.

Tra l'altro, essendo i Pixel dell'azienda che sviluppa Android, ed ammiccando quindi per primi ai fan più affezionati, vengono sempre passati ai raggi X, più di altri smartphone, ed ogni minimo problema ha un'eco enorme, anche se è stato riscontrato da un eschimese al Polo Nord.

Fu così anche per Pixel 6 Pro, che secondo alcuni era perfetto, secondo altri era da buttare. Io ero più in una posizione di mezzo, e vi rimasi fino intorno a Natale 2022, quando i suoi problemi di connettività divennero troppi, anche per me.

Pixel 6 Pro non ha mai brillato per qualità del segnale, ma in quel periodo toccò veramente il fondo, con frequenti disconnessioni dalla rete mobile che di fatto ti lasciavano praticamente in modalità aereo. Per fortuna arrivarono delle patch correttive, che hanno del tutto risolto il problema, che non si è più ripresentato. Ancora oggi, comunque, la ricezione del segnale (anche Wi-Fi) da parte dello smartphone non è certo da primato, ma quantomeno non rappresenta più un problema nella maggior parte delle situazioni.

La pace dei sensi con gli aggiornamenti

android 13 final

Uno dei motivi per cui ho voluto a tutti i costi un Pixel è meramente lavorativo: per provare prima possibile le ultime novità di Android.

Ed ovviamente in questo i Pixel sono praticamente imbattibili, sia per quanto riguarda le developer preview/beta della successiva versione del sistema operativo, che grazie ai vari feature drop, ed alle app di Google sempre al centro dell'esperienza. Anche perché ormai è difficile scindere "Android stock" dalla "pixel experience", visto che le personalizzazioni apportate da Google spesso poi arrivano anche per tutti gli altri smartphone, magari con un po' di attesa.

Da questo punto di vista insomma è impossibile rimanere delusi da un Pixel, ma ci sono comunque un paio di note da considerare. Anzitutto ormai i Pixel non sono più per forza i primi a ricevere le ultime patch di sicurezza: Samsung ha spesso anticipato Google nel rilascio dei più recenti fix, che in alcuni casi hanno introdotto anche lievi novità.

L'altro aspetto, che personalmente trovo più fastidioso, è la lentezza dei seamless update. Le patch mensili sono spesso questione di pochi megabyte, ma per installare anche solo 40 MB di aggiornamento possono volerci 15-20 minuti; e per di più spesso l'update va in pausa perché "il telefono è in uso", e devi andare tu manualmente a riprenderlo.

Pochi giorni fa avevo aviato l'installazione delle patch di ottobre la mattina, e la sera ancora non erano pronte, proprio perché mi ero dimenticato di controllare.

Sia chiaro: aggiornare il sistema in background è comodo, non interrompe il lavoro e difficilmente un aggiornamento è così importante che il tempo è un fattore critico; mi stupisce solo che a tanti anni dalla sua introduzione ci sia ancora questa limitazione di velocità, che era presente fin dall'inizio.

Il miglior punta e scatta

selfie pixel 6 pro

Inutile girarci attorno a lungo però: se c'è una cosa per la quale i Pixel sono famosi, sono le foto; ed è una delle ragioni principali per cui li ho scelti.

Avendo un figlio piccolo da immortalare obbligatoriamente ogni giorno, ci vuole anche un buono smartphone, ed i Pixel mi danno una certezza, soprattutto con i ritratti o comunque le foto di persone: che faranno sempre un buon risultato, giorno o notte che sia.

Non sto dicendo che Pixel 6 Pro sia il miglior camera-phone al mondo, sto dicendo che vi darà risultati consistenti in ogni situazione, e che è davvero molto, molto difficile che non tiri fuori una buona foto nel punta e clicca. Poi, se avete il tempo, la voglia, e la conoscenza di usare la "modalità pro" del vostro smartphone, magari riuscirete a fare altrettanto o anche meglio; ma nel frattempo il Pixel avrà già scattato altre 10 foto.

Merito della magia software di Google, e del fatto che, anche laddove il risultato non dovesse soddisfarvi al 100%, basta una passatina su Google Foto per risolvere spesso problemi di bilanciamento del bianco, di toni della pelle, o magari per cancellare qualche soggetto in background che stona con la vostra composizione.

Non vi tedierò quindi con un'enorme galleria di foto di bambini, anche perché parlare bene della fotocamera dei Pixel è facile, così facile che spero Google si concentri soprattutto su quelli che sono un po' alcuni punti deboli, come la qualità video (buona, ma non certo a livello iPhone) o l'ampiezza dello zoom, che rispetto anche alla concorrenza Android (Samsung in primis) è piuttosto indietro; o anche il tempo di elaborazione delle foto, che nemmeno con Tensor è così istantaneo.

Sarà quello il banco di prova di Pixel 7 Pro.

Le chicchine software

now playing

A me "la skin" di Google piace. Perché di fatto è una skin. Samsung la chiama One UI, Xiaomi la chiama MIUI, Google lo chiama Android e basta, ma quello che c'è sui Pixel, come già accenato, non è Android "puro", ma una sua personalizzazione.

Il Material You, questo stile grafico un po' pacioccone introdotto ormai quasi un anno e mezzo fa, è tutto sommato piacevole ed intuitivo, anche se ancora non ha del tutto preso piede in ogni app, nemmeno quelle di Google sui Pixel che anche in tempi recenti si stanno aggiornando, per non parlare altrove.

Ci sono qua e là una serie di "chicce" che non è facile ritrovare altrove, ed alle quali ormai mi sono così abituato che mi dispiacerebbe rinunciarvi. Alcuni esempi?

  • Now Playing, che mi ha fatto pensionare Shazam e affini, e conserva una cronologia di tutto ciò che ho ascoltato
  • Google Foto, che sui Pixel ha una serie di strumenti aggiuntivi che fanno la differenza
  • Google Recorder, che è il miglior registratore audio che abbia mai provato su uno smartphone, semplice, efficace, sincronizzato e disponibile anche via web per riascoltare tutte le registrazioni
  • Google Assistant, che in fondo sa rendersi utile ed è integratissimo nell'esperienza d'uso

In generale, essendo io legatissimo, per lavoro ed abitudine, all'ecosistema Google, un Pixel è la scelta ideale sotto tanti punti di vista, dalla gestione domestica con Google Home, ai pagamenti con Google Wallet.

Cosa cambierei dopo un anno di utilizzo

dbrand pixel 6 pro

La velocità di ricarica di Pixel 6 Pro non è certo al passo coi tempi (ed anche la sua autonomia non è che sia stellare).

Il design non mi ha particolarmente convinto, tanto che sulla scivolosissima e poco ispirata back cover grigia ho messo una skin dbrand: ha tenuto bene (tranne la G di Google che si è staccata), ma rimane cara per quel che offre.

Il vetro frontale di Pixel 6 Pro si è graffiato come quello mai di nessun altro smartphone prima di lui. E non mi sono certo impegnato per rovinarlo, anzi l'ho trattato sempre con cura (o almeno credo, ma i risultati sembrano dire altrimenti). Per di più, sempre a proposito di schermo, ho avuto quel fastidioso problema di un angolo non stondato.

Il palm rejection sui lati curvi non è sempre impeccabile, ed qualche volta può capitare che interferiscano con l'uso dell'interfaccia.

Insomma, la morale è la solita, banale: nessuno è perfetto, nemmeno uno smartphone realizzato da Google.

Si potrebbe pensare che un'azienda così grande dovrebbe fare tutto alla perfezione, e che se sei di fatto lo sviluppatore di Android i tuoi smartphone siano impeccabili almeno lato software, ma non è così.

Produrre hardware è un'esperienza a parte, nella quale non è che Google abbia poi chissà quale esperienza in più rispetto ai vari Samsung o Xiaomi (anzi, è il contrario!). Però vedo una progressione, un miglioramento, non sempre lineare, ma comunque una direzione di crescita, Pixel dopo Pixel, che punta nella giusta direzione.

I Pixel 7 difficilmente saranno una rivoluzione, ma nessuno nemmeno se la aspetta. Del resto è tutta l'industria che è "ferma", in attesa del "next big thing"; e poi c'è l'inflazione che galoppa, il caro vita, le guerre, e tutte le altre ansie che ogni giorno non mancano di accompagnarci.

Domani però ci sarà il lancio dei nuovi googlefonini, che non cambierà certo niente di tutto questo, ma che seguirò comunque con interesse, perché in fondo Pixel 6 Pro è stato un buon compagno di viaggio, ed il suo successore potrebbe esserlo per ancora più persone.

Come sempre vi racconteremo tutto quello che c'è da sapere, qui, su AndroidWorld.it!

Google Pixel 6 Pro

Google Pixel 6 Pro

  • Display 6,7" QHD+ / 1440 x 3120 PX
  • Fotocamera 50 MPX ƒ/1.9
  • Frontale 11,1 MPX ƒ/2.2
  • CPU octa 2.8 GHz
  • RAM 12 GB
  • Memoria Interna 128 / 256 / 512 GB Espandibile
  • Batteria 5000 mAh
  • Android 12
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