Android non è mai stato così tanto un cantiere aperto, ed è sia un bene che un male

Dimmi quale Android 12 hai, e ti dirò chi sei
Android non è mai stato così tanto un cantiere aperto, ed è sia un bene che un male
Nicola Ligas
Nicola Ligas

Quando Android era agli inizi della sua avventura, i rilasci delle major release del sistema operativo erano molto irregolari. A quel tempo veniva seguita rigorosamente la regola dei nomi di dessert, affiancati da un numero di versione, ma ciascuno di questi poteva avere un imprecisato ammontare di sotto-versioni.

Qualche esempio? Android 4.0 Ice Cream Sandwich fu seguito da tre iterazioni di Jelly Bean (4.1, 4.2 e 4.3), prima di passare alla 4.4 KitKat. La regolarità e la predicibilità non facevano parte della volontà di Google, al tempo. Poi però qualcosa è cambiato.

Android 7.0 Nougat uscì ad agosto 2016, e da allora tutte le majore release successive sono sempre passate alla numerazione intera successiva, e sono sempre uscite tra agosto e settembre; entro la fine dell'estate. Tranne con Android 12.

Forse lo ricorderete: Android 12 doveva uscire più o meno nello stesso periodo, ma poi ci fu un'ultima beta non prevista, che fece slittare il lancio ufficiale al 4 ottobre 2021. In quella data tra l'altro fu solo pubblicato il codice sorgente nell'AOSP, ma il rollout vero e proprio iniziò solo dopo il lancio dei Pixel 6, il 19 ottobre.

Già a dicembre 2021 però, una nuova versione di Android si affacciò sulle scene: Android 12L. Si tratta della prima versione pensata espressamente per tablet dai tempi di Android 3.0 Honeycomb (era il lontano 2011), ma siccome sono passati 10 anni, oltre ai tablet adesso ci sono anche i foldable.

Ebbene, Android 12L è fresco di rilascio giusto pochi giorni fa, e su smartphone si chiamerà (rullo di tamburi) Android 12.1, reintroducendo la sotto-versione, abbandonata dal 2017.

Ma non finisce qui, perché ad inizio febbraio, Google ha pubblicato la prima developer preview di Android 13, che logicamente dovrebbe completare il suo sviluppo sul finire dell'estate 2022.

E ancora, sempre notizia degli ultimi giorni, c'è una beta esclusiva per i Pixel, riguardante i feature drop di giugno, che Google rilascerà per i suoi smartphone solo tra qualche mese.

TL;DR al momento, se avete uno smartphone Android, vi troverete in una delle seguenti cinque (+1) situazioni:

  • Android 12 stabile: vivete felici e tranquilli, il vostro sistema è stabile, potete beneficiare del Material You e delle altre novità di Android 12.
  • Android 12L/12.1: avete un Pixel, perché al momento, nonostante sia una versione per tablet e pieghevoli, non c'è alcun tablet né alcun pieghevole che sia stato aggiornato, e la cosa continuerà così per diversi mesi
  • Android 13 developer preview: vi piace il brivido! Le prime developer preview sono spesso inusabili nel quotidiano, sia per instabilità del sistema, che per incompatibilità dei alcune app. Quest'anno le cose sembrano andare meglio, segno, probabilmente, che per ora il codice di Android 13 è in buona parte Android 12, ma anche solo installandola avete corso un rischio.
  • QPR: avete un Pixel, e volete provare le novità di Google, a vostro rischio e pericolo. Non siete amanti del brivido come chi ha installato Android 13, ma un po' vi piace azzardare, tanto più che prima di altri 3 mesi non rivedrete una stabile.
  • Non avete Android 12: siete boomer. No dai, scherzi a parte, la frammentazione di Android è ormai un problema così grande che da tempo Google nemmeno pubblica più i dati al riguardo, perché occhio non vede, cuore non duole. Le ultime informazioni che ho, sono che a novembre 2021 Android 10 fosse ancora avanti ad Android 11, e di Android 12 nemmeno l'ombra.
  • Bonus: Android 12 Go Edition, annunciato a dicembre 2021, dovrebbe arrivare... in un non precisato momento del 2022.

È un bene?

Nel 2022 insomma, Android è davvero un cantiere aperto come non mai, e questo è un bene. Significa che la piattaforma è viva, vivace, e soprattutto che Google ci crede. Dopo che, qualche anno fa, si parlava di un Fuchsia che sostituiva Android, il proliferare di nuove versioni di oggi sembra voler ribadire l'opposto, tanto più che Google sembra finalmente sul punto di effetuare un nuovo rush (finale) nel mondo dei tablet, auspicando addirittura il sorpasso dei notebook, che mai come negli ultimi 2 anni hanno ripreso vigore.

È un male?

Al contempo tutto ciò genera confusione, tanto più che ormai agli stessi utenti non importa più molto quale versione ci sia nel loro smartphone; non come un tempo almeno.

Quando la scena del modding era più florida, chiunque poteva aggiornare pressoché qualsiasi smartphone all'ultima versione di Android tramite qualche firmware custom.

Oggi però le cose sono cambiate, anche grazie a produttori come Samsung, che ormai aggiornano come e più di Google stesso. Uniteci la maggiore maturità di Android, e di contro la minore esigenza di ricorrere a soluzioni di terze parti, ed il fatto che ormai da anni le interfacce dei vari produttori introducono novità che poi Android (Google) implementerà solo in seguito. E quindi chi è ormai che rincorre l'ultima beta o l'ultima developer preview, quando il suo smartphone già lo soddisfa così com'è, ed anzi forse lo annoia anche un po'?

Forse qualcosa nel mezzo

Personalmente sono contento di tutto ciò che dimostra quanto Google "tenga" ad Android, perché in fondo non si può mai dire quale sarà il prossimo progetto a finire nel suo cimitero, e spero davvero che tutti questi sforzi alla fine paghino, soprattutto nel mondo dei tablet, per troppi anni accantonato, ed in quello dei pieghevoli, che devono ancora decollare.

Al contempo, se la frequenza delle major release si diradasse un po', giusto per arginare l'onnipresente frammentazione, non mi lamenterei lo stesso. Ma qui la palla passa anche ai produttori di terze parti, tra i quali il caso di Samsung rimane forse l'unico fulgido esempio.

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