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La localizzazione delle foto in Google Foto sta per peggiorare

La localizzazione delle foto in Google Foto sta per peggiorare
Vito Laminafra
Vito Laminafra

Google Foto è una delle applicazioni più comode e utilizzate su Android: l'app permette non solo di guardare foto e video su smartphone e tablet, ma anche di sincronizzare tutti i contenuti con il proprio account Google, in modo da accedere alle foto anche da dispositivi esterni.

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L'applicazione permette anche di visualizzare su una mappa i luoghi nei quali sono state scattate le foto, visto che Google Foto estrapola la posizione dell'immagine dai metadati: quando si scatta una foto con il proprio smartphone, è infatti possibile scegliere di salvare la posizione GPS "all'interno della foto".

Google Foto però non si basa solo su questo dato (che potrebbe comunque essere mancante), ma cerca di stimare la posizione nella quale è stata scattata la foto esaminando il paesaggio, ricercando dunque monumenti o edifici famosi, oppure utilizzando la Cronologia delle posizioni di Google, che salva appunto tutte le posizioni dello smartphone.

Google ha però deciso di apportare alcuni cambiamenti a questa funzionalità di stima della posizione: l'azienda ha infatti confermato che presto smetterà di utilizzare i dati della Cronologia delle posizioni per stimare il luogo di una foto e farà affidamento esclusivamente sull'analisi di monumenti all'interno dell'immagine. Nei prossimi mesi, l'app Foto potrebbe chiedere agli utenti se conservare o meno le stime sulla posizione già esistenti.

In una pagina di supporto, Google ha poi dichiarato che rimuoverà automaticamente tutte le posizioni stimate prima del 1 maggio 2023, solo nel caso in cui non si scelga di conservarle. La stima delle posizioni dunque diventerà decisamente peggiore nei prossimi mesi: per ovviare a questo, basta attivare nelle opzioni della fotocamere la localizzazione delle foto.

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