La parabola di Saygus sta per giungere al termine, nel peggiore dei modi

Vi ricordate di Saygus V², vero?
La parabola di Saygus sta per giungere al termine, nel peggiore dei modi
Nicola Ligas
Nicola Ligas

Correva l'anno 2015, eravamo al Mobile World Congress, che allora era la più grande fiera al mondo dedicata al mercato mobile. Gli smartphone erano in piena espansione, e soprattutto di nuovi modelli Android ne spuntavano come funghi; uno di questi era Saygus V², che all'epoca definimmo "l’outsider più interessante del momento". Avevamo avuto modo di toccarlo con mano, non era un prototipo dietro ad una teca di vetro, funzionava, ed aveva caratteristiche piuttosto avveniristiche per l'epoca, soprattutto in merito al mirroring in tempo reale su uno schermo munito di porta HDMI (alla quale collegare un dongle dedicato). E poi?

Poi iniziarono i rinvii, prima brevi, poi sempre più lunghi. E poi le novità hardware, e fra teasing e campagne Indiegogo, le promesse diventarono sempre più vaghe, e addirittura due anni dopo lo smartphone era solo "quasi pronto" alla spedizione, tanto che ad un certo punto smettemmo di seguire la vicenda, perché era piuttosto evidente che non saremmo andati a parare da nessuna parte. Android Police ha continuato per anni a pubblicare le poche notizie sulla vicenda, casomai vi interessasse ricostruire tutti gli step, anche perché adesso siamo vicini alla fase finale.

L'ufficio del procuratore degli Stati Uniti in Utah ha accusato il CEO di Saygus, Chad Leon Sayers, di frode finanziaria. I fondi raccolti dall'azienda, anziché per realizzare lo smartphone, sarebbero stati utilizzati (tra le altre cose) per pagare le spese personali e i debiti precedenti, con una sorta di schema di Ponzi nel quale i nuovi finanziatori pagavano i precedenti, fornendo al contempo informazioni fuorvianti sul lancio dello smartphone, che poi di fatto non è mai avvenuto. Se qualcuno dei lettori si ricordasse di Saygus, almeno adesso saprà dove siamo andati a parare, anche se purtroppo non è il finale che avremmo auspicato.

Via: The Verge

Commenta