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Google Maps si sforza di ottenere il nostro consenso informato per continuare a usare il navigatore (foto)

Google Maps si sforza di ottenere il nostro consenso informato per continuare a usare il navigatore (foto)
Roberto Artigiani
Roberto Artigiani

Con una mossa che potrebbe confondere in molti, Google sta incominciando a chiedere agli utenti se accettano la raccolta di dati personali per migliorare il funzionamento di Maps. Non che la cosa sia una novità: Google infatti ha sempre usato la nostra posizione, i posti dove siamo stati e dove stiamo andando, per alimentare i suoi algoritmi che stimano traffico, tempi di percorrenza e tragitto più breve.

Quello che cambia è che ora la cosa è esplicita e gli utenti possono rifiutarsi di concedere l'accesso a BigG. La conseguenza però sarà un'app che non si comporta altrettanto bene e alcune funzioni (come la navigazione) risulteranno non fruibili. Chi scrive ancora non ha ricevuto i pop-up che trovate riportato qui sotto, il quale a quanto sembra ha iniziato ad apparire a diversi utenti statunitensi.

Questa piccola novità può apparire curiosa, ma in realtà è collegata alla dichiarazione di intenti fatta durante l'ultimo I/O a proposito della Privacy. Google infatti si impegnò a proteggere i dati degli utenti e da allora altre applicazioni del suo ecosistema hanno iniziato a mostrare avvisi e promemoria per ricordare agli utenti l'attività di raccolta dei dati personali e spiegare il modo in cui BigG li utilizza.

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