"Pixel 6 Pro sarà caro", parola di Google

"Pixel 6 Pro sarà caro", parola di Google
Nicola Ligas
Nicola Ligas

Durante un'intervista allo Spiegel, Rick Osterloh, capo della divisione hardware di Google, ha ribadito l'impegno della sua azienda con Pixel 6 e Pixel 6 Pro, che saranno diversi da tutti i precedenti Pixel, lasciando però intendere chiaramente un aspetto importante: non saranno economici, nessuno dei due.

Non siamo stati rappresentati nel segmento dei flagship smartphone negli ultimi due anni - e nemmeno prima. Ma il Pixel 6 Pro, che sarà costoso, è stato progettato specificamente per gli utenti che vogliono le ultime tecnologie.

Questo è un nuovo importante approccio per noi e crediamo che ci aiuterà ad essere attraenti in nuovi segmenti di mercato. Ma anche il Pixel 6 appartiene al segmento alto e può tenere testa ai prodotti concorrenti. Lo definirei un "prodotto premium mainstream".

L'enfasi è nostra le parole sono (traduzione dal tedesco permettendo) di Osterloh. Inutile quindi illudersi sul prezzo: i nuovi Pixel saranno entrambi prodotti premium, e come già succede per altri brand, Pixel 6 sarà un po' più economico (800-900 euro, tirando a indovinare), mentre il 6 Pro sarà decisamente più caro, ovvero, secondo noi, oltre i mille euro (non ci facciamo illusioni: le intenzioni di Google sono chiare).

Il motivo è in fondo semplice: Google ha investito anni nello sviluppo di Tensor, ed ha intenzione finalmente di competere davvero nel segmento dei top di gamma, anche a costo di rinnegare il passato (di fatto Osterloh ha ammesso che i Pixel non sono mai stati competitivi in quella fascia).

Il risparmio (ipotetico) derivante dal non dover comprare un SoC altrui servirà comunque a compensare il lungo sviluppo ed a finanziare la campagna di marketing, non a ridurre il prezzo dei Pixel. A questo proposito, il dirigente di Google è altrettanto chiaro.

Se questo [rendere "grande" il segmento smartphone di Google] non fosse l'obiettivo, non avremmo fatto lo sforzo di sviluppare Tensor. Crediamo fermamente di avere i prodotti giusti per una crescita significativa. Investiremo molto nel marketing, nelle vendite e nella catena di approvvigionamento. Eravamo nuovi sul mercato, uno sfidante - e ora abbiamo tutti gli elementi chiave per avere successo. Ma è un mercato maturo, quindi non si può conquistare una grande quota di mercato da un giorno all'altro. Ci vuole molto tempo.

All-in. Finora "avevamo scherzato", ora ci proviamo sul serio. L'impegno di Google da una parte ci rincuora, ma dall'altra significa anche un'altra cosa: "o la va, o la spacca", perché se i Pixel 6 non riusciranno nel loro intento, l'anno prossimo sarà più dura dire "finora non ci avevamo provato davvero". Ed è inutile sottolineare quanto vorremmo che l'Italia non fosse esclusa dai giochi: visto che si parla di investimento importante, ci auguriamo che anche il nostro mercato sia coinvolto.

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