Gli smartphone più stravaganti brevettati da Xiaomi

Gli smartphone più stravaganti brevettati da Xiaomi
SmartWorld team
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Xiaomi è certamente una delle aziende più in crescita nel mercato degli smartphone. Lo dimostra la quantità a dir poco mastodontica di modelli ufficializzati quest’anno (e molti arriveranno da qui ai prossimi mesi, con in testa il Mi MIX 4), ma anche il numero consistente di brevetti depositati presso le agenzie specializzate in Cina, alcuni dei quali particolarmente curiosi e poco concretizzabili nell’immediato.

Più che dei progetti plausibili, vogliamo soprattutto porre l’accento su quelle recenti idee tanto particolari quanto teoricamente difficili da realizzare in concreto.

Perché in fondo, dietro a quei fantasmagorici abbozzi su carta, si cela un modo di pensare dell’azienda sui suoi smartphone del futuro e una piccola anticipazione su quelli che potrebbero essere gli aspetti chiave o le caratteristiche oggetto di migliorie.

Lo smartphone Xiaomi che fa anche da smart speaker

Fonte foto 91Mobiles

Fonte foto 91Mobiles

Una delle ultime scoperte della rete ha portato in luce uno smartphone molto particolare e che potrebbe coniugare due categorie teoricamente opposte: l’industria mobile e quella della rappresentata dalle smart speaker, settore peraltro sempre più in fermento e futuribile.

Il dispositivo immaginato da Xiaomi è a dir poco inusuale: ha una forma cilindrica, dimensioni certamente proibitive (soprattutto in larghezza), zero tasti fisici (se non quello di accensione e spegnimento) ed è impreziosito da un display srotolabile sprovvisto da interruzioni.

Ad avvalorare la somiglianza con un altoparlante "intelligente" è la presenza di un generoso speaker posizionato nella parte inferiore.

Benché Xiaomi parli espressamente di “telefono cellulare”, appare difficile che l’abbozzo del sodalizio cinese si trasformi in realtà, specie per l’ingombro e la difficile maneggevolezza. Più verosimile immaginare il brevetto come un innovativo smart speaker, e chissà che non possa esser sfruttato concretamente visto anche il successo del settore. Ad ogni modo, dietro alla bizzarra idea di Xiaomi si celano due intendimenti dell’azienda sugli smartphone del futuro: il display sprovvisto di interruzioni e l’assenza di tasti fisici. Due “ingredienti” che, come vedremo appresso, torneranno prepotentemente in voga anche in altri studi approntati dalla compagnia capitanata da Lei Jun.

Lo smartphone con la fotocamera nascosta dentro la scocca

Fonte foto Let's Go Digital

Fonte foto Let's Go Digital

Ne abbiamo parlato soltanto qualche ora fa e anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un brevetto a dir poco innovativo. C’è un “chiodo” fisso nella testa di Xiaomi sin dai tempi dello storico Mi MIX: far sparire la fotocamera frontale, offrendo all’utente uno schermo appagante. 

La società cinese pare aver escogitato un modo senza dubbio particolare e non ci riferiamo al sensore selfie incastonato sotto al display, in predicato di debuttare sul Galaxy Z Fold 3 come pure sul nuovo smartphone Xiaomi top di gamma: si tratta di una fotocamera posizionata direttamente dentro alla scocca del dispositivo. Quel minuscolo puntino che si intravede frontalmente sopra al display non corrisponde infatti a un sensore fotografico – giacché non esiste ad oggi in commercio un componente così microscopico – bensì al capo di una fibra ottica, avente lo scopo di trasportare il fascio di luce acquisito dalla fotocamera vera e propria ed evitando così la realizzazione di scatti al buio. 

Una genialata che potrebbe far lievitare i costi di produzione dello smartphone – in ragione della difficoltosa ingegnerizzazione – ma che si staglierebbe senza dubbio come l’alter-ego innovativo dei sensori frontali sotto al display.

Smartphone con fotocamera a forma di saetta

Fonte foto Let's Go Digital

Fonte foto Let's Go Digital

Dei brevetti anticipati in rete, quello divulgato lo scorso aprile è probabilmente quello più concreto: si tratta di uno smartphone Xiaomi con una fotocamera posteriore raffigurante una saetta. Una scelta stilisticamente azzardata e chissà che non possa trovar sbocco nell’immediato futuro: il dispositivo è d’altronde impreziosito da un display pulito e senza interruzioni, il che sembra rimandare ad una delle caratteristiche principali di Mi MIX 4, vale a dire la fotocamera selfie sotto allo schermo. E se lo abbiniamo alla processore top di gamma e alla potente tecnologia di ricarica rapida ufficializzata dal produttore cinese soltanto qualche settimana addietro, ecco che la saetta potrebbe aver molto senso. Letteralmente.

Lo smartphone Xiaomi modulare

Fonte foto Let's Go Digital

Fonte foto Let's Go Digital

L'idea strizza l'occhio la defunto Project Ara, ma volendo ci sono pure dei richiami all'inedito LG G5. Si è parlato tanto degli smartphone modulari e Xiaomi sembra aver voluto sviluppare qualcosa. Il brevetto condiviso lo scorso maggio mostra un dispositivo impreziosito dal concetto dell'interscambiabilità: il pezzo centrale è quello che fa da "base", mentre il resto può essere sostituito e rimpiazzato con appositi moduli migliorativi. Pensiamo, ad esempio, alla possibilità di cambiare i sensori delle fotocamere, così come lo speaker inferiore.

Il progetto è abbastanza recente e chissà che il produttore cinese non stia pensando di rispolverare gli smartphone modulari.

Lo smartphone con fotocamera removibile

Fonte foto 91Mobiles

Fonte foto 91Mobiles

Una variante tutto sommato simile a quella appena ricordata è rappresentata dallo smartphone impreziosito da un modulo fotocamera removibile. La domanda di brevetto depositata dal sodalizio di Shenzhen mostra, in effetti, una strada alternativa rispetto a quella dei sensori posizionati sotto allo schermo.

Il funzionamento è senza dubbio interessante, ma non mancano i dubbi sulla fattibilità concreta. Nel caso di specie, il modulo fotografico troverebbe posto nella parte posteriore dello smartphone, ma potrà essere rimosso ed agganciato nella porzione frontale grazie alla presenza di appositi magneti, La comunicazione tra il componente hardware e lo smartphone avverrà invece mediante tecnologie wireless, tra cui il Wi-Fi, il Bluetooth e il tag NFC.

I vantaggi sarebbero notevoli, ad incominciare dalla presenza di uno schermo senza interruzioni. Da non sottovalutare tuttavia anche gli svantaggi: a parte i possibili problemi di smarrimento (determinati, per l'appunto, dalla presenza di un modulo staccabile dal resto della scocca e collegato tramite magneti nella parte frontale), ci si interroga sulla fattibilità concreta del progetto, tenendo conto del fatto che il componente hardware comunicherà con lo smartphone esclusivamente via wireless. Il rischio, detto in altri termini, è di ritardare il tempo di scatto in presenza di eventuali interferenze.

Quale futuro per i nuovi smartphone?

I brevetti riportati sono molto diversi tra loro, eppure hanno qualche punto in comune se si esclude il dispositivo modulare: su tutti, il display senza interruzioni e la fotocamera frontale nascosta. Due caratteristiche sulle quali Xiaomi sta lavorando ormai da anni e finalmente realizzate con il lancio del primo Mi MIX Fold e dei nuovi terminali attesi entro l'anno.

Dietro ai progetti sembra comunque palesarsi un intendimento ben preciso sui futuri dispositivi: una volta erano utilizzati per chiamare e mandare messaggi, oggi invece fanno da centro di "comando" per un'esperienza multimediale senza compromessi. E lo dimostra, malgrado i limiti derivanti dalle dimensioni fisiche, quello smartphone a forma di smart speaker, con il suo schermo gigantesco e una cassa a dir poco mastodontica se confrontata con gli attuali modelli in commercio.

Più difficile sembra invece la strada dei dispositivi modulari, complice anche la difficoltà di raccordare una simile caratteristica con quella dei pieghevoli. A meno di non voler creare una serie appositamente dedicata ai moduli, con un parco accessori sfruttabili per tutti i modelli. Un prodotto senza dubbio particolare, ma che potrebbe rivolgersi a uno specifico segmento d'utenza: i professionisti, che troverebbero così giovamento dalla presenza di un ventaglio di moduli diversificati (pensiamo alla possibilità di cambiare gli obiettivi delle fotocamere in base alle diverse esigenze, oppure all'inserimento di un DAC audio esterno).

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