Tutte le cose che non tornano di CarDongle (e la loro risposta)

Emanuele Cisotti -

Vi avevamo parlato per la prima volta di CarDongle lo scorso ottobre, quando ancora si chiamava CarDroid. Si tratta, per chi non l’avesse mai sentita nominare, di una chiavetta USB da collegare alla propria autovettura dotata di Android Auto per permettere di utilizzare più app di quelle che solitamente potreste avviare, sullo schermo del vostro infotainment. In sostanza un prodotto magico che aggira le limitazioni di Android Auto per darvi un sistema Android completo. Un po’ quello che si può già fare acquistando un dei tanti autoradio aftermarket in circolazione, ma in modo più semplice e spendendo meno.

Si tratta di un prodotto controverso già solo nel concetto, visto che Android Auto ha dei limiti quasi del tutto imposti per un fattore di sicurezza, e infatti lo avevamo trattato con diffidenza fin dal primo annuncio. Il titolo dell’articolo era: “CarDroid è un accessorio che vuole sostituire Android Auto, ma non è una buona idea“. Quello che suonava strano era prima di tutto l’assenza di video demo del funzionamento all’interno del progetto IndieGogo per finanziare la realizzazione di CarDroid, ad esclusione di un paio di clip abbastanza brevi, ormai rimosse.

I mesi sono passati e quello che è successo è che, nonostante il nostro titolo decisamente scettico, l’azienda ci ha inviato un primo prototipo funzionante da testare e successivamente un’altra versione definitiva. Ne abbiamo fatto un video e vi abbiamo mostrato il funzionamento di CarDongle: funzionare funziona, benché non sia perfetta e abbia un paio di limiti insormontabili, come il GPS praticamente inutilizzabile e un sistema per fare chiamate al limite dell’inutile.

Quando abbiamo recensito CarDongle non gli abbiamo dato un voto, perché è un prodotto all’interno di una categoria che razionalmente non avrà alcun futuro e anche perché, come abbiamo detto chiaramente nel video è un prodotto il cui acquisto genericamente sconsigliamo, nonostante sia “Semplice e funzionale”. Il vantaggio indubbio è che rispetto ad un autoradio Android generico, in questo caso si può collegare CarDongle solo ad auto ferma e quindi ripudiare ogni altro tipo di distrazione durante la guida. Il fatto che il GPS non funzionasse suona quasi profetico. ù

Fin qui “tutto bene”, se non fosse che la nostra sembra essere rimasta l’unica vera prova in rete (almeno in video) di questo prodotto. Alcuni utenti che hanno però finanziato la campagna IndieGogo hanno ricevuto il loro prodotto, in alcuni casi con soddisfazione e in svariati altri con qualche rogna, come con blocchi della chiavetta dopo alcuni avvii. Sarà che chi parla dei prodotti in rete lo fa spesso spinto da una insoddisfazione, mentre chi è soddisfatto lo rimane senza esternare un parere, ma indubbiamente le lamentele sul su CarDongle sembrano in aumento. Ma è importante chiarire che una vera vendita di CarDongle non è mai iniziata e al momento si tratta ancora di finanziare il progetto su IndieGogo. Ma ci torneremo a breve.

Nella giornata di ieri l’utente lllsondowlll su Reddit ha realizzato un post chiamato CarDongle is a Scam, ovvero CarDongle è una truffa. Nel lungo post si spiega perché secondo l’utente CarDongle sia una truffa e il prodotto quindi di per sé non esista. Non che non esista del tutto, perché anche lui cita utenti che l’hanno ricevuto, ma che non esista su grande scala. Cercheremo di fare un breve riassunto dei motivi che lo hanno spinto a questa accusa.

Si parte dal GPS non funzionante e dalla difficoltà di fare chiamate, come da noi segnalato, a problemi con le app di riproduzione video con contenuti protetti da copyright. Come mostrato nel nostro video non abbiamo avuto problemi a riprodurre filmati protetti da DRM su piattaforme cone Netflix, anche se abbiamo anche lì ammesso che il funzionamento dell’app fosse buono solo a tratti. Quello però che l’utente ha scoperto è più interessante: sembra che quando si installa queste app dal Play Store, ne venga sempre installata una versione specifica e mai l’ultima realmente disponibile. Abbiamo verificato ed effettivamente la versione di Netflix e YouTube che abbiamo installato sono vecchie di alcuni mesi. Secondo questo utente in alcuni casi il tentativo del Play Store di aggiornare automaticamente queste app potrebbe “romperne” il funzionamento. Un sistema precario che sicuramente potrebbe creare qualche rogna. Vi riportiamo questi dati per come sono visto che non abbiamo avuto personalmente evidenze di questo tipo.

L’utente poi si dilunga molto sulla scarsa qualità del servizio assistenza e della scarsa trasparenza di CarDongle, che cancellerebbe i commenti negativi dalla piattaforma IndieGogo. Per quanto sia una pratica che condanniamo e che riteniamo estremamente scorretta, c’è secondo noi una cosa che andrebbe chiarita quando sia parla di piattaforme come IndieGogo o Kickstarter: non sono store e non si compra il prodotto, ma sono piattaforme di crowdfunding e si finanzia un progetto. IndieGogo nello specifico permette di far parte del progetto con una sorta di “vendita scontata” (così l’abbiamo definita anche noi) del prodotto prima che venga messo in vendita tramite altri canali, ma rimane un sistema che non garantisce mai che il prodotto venga effettivamente spedito al 100% e chi finanzia i progetti lo fa a proprio rischio e pericolo. Queste piattaforme tutelano prima di tutti le startup più che gli utenti.

Fra questi progetti si potrebbero anche nascondere delle truffe o magari più semplicemente il progetto che si vuole supportare potrebbe essere gestito da persone all’apparenza brillanti, ma poi nei fatti disorganizzati e incapaci di gestire al meglio budget e tempo. C’è ancora molta ignoranza verso queste piattaforme e chi non accetta un minimo di rischio non vi si dovrebbe rivolgere. Io stesso qualche anno fa scrissi dei miei peggiori 5 progetti mai finanziati su Kickstarter (Rispetto al 2016, Viakura Screen mi è arrivato! Ci credereste? Comunque, fa schifo.).

Parlando di assistenza, si racconta anche di casi in cui ai blocchi di CarDongle l’assistenza tecnica abbia risposto con soluzioni per flashare dei firmware che poi hanno portato al brick (ovvero un blocco a questo punto irrimediabile) del prodotto, salvo poi cancellare la discussione di assistenza. Non vengono fornite prove, ma i dettagli sembrano quantomeno verosimili.

Se in parte (ma solo in parte sia chiaro) questo potrebbe giustificare i ritardi di CarDongle (e non è strano che le aziende inviino sample ai siti web prima che hai propri founder per farsi conoscere), quello che invece fa suonare un campanello d’allarme è una scoperta fatta dall’utente. CarDongle userebbe lo stesso sistema di una società coreana chiamata Fine Drive, ovvero Fine Drive AI 3. Nello specifico questo prodotto è tra le altre cose esteticamente identico a CarDongle e credere che i due prodotti non siano quantomeno imparentati è assurdo. Non c’è oggettivamente niente di male nello stringere un accordo con un’azienda per usarne le sue tecnologie e il suo hardware e sul forum gli sviluppatori di CarDongle avrebbero esplicitamente detto si tratta di un firmware diverso con funzionalità diverse. Ed è vero, non avrebbero quindi mentito. Ma non sarebbero comunque stati neanche completamente trasparenti.

L’azienda ha voluto però difendersi dalle accuse spiegando che il problema del GPS verrà risolto con un aggiornamento firmware in arrivo in questi giorni che permetterà di utilizzare il GPS dello smartphone, andando così a ovviare alla scarsa precisione del GPS montato sul prodotto. Per quanto riguarda le accuse di plagio o furto del prodotto Fine Drive ci è stato spiegato che i due progetti hanno in effetti molto in comune ma che non si tratta di un plagio, ma di uno sviluppo hardware e software comunque indipendente. CarDongle ha anche una versione octacore e il software è stato realizzato per i bisogni degli utenti con l’aggiunta di più lingue (fra cui l’italiano) e la presenza del Play Store. Per chi avesse problemi di software dopo la prima connessione, consiglia di installare Mirroid su PC per verificare il funzionamento o ripristinare il firmware con il loro tool. Ci è stato anche detto che l’azienda è pronta a sostituire modelli guasti e che l’utente Reddit non aveva mai chiesto la sostituzione del suo modello.

La startup fa poi sapere che il prezzo del prodotto è già salito a causa della scarsità dei componenti (è un problema di cui abbiamo già parlato più volte) e che salirà ancora a fine marzo. L’azienda ha spedito il prodotto ad almeno i primi 500 acquirenti e invita chi dovesse rientrare in questo numero e non avesse ancora ricevuto il prodotto a contattarli direttamente. La seconda mandata di spedizioni, ritardata a causa della mancanza di componenti, sarà a fine aprile.

Dal nostro canto ovviamente siamo dispiaciuti per i ritardi e invitiamo tutti come sempre alla massima cautela quando si investono i soldi nelle piattaforme di crowdfunding. Le spiegazioni di CarDongle sembrano assolutamente ragionevoli, nonostante non possano ovviamente scagionarli definitivamente.

Aggiornamento16/03/2020

Abbiamo ricevuto nella giornata di ieri un commento da CarDongle che abbiamo integrato all’interno di questo articolo.