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Volete monitorare il sonno, ma odiate le smartband? Usate il telefonino, con Tasker (video)

Volete monitorare il sonno, ma odiate le smartband? Usate il telefonino, con Tasker (video)
Enrico Gargiulo
Enrico Gargiulo

Google ha migliorato le API sul monitoraggio del sonno, facilitandone l'implementazione da parte di terzi. Lo sviluppatore di Tasker, una delle più famose applicazioni di automazioni, non ha perso tempo e le ha integrate in una versione beta già disponibile al download.

Per chi non conoscesse il funzionamento di Tasker, quest'app permette di creare Profili che avviino "compiti" (tasks) basati su azioni specifiche.

Questi profili possono essere attivati da frasi, azioni, geolocalizzazione o eventi specifici: le possibilità di Tasker sono praticamente infinite e, con questa versione 5.12.3 beta, si aggiunge alla lista il tracciamento del sonno. Il tentativo dello sviluppatore è di servirsi delle nuove "Sleep API" per centralizzare il tracciamento del sonno in modo poco energivoro. Queste API si avvalgono di un Machine Learning locale e suddetto tracciamento avverrà tramite le informazioni captate dai sensori di luminosità e di movimento dei dispositivi.

Come sapete, le versioni beta potrebbero ancora presentare piccoli bug o impresioni: João Dias, sviluppatore di Tasker, dichiara di non aver ancora avuto la possibilità di testare questa nuova implementazione e che, essendo queste Sleep API parte dei Servizi di Google Play e non di Tasker, non gli sarà possibile correggere eventuali problemi dipendenti da esse e non dalla sua app. Se questo non vi spaventa e masticate un po' d'inglese, vi ripotiamo in calce un video che vi spieghi come utilizzare Tasker per creare il vostro dispositivo di tracciamento del sonno "da comodino".

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