E quindi HarmonyOS sembra davvero un fork di Android... (aggiornato: replica Huawei)

E quindi HarmonyOS sembra davvero un fork di Android... (aggiornato: replica Huawei)
Nicola Ligas
Nicola Ligas
Aggiornamenti

Poco più di un mese fa era già circolata la notizia che le prime beta di HarmonyOS fossero basate su Android, notizia in parte smentita da Huawei qualche tempo dopo, con l'azienda che ribadiva che il suo sistema operativo non sarebbe stato una copia di Android (o di iOS, per quel che vale); anche se questo non ci dice nulla su quali siano le sue "fondamenta". Ed infatti, in base a quanto scoperto da Ars Technica, HarmonyOS sarebbe nient'altro che una versione modifica di Android 10.

Tralasciando le difficoltà da superare per avere accesso all'SDK (Huawei vuole nome, indirizzo, email, numero di telefono, documento d'identità e foto di una carta di credito intestata alla stessa persona: il tutto revisionato a mano da un dipendente Huawei entro 2 giorni lavorativi, prima ancora di poter scaricare qualcosa), la prima cosa da notare è che gli sviluppatori non hanno nemmeno davvero accesso all'SDK, ma solo ad una sua versione in streaming. Anziché farlo girare localmente, l'emulatore sta sui server di Huawei, e lo sviluppatore ci accede tramite cloud (previa verifica della sua identità).

Ars ipotizza (a ragion veduta) che si tratti proprio di uno smartphone fisico, con HarmonyOS installato, collegato in rete.

Ma lasciamo perdere i preamboli, e vediamo cosa c'è di concreto in questo HarmonyOS.

All'avvio dell'emulatore quella che ci si presenta davanti è la classica EMUI che già conosciamo. La cosa non stupisce, perché Huawei aveva già confermato di voler continuare ad utilizzare la propria interfaccia, che semplicemente dovrebbe essere stata portata da Android su HarmonyOS. A quanto pare però, quello al di sotto della EMUI è proprio Android nudo e crudo.

I riferimenti ad app basilari del sistema operativo abbondano: "Android Services Library," "Android Shared Library," "com.Android.systemui.overlay," "Androidhwext," e così via, come potete vedere in alcuni screenshot qui sopra. Addirittura lo stesso "HarmonyOS System" package utilizza l'icona di sistema di Android, ed in molti casi sembra ci sia stato un semplice "trova e sostituisci" di "Android" con "HarmonyOS".

Se questo non bastasse a convincervi, è sufficiente scaricare una qualsiasi app che fornisca informazioni sul sistema, e questa riporterà che il telefono è basato su Android 10 Q (altri screenshot sopra).

Un altro elemento importante è che il sistema è già completo. Non ci sono quelle spigolature tipiche di un sistema in beta, con magari applicazioni che non fanno niente, funzionalità limitate e cartelle lasciate a giro senza senso. Qui c'è tutto. Dalle gesture ai pagamenti via NFC, passando per il tema scuro, la gestione dei permessi e delle notifiche, ecc. È un sistema fatto e finito, nulla di simile a qualcosa di davvero nuovo.

Chiariamo, a scanso di equivoci, che Android non vuol dire Google. Non ci sono i servizi di Google su HarmonyOS, servizi che del resto in Cina nessuno utilizza. Ogni produttore locale ha il suo app store, e Huawei è abituata da anni a fornire telefoni senza servizi Google ai clienti cinesi. Al contempo però, lo store di HarmonyOS (ovvero App Gallery) è straordinariamente completo, e praticamente indistinguibile da quello che già abbiamo su Android. Ci sono app di Microsoft, Amazon, TikTok, WeChat, Tencent, Baidu, Weibo, Evernote (per citare quelle menzionate da Ars), e ci sono anche recensioni vecchie di anni, quando HarmonyOS non esisteva nemmeno.

In breve, secondo il report di Ars, HarmonyOS è assimilabile ad un FireOS di Amazon: un fork di Android, puro e semplice. Con la differenza che almeno Amazon è stata trasparente al riguardo e non l'ha definito un nuovo sistema operativo. Dopo ore spese a scavare nell'SDK, Ars non ha trovato una sola differenza significativa rispetto ad Android, sia a livello funzionale che anche estetico. Si potrebbe arguire che al momento è solo una beta, ma se davvero HarmonyOS è in dirittura d'arrivo entro l'anno, per passare dallo stato attuale a quello di "non-fork" ce ne vorrà eccome.

Ars continua poi a portare altri esempi di come la stessa documentazione di HarmonyOS (la trovate qui) sia straordinariamente completa, per un nuovo sistema operativo, ma anche straordinariamente fumosa e vaga, con parole e frasi che praticamente non significano niente. Se aveste voglia, trovate qui l'articolo completo per un ulteriore approfondimento.

Aggiornamento 04/02/2021

Riceviamo e volentieri ripubblichiamo inalterata la replica di Huawei in merito al report di Ars Technica:

Costruito sulla tecnologia distribuita di Huawei, HarmonyOS è un sistema operativo totalmente nuovo progettato unicamente intorno alle necessità di un futuro dove i dispositivi IoT sono progettati per coesistere e dialogare in modo massiccio. Può essere distribuito on-demand su un'ampia varietà di dispositivi, e adattarsi in modo flessibile a diverse risorse hardware e requisiti applicativi.

Pur garantendo che tutte le regole open-source applicabili siano rigorosamente rispettate, HarmonyOS sfrutta un gran numero di risorse open-source di terze parti, tra cui Linux, per accelerare lo sviluppo di un'architettura completa. Attingendo al codice open source di AOSP (Android Open Source Project), il quadro applicativo distribuito di HarmonyOS può coesistere con il quadro applicativo AOSP e supportare entrambe le API AOSP e HarmonyOS per offrire agli utenti la stessa esperienza di smartphone e tablet di prima e le esperienze differenziali cross multi-device. Anche se alcuni elementi dell'interfaccia utente di EMUI 11 sono mantenuti nell'attuale beta per sviluppatori, HarmonyOS sarà lanciato con una nuova interfaccia utente insieme ai prossimi smartphone Huawei. Il programma beta per sviluppatori è ancora in corso, e siamo lieti di ricevere qualsiasi feedback dagli sviluppatori e dai partner che lavorano al nostro fianco per dare vita alla nostra visione di tutti gli scenari.

Per maggiori dettagli è disponibile il keynote HarmonyOS a questo link.

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