Anteprima League of Legends Wild Rift: quasi meglio su smartphone che su PC!

Lorenzo Delli -

La beta aperta di League of Legends Wild Rift è alle porte. Dal 10 dicembre tutti gli utenti italiani, più vari altri di alcune nazioni d’Europa (e non solo), avranno accesso alla versione mobile del celebre MOBA di casa RIOT Games. Proprio grazie alla software house, abbiamo avuto modo di mettere le mani sulla versione praticamente completa del gioco con qualche giorno di anticipo. E le prime impressioni sono più che positive.

Video Anteprima League of Legends Wild Rift

League of Legends Wild Rift non è un semplice port della versione PC. Il gioco è stato riscritto da zero, e si vede sin dai primi minuti di gioco. Il Wild Rift nel titolo, per dire, non è certo casuale: è il nome della nuova mappa 5 vs. 5, anche questa ridisegnata in modo da essere più compatta e da avere meno torri da abbattare. Tante altre dinamiche di gioco sono modificate rispetto all’esperienza originale per far sì che le partite durino quanto meno possibile. Nel caso di match sufficientemente combattuti, tra matchmaking e vittoria o sconfitta siamo in un intervallo di tempo compreso tra i 20 e i 30 minuti. Anche meno, se il nemico si arrende o se la partita è in qualche modo sbilanciata.

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Il sistema di controllo touch funziona in modo praticamente impeccabile. Seguendo il tutorial, che tra l’altro sblocca alcune ricompense, si scoprono tutte le varie modalità di lancio delle abilità e di attacco. Sulla sinistra c’è la classica levetta virtuale per il movimento del giocatore. Sulla destra si nota il grande pulsante di attacco che funziona in due modi: premendo una volta attaccherà il bersaglio più vicino, tenendo premuto ed effettuando uno swipe su schermo si mira verso un determinato bersaglio. Si notano altri due pulsantini sull’interfaccia che permettono di cambiare la tipologia di bersaglio preferita: si può infatti decidere di attaccare automaticamente i minion o le torri, in modo da non lasciarsi distrarre da eventuali nemici.

Subito sopra il pulsante di attacco c’è il ventaglio di abilità dell’eroe, con quella finale che si sblocca a partire dal livello 5. Anche queste funzionano in modo simile al pulsante di attacco: pressione singola attacca il bersaglio più vicino, favorendo ovviamente gli eroi nemici. Con swipe invece si mira. Il fatto che l’abilità finale si sblocchi dal livello 5 (e il livello massimo sia pari a 15) è un’altra di quelle dinamiche che servono a snellire e a velocizzare le singole partite. Si guadagnano anche oro ed esperienza più velocemente, portando il personaggio ad arrivare al massimo della potenza nell’arco di molti meno minuti. E più in là si va con il tempo più il tempo di respawn in caso di morte si fa davvero pesante.

A proposito degli oggetti e delle abilità non di classe, ci sono dei pre-set selezionabili ad inizia partita. Nulla vi vieta di costruire una build personalizzata, acquistando gli oggetti che più vi aggradano o selezionando abilità specifiche dal menu di ogni singolo personaggio. Non vogliamo dilungarci più di tanto, ma in generale l’interfaccia offre una gran quantità di aiuti e pulsanti rapidi di azione per snellire quanto più possibile le operazioni. Ci sono ad esempio frasi già scritte per comunicare in fase di selezione dell’eroe quali sono le nostre intenzioni (se andare nella lane centrale, se andare per la giungla o altro). In gioco ci sono tasti rapidi per segnalare eventi sulla mini-mappa agli alleati, chat vocale o testuale, il nuovo sistema di emote e tanto altro.

Tutto studiato a tavolino insomma, tanto da sorprendere anche alcuni giocatori navigati di League of Legends con cui ho avuto l’opportunità di giocare. League of Legends Wild Rift sembra quasi più curato della versione desktop, a riprova di quanto detto all’inizio, ovvero che si tratta di un’esperienza di gioco realizzata ad-hoc. I giocatori di vecchia data si troveranno praticamente sin da subito a casa, e a tal proposito, se avete un account LOL attivo, sbloccherete diverse ricompense in gioco. I neofiti avranno diversi strumenti per approcciarsi al titolo, tra cui il tutorial e le modalità contro la CPU. Queste ultime non sono da sottovalutare: quella più complessa delle due selezionabili vi mette contro degli avversari particolarmente intelligenti, in grado di tendervi agguati e di utilizzare le sinergie tra le abilità a loro disposizione.

Anche lato tecnico League of Legends Wild Rift sorprende. I modelli tridimensionali degli eroi sono a dir poco spettacolari, così come le varie ambientazioni della mappa Wild Rift. Il tutto fra l’altro è già disponibile in italiano, doppiaggio compreso. Le impostazioni grafiche permettono di giocarlo su un ampia gamma di dispositivi mantenendosi granitico a 30 frame al secondo. Per chi ha a dispositivi più prestanti ci sono varie impostazioni aggiuntive che permettono di migliorare la qualità e spingersi anche a 60 frame al secondo. Nel nostro caso lo abbiamo provato su uno smartphone abbastanza overkill: su un ASUS ROG Phone 3. Le clip che compongono la video anteprima del gioco sono catturate direttamente dal gaming phone in questione. Anche il consumo di batteria è sorprendente. Giocando dalle 8:30 alle 11:30 con luminosità al massimo, 144 Hz, modalità X, volume audio a più della metà della potenza, il tutto registrando continuamente clip di gioco, la batteria è scesa di circa il 45%. Si stima quindi un 7.5% di batteria ogni match, ma ripetiamo, si tratta di una stima che cambia a seconda del dispositivo e delle impostazioni che utilizzate. E in tutto ciò non abbiamo riscontrato surriscaldamenti eccessivi del dispositivo. In parte sarà sicuramente merito dello smartphone, ma da quanto ci hanno confermato i giocatori con cui ci siamo intrattenuti, tali considerazioni valgono anche per tanti altri dispositivi, a riprova che è il client stesso ad essere ottimizzato in modo quasi impeccabile.

L’argomento controller al momento è un po’ ambiguo. Nell’evento di presentazione del gioco alla stampa abbiamo chiesto esplicitamente se il gioco avrebbe avuto il supporto a periferiche fisiche, ma il team ha risposto in modo un po’ vago. Con alcuni controller e su alcuni dispositivi il gioco sembrerebbe compatibile. Con il ROG Phone 3 ad esempio è possibile mappare il tutto in modo da sfruttare i controller senza grossi problemi, e la community entro breve caricherà dei pre-set da poter scaricare e utilizzare al volo. L’interfaccia però è così ben congeniata che non se ne sente la necessità. Anche perché alla fine la visuale isometrica semplifica l’utilizzo di un sistema di controllo a doppia levetta analogica, più di un first person shooter per dire.

Ma da un punto di vista economico, quale tipo di approccio ha scelto Riot Games? Più o meno simile a quello della versione PC. Il giocatore durante i primi 10 livelli sblocca una prima selezione di eroi con cui lanciarsi nelle varie competizioni. Con i combattimenti si guadagna un tipo di valuta non premium che può essere spesa per sbloccare nuovi eroi. Ogni personaggio ha un costo fisso, ponendoli quindi tutti sullo stesso piano. Visto quanto ci vuole ad accumulare il credito, per decidere quali personaggi sbloccare ci sono le rotazioni settimanali che vi permettono via via di provarli con mano. Volendo sfruttare la valuta premium, ci vorrà un primo acquisto di circa 12€ per portarvi a casa un eroe (con l’avanzo di qualche credito premium extra). La valuta premium è utile anche ad acquistare skin e altre componenti di gioco puramente estetiche. Diciamo quindi che anche in questo caso si può assolutamente giocare al pari degli altri senza spendere mai un centesimo.

Ci sarebbero tanti altri dettagli da spulciare, come ad esempio l’auto-rotazione della mappa nel caso foste assegnati al team superiore, l’assenza delle torri a difesa del Nexus o piccolissime modifiche ai personaggi, ma questa voleva essere appunto un’anteprima di ciò che potrete provare con mano tra pochissimi giorni. E nonostante il grande volume di MOBA già disponibili su Android e su iOS, League of Legends Wild Rift si basa su un universo, quello di Runeterra, e su un’organizzazione da parte del team responsabile che non avrà eguali. L’intenzione è quella di supportare a lungo Wild Rift negli anni avvenire, anche con eroi realizzati ad-hoc, competizioni di vario livello, eventi esport dedicati e tanto altro.

Provatelo quindi, a prescindere dal dispositivo che avete, vista l’ottimizzazione del client di gioco, e anche a prescindere da quali sono le vostre opinioni a riguardo del genere. League of Legends non è un gioco banale: richiede molta strategia, una giusta dose di riflessi e tanto gioco di squadra. Il fatto che sia mainstream non significa che quanto offerto sia in qualche modo appunto banale o fin troppo semplice. E la variante mobile è completa tanto quanto quella desktop, anche se al momento, per forza di cose, conta meno modalità di gioco e meno contenuti. Quest’ultimo però potrebbe essere visto anche come un vantaggio. Wild Rift nasce infatti anche per avvicinare chi non ha accesso a un PC (come ci insegna Blizzard “Do you guys not have phones?”) o chi si approccia per la prima volta a League of Legends.

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