Le future CPU ARM abbandoneranno il supporto a 32 bit

Federica Papagni -

ARM ha recentemente annunciato che i suoi futuri core Cortex-A ad alte prestazioni a partire dal 2022 supporteranno solo i 64 bit. Questo ovviamente va a significare che in futuro tutte le vecchie applicazioni a 32 bit smetteranno di avere il tale supporto. Tuttavia, ciò non implicherà molti problemi sia perché il tempo a disposizione è abbastanza e sia perché già dall’agosto 2019 tutte le app inviate a Google Play sono a 64 bit. Infatti, secondo una statistica di ARM circa il 60% delle app è già conforme, mentre per quelle più vecchie potranno essere con calma adattate.

Android ha introdotto il supporto a 64 bit con 5.0 Lollipop nel 2014, ma i core CPU di Android e Arm hanno continuato a mantenere il supporto anche per le app a 32 bit, al cui termine presumibilmente si allineerà anche il lato software. I vantaggi di tale passaggio includono prestazioni migliorate per applicazioni, giochi e sistemi operativi, fino al 20% in alcune situazioni. Gli sviluppatori non dovranno più supportare due file binari e potranno invece concentrarsi sull’ottimizzazione del solo a 64 bit, il che potrebbe comportare tempi di aggiornamento più rapidi.

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I vantaggi però è lecito riconoscerli anche dal punto di vista dell’hardware, dal momento che così facendo l’azienda potrà fare a meno del silicio aggiuntivo e produrre core CPU più piccoli e più freddi o funzionalità più potenti della stessa dimensione. Il primo caso di CPU solo a 64 bit sarà Makalu e ARM promette un incremento di potenza del 30% rispetto al  Cortex-A78. Ma questo non è il solo progetto in seno, visto che l’azienda ha anche parlato di Matterhorn, successore dell’A78 e ultimo modello compatibile con i 32 bit.

Ci sarà bisogno di tempo prima che tale passaggio avverrà in maniera definitiva. Infatti, sembrerebbe che i primi ad essere interessati saranno i core più grandi e solo successivamente toccherà a quelli più piccoli. Nonostante la sua importanza, dal punto di vista degli utenti finali non costituirà un grosso cambiamento per il loro ecosistema e per la loro esperienza quotidiana, anzi probabilmente, dato il lungo asso di tempo, non noteranno nemmeno tale transizione.

Via: Android Authority
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