Android 11 nasconde un'insidia chi usa il porting della Google Camera (foto) (aggiornato: nuovi dettagli)

Android 11 nasconde un'insidia chi usa il porting della Google Camera (foto) (aggiornato: nuovi dettagli)
Vincenzo Ronca
Vincenzo Ronca

Android 11 è arrivato da pochi mesi solo in versione beta apportando una serie di novità, alcune immediatamente visibili e altre in qualche modo nascoste. Oggi andiamo a conoscere una novità di sicurezza che potrebbe mettere i bastoni tra le ruote a chi usa app per la fotocamera di terze parti.

Google ha intenzione di forzare l'avvio esclusivo dell'app Fotocamera stock in ogni situazione a partire da Android 11. In particolare, ci si riferisce ai casi in cui si presenta l'occasione di scattare una foto all'interno di un'app che non è sviluppata per scattare foto, ovvero all'interno di un'app che non possiede una sezione per lo scatto delle immagini (succedeva ad esempio con le prime versioni di WhatsApp).

In casi come questi il sistema Android vi propone una serie di alternative per scattare la foto, nel caso in cui abbiate installato anche app di terze parti per scattare foto.

A partire da Android 11 non sarà più possibile scegliere un'app Fotocamera diversa da quella preinstallata, anche nel caso in cui abbiate installato diverse app Fotocamera di terze parti. Questo è quanto emerso dai nuovi riferimenti Intent che sono stati scovati in Android 11: con la classe Intent infatti il sistema Android può interrogare l'utente su quale app usare per completare l'operazione richiesta, nel caso in cui il sistema stesso riconoscesse che sono installate più alternative.

La modifica, presente nel Issue Tracker di Google, è stata implementata da Google per chiare ragioni di privacy e sicurezza: l'utilizzo di app di terze parti risulta sempre, in generale, più rischioso dal punto di vista della privacy e della sicurezza rispetto all'uso di prodotti stock. La novità è già attiva nella Beta di Android 11, l'ha verificato con mano Android Police, e ci sono tutti i presupposti affinché venga implementata nella versione stabile di Android 11.

Non risulta impossibile aggirare la limitazione che Google sta imponendo: gli sviluppatori potrebbero rinominare i pacchetti dell'app di terze parti in modo da essere riconosciuti come preinstallati dal sistema (in caso di più app preinstallate infatti Android continuerà a lasciare la scelta all'utente), oppure gli utenti stessi potrebbero preventivamente scattare con la Fotocamera di terze parti e successivamente caricare lo scatto dalla galleria.

Aggiornamento 21/08/2020 ore 09:30

The Verge è andata maggiormente a fondo della questione relativa alle limitazioni che Google ha in mente di implementare, sentendo anche il parere di alcuni degli sviluppatori delle app Fotocamera di terze parti più diffuse.

Innanzitutto è stato individuato, con le dovute conferme da parte di Google, cosa sarà ancora possibile fare con le app Fotocamera di terze parti successivamente alle limitazioni imposte da Google:

  • Si potrà usare normalmente l'app Fotocamera di terze parti e scattare foto che verranno memorizzate nella memoria interna del dispositivo.
  • Si potranno scattare immagini con le fotocamere integrate nelle app di terze parti, come ad esempio Instagram e Facebook.
  • Si potrà accedere all'app Fotocamera di terze parti mediante la doppia pressione sul pulsante power dello smartphone.
  • Si potranno avviare le app Fotocamera di terze parti da altre app, non sarà però possibile acquisire immagini e video mediante queste ultime.

Gli sviluppatori di app Fotocamera di terze parti concordano tutti sull'eccessività delle limitazioni in fase di implementazione da parte di Google. D'altro canto alcuni di loro capiscono il principio alla base della scelta, ovvero la protezione della privacy degli utenti. Non è un mistero che alcune app Fotocamera di terze parti hanno dimostrato di poter prelevare dati personali, come la posizione geografica, degli utenti attraverso i metadata delle immagini scattate.

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