Samsung brevetta un sistema di fotocamere assolutamente particolare (foto)

Giovanni Bortolan Qualcuno ha detto più fotocamere?

Più volte ci siamo chiesti quando si arriverà al limite delle fotocamere negli smartphone. E non si parla di limiti qualitativi, ma proprio di numero di sensori inseriti all’interno di un singolo dispositivo. Tra principale, grandangolo, zoom e chi più ne ha più ne metta il numero medio di fotocamere è cresciuto sensibilmente, anche negli smartphone di fascia media e bassa.

Ciononostante sembra che Samsung, per l’ennesima volta, sia intenzionata a fare un passo ancora più in là. Nel dicembre 2019 infatti il produttore coreano ha richiesto un brevetto presso il World Intellectual Property Office per un “apparecchio per il funzionamento di più fotocamere per la fotografia digitale” (in altre parole uno smartphone multicamera). Emerso pochi giorni fa, tale brevetto ci mostra un dispositivo con ben 6 fotocamere a bordo, 5 di esse grandangolari.

Ma a cosa serviranno mai 5 sensori grandangolari in un singolo dispositivo? La risposta a questa domanda è ciò che rende interessante tutta la questione. Il meccanismo brevettato da Samsung infatti prevede che i sensori possano muoversi e orientarsi in maniera autonoma l’uno con l’altro. In questo modo si possono ottenere dei risultati fino ad oggi mai esplorati in ambito smartphone, come l’unione di uno scatto portrait (con relativo effetto bokeh) e uno panoramico.

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Se opportunamente configurata, una telecamera array di questo tipo può ottenere risultati migliori in condizioni di scarsa illuminazione, offre anche un’eccellente messa a fuoco, una gamma dinamica più elevata (HDR) e effetti bokeh multi-based, in base alle specifiche del brevetto (tutto questo ovviamente in linea teorica). Che sia questo il futuro dei sistemi multicamera su smartphone? Forse è presto per dirlo, ma è una strada senza dubbio interessante.

Fonte: LetsgoDigital