Stonex One: Facchinetti racconta la storia del fallimento (video)

Emanuele Cisotti -

Durante una live notturna all’interno del formato creatortalks su Twitch Francesco Facchinetti si è aperto e ha raccontato la storia del fallimento di Stonex, all’interno di un format di cui si parla proprio di fallimenti, del loro processo del loro significato. Come tutti sappiamo Stonex One era il terzo smartphone dell’azienda italiana specializzata principalmente in strumenti di precisione e di cui abbiamo avuto modo di riparlare proprio di recente in una nostra prova di modding.

Durante la live (dal minuto 38 circa) Facchinetti racconta un po’ la parabola di Stonex e di quali sono stati gli errori che hanno portato al suo fallimento come produttrice di smartphone. Il primo che viene menzionato è quello di aver scelto l’azienda cinese più reattiva fra quelle contattate, al momento di decidere chi avrebbe assemblato lo smartphone. In questo caso si trattava di Amoi, che come dirà lo stesso Facchinetti è stata però una scelta infelice. Il secondo errore menzionato dall’ex-dj è l’aver calcato troppo la mano dopo un primo round di preordini (18.000) molto fortunato, riuscendo a raggiungere ben 150.000 preordini. È stato questo alto numero di preordini che ha spinto l’azienda a diluire il tutto con delle edizioni limitate (#Marconi e #Dante, per iniziare) e dare quindi il tempo all’azienda di pagare gradualmente la realizzazione del prodotto e distribuirlo con più calma.

Dopo 2 settimane di successi e 7.000 telefoni prodotti Amoi è però fallita, lasciando Stonex senza prodotto, senza progetto (che si è rifiutata di consegnare) e senza parte degli sviluppatori dietro al progetto. In più il fallimento di Amoi, difficile da portare in causa come spiega lo stesso Facchinetti, ha lasciato Stonex senza assistenza e senza parti di ricambio, oltre che senza nessuna speranza per gli sviluppi futuri e i vari bugfix.

L’ultimo errore imprenditoriale citato è quello dell’errato storytelling, troppo esagerato e che voleva raccontare di un’azienda italiana pronta a sfidare Samsung e Apple. Questo ha spinto le aspettative troppo in alto e ha attirato l’odio di quelli che Facchinetti definisce i nerd. Una soluzione più razionale e vincente sarebbe stata, sempre a sua detta, quella di puntare su un marketing più onesto in cui si puntava a realizzare uno smartphone italiano partendo da un progetto cinese, per poi racimolare abbastanza capitale per fare un secondo smartphone ancora più italiano.

5 anni dopo questo video suona molto onesto e godibile ed è piacevole che un imprenditore ammetta gli errori fatto duranti il percorso. Peccato che non sia andata diversamente e chissà che oggi non avremmo un produttore di smartphone italiano famoso nel mondo.

Grazie a Leonardo per la segnalazione

stonex