Sicurezza in Android: quali sono i produttori più rapidi a rilasciare le patch mensili? (foto)

Roberto Artigiani - Google (ma va?), Sony e Nokia tra i migliori; Xiaomi, HTC, Vivo e OnePlus tra i peggiori

Una ricerca effettuata da SRLabs, azienda specializzata in cyber security, ha tracciato i tempi medi con cui gli smartphone dei vari produttori recepiscono le patch di sicurezza mensili in Android nel corso del 2019. Prima di iniziare, una premessa doverosa: la sicurezza assoluta su dispositivi elettronici non esiste (come diceva Gene Spafford: “L’unico sistema sicuro è quello spento, chiuso in una colata di cemento, sigillato in una stanza rivestita da piombo e protetta da guardie, ma anche in quel caso ho i miei dubbi”), ma al contempo la presenza di falle non significa automaticamente che qualcuno le abbia sfruttate.

Attraverso l’analisi di un corposo campione SRLabs è riuscita a misurare il ritardo medio con cui i produttori proteggono i loro telefoni dalle criticità più importanti (potete osservare la classifica a fine articolo). Non a caso Google stessa è quella con i tempi minori in assoluto (sui Google Pixel), seguita da Sony e Nokia entrambi in grado di rilasciare gli aggiornamenti di sicurezza praticamente nel momento in cui sono disponibili. Questo può avvenire perché le nuove definizioni vengono condivise a livello aziendale in anticipo rispetto alla pubblicazione del bollettino mensile.

Questa speciale classifica vede poi Huawei, LG e Samsung riuscire a tenere un tempo medio di massimo 2 settimane. Tutti gli altri produttori analizzati (nell’ordine: Motorola, BQ, ZTE, Oppo, Wiko, Verizon, Lenovo, TCL, Asus, OnePlus, Vivo, HTC e Xiaomi) ci mettono fino a 4 settimane.

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Guardando i risultati può stupire che aziende come Huawei e Samsung, con un portafoglio molto ampio e variegato, distribuito su più versioni di Android riescano a contenere efficacemente i tempi. Lo stesso non si può invece dire di Xiaomi, la maglia nera del test. Appare forse ancora più sorprendete vedere produttori con pochi modelli come OnePlus e Vivo così in basso in classifica.

Ovviamente su tutta la questione degli aggiornamenti pesa l’enorme e arcinota questione della frammentazione di Android, che tende a complicare non poco il compito degli sviluppatori. Per fare un esempio, dei circa 500.000 utenti che compongono il campione, solo il 30% aveva Android 9 Pie, mentre il restante 40% e 30% era ancora fermo ad Android 8 Oreo e Android 7 Nougat rispettivamente.

La tendenza generale comunque mostra un certo miglioramento: il ritardo medio del campione è migliorato del 15%, passando da 44 a 38 giorni. Anche il numero di patch perse per strada è diminuito scendendo a una media di 0,3 contro lo 0,7 del 2018.

Di seguito trovate i grafici relativi all’andamento di alcuni produttori (Samsung, Xiaomi, Motorola e Nokia). Per approfondire le note metodologiche vi rimandiamo alla fonte, se invece volete partecipare alla prossima rilevazione potete scaricare l’app SnoopSnitch usando il badge di seguito.

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Via: La RepubblicaFonte: SRLabs
Google Pixel 4

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8.2

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    6 GB
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