Google vuole portare i Seamless Update a tutti rendendo obbligatoria la partizione virtuale A/B (foto)

Roberto Artigiani

Qualsiasi dispositivo abbiate quello che succede quando si installa un aggiornamento è sempre lo stesso: il telefono rimane occupato per diverso tempo per applicare i cambiamenti e poi si riavvia. Questa soluzione è attualmente adottata da quasi tutti i produttori nonostante Google abbia identificato quella che considera un’alternativa più valida già da molto tempo.

Dai tempi di Android Nougat infatti sono stati introdotti i Seamless Update, traducibili come “aggiornamenti silenziosi” che si installano senza bloccare il dispositivo. Anche in questo caso le novità appaiono dopo il riavvio, ma nel frattempo l’utente può continuare a usare lo smartphone. Questo piccolo accorgimento, per molti una banalità, rappresenta secondo Google uno degli ostacoli da rimuovere per incentivare le persone a installare gli ultimi aggiornamenti disponibili.

Questa funzione però necessita di una partizione A/B della memoria (come potete vedere nell’immagine in basso). In poche parole il sistema viene duplicato in una parte della memoria B su cui viene installato l’aggiornamento, mentre la parte A (quella in uso) rimane immutata. Al riavvio la B diventa la partizione attiva, mentre la A resta come backup in caso emergano problemi. L’uso di questa soluzione infatti permette di recuperare velocemente l’operatività nel non poi così raro caso in cui ci siano problemi dopo l’aggiornamento.

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I produttori però sono stati restii ad implementare la partizione virtuale A/B (qui le istruzioni su come verificare se il vostro dispositivo ce l’ha o meno) e molti top di gamma non ne sono dotati. Vuoi perché questo significa raddoppiare lo spazio occupato dal sistema o perché a livello di sviluppo è impegnativo stare dietro a tutti i cambiamenti che Google apporta in Android.

Per obbligare le aziende a seguirle lungo la strada dei Seamless Update, quindi dalle parti di Mountain View hanno trovato il modo per ridurre sostanzialmente le dimensioni dei file di sistema duplicati e stanno pensando di rendere obbligatoria la partizione virtuale A/B (il commit è ancora in fase di valutazione).

È stato identificato del codice nel Gerrit AOSP (vedi immagini) che include la verifica della partizione tra i requisiti richiesti per installare i Google Mobile Services a partire da Android 11. Se la cosa si concretizzasse significherebbe che tutti i telefoni commercializzati dalla fine del 2020-inizio 2021 avrebbero la partizione e quindi i Seamless Update.

Via: XDA Developers