MIUI 11 vuole avvisarvi quando un’app compie “azioni sospette”

Enrico Paccusse - La sicurezza prima di tutto

Grazie agli eventi degli ultimi anni, la sicurezza sui dispositivi mobili sta sempre di più acquisendo rilevanza, ed ogni sistema operativo deve fare quanto in suo possesso per assicurarsi che l’utente sia sempre in controllo dei propri dati.

Per questo motivo, Xiaomi è voluta andare oltre le misure di sicurezza offerte da Android 10 e con la MIUI 11 sta testando una nuova funzionalità chiamata “App Behavior Records” che avvisi l’utente di qualsivoglia azione sospetta.

Nello specifico le azioni che registra sono: avvio automatico in background, reazioni a catena (quando il lancio di un’app ne fa partire un’altra), utilizzo di certi permessi e performance di “attività sospette”.

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Per intenderci, tra le attività sospette Xiaomi include un lungo elenco:

  • Registrazione audio in background;
  • Accesso agli eventi del calendario;
  • Accesso alla cronologia delle chiamate;
  • Effettuazione di una chiamata;
  • Registrazione di video o foto;
  • Accesso agli elementi salvati nelle note;
  • Accesso ai contatti;
  • Accesso alla posizione;
  • Lettura dei messaggi di testo;
  • Accesso ai dati sensibili;
  • Accesso alle informazioni attività;
  • Accesso alle informazioni del dispositivo;
  • Lettura del numero telefonico;
  • Accesso ai file salvati in background.

L’utente potrà controllare singolarmente ogni applicazione e decidere di ricevere o meno le notifiche per certi utilizzi (se si fida di un’app potrà inserirla in una white list).

La funzionalità è ancora in fase di test e non è detto che sarà presente su tutti i dispositivi con MIUI 11. In ogni caso, si tratta di un’ottima mossa da parte di Xiaomi per assicurarsi la fiducia dei consumatori. Non vi pare?

Via: XDA