7 giorni con Wear OS mi hanno fatto venire nostalgia di Apple Watch (video)

Nicola Ligas -

La verità è come un cerotto, in certi casi: va detta rapidamente, e senza tentennamenti. E sì, confermo quanto avete letto nel titolo ed anzi rincaro la dose, perché detta così potrebbe sembrare che abbia provato Wear OS per una sola settimana. In realtà ho avuto vari smartwatch Android Wear (quando ancora si chiamata così) nel corso del tempo, passando per Amazfit e Tizen, ma l’unico che vorrei continuare ad usare è sempre Apple Watch. Non è “perfetto” nemmeno lui, soprattutto in tema di autonomia, ma per tutto il resto si avvicina molto allo smartwatch ideale. Ma perché?

Trovate la riflessione completa nel consueto video di 7 giorni con pubblicato qui sotto. Il succo consiste in una riflessione banale ma a mio modo di vedere veritiera: Wear OS ha solo 1 dei 3 elementi necessari ad ogni buon dispositivo. Ovvero un sistema operativo affidabile, un hardware adeguato ed un florido ecosistema di app.

OS, Hardware e App: servono tutti e tre

Se avete tutti e tre questi elementi siete apposto: davanti a voi c’è un device che difficilmente vi pentirete di acquistare. Anche se ce ne fossero 2 su 3, ma ben solidi, le cose potrebbero comunque andare bene lo stesso. Il problema è quando di tre ne avete uno solo, come su Wear OS. E sia chiaro che l’elemento più convincente è proprio Wear OS stesso.

Il sistema operativo permette infatti un’elevata sinergia con lo smartphone, con la migliore gestione delle notifiche di sempre, alle quali potete anche rispondere (laddove possibile). L’assistente Google subito a sinistra della home è più a portata di mano che non sul telefono ed i widget personalizzabili sulla destra vi metteranno a disposizione in poco tempo le vostre funzionalità preferite.

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Manca però, da anni, un hardware adeguato al sistema operativo. Uno che sappia farlo girare fluidamente sempre (non 9 volte su 10: sempre!) e che al contempo possa (magari) consentire di superare la giornata di utilizzo (ma forse sono io che chiedo troppo). Tutti hanno sempre puntato il dito contro Qualcomm, ma non è che altri chip maker abbiano fatto meglio, anzi.

E poi mancano le app. Non in senso assoluto, ma l’ecosistema è comunque povero; e qui la colpa è soprattutto di Google, a mio modo di vedere. Non basta fare la piattaforma e poi passare la palla agli sviluppatori. Soprattutto all’inizio li devi incentivare, favorire in qualche modo. In molti non sviluppano app native per Wear ma si accontentano ancora di una companion app, e la forma circolare di molti smartwatch, che da una parte viene vista come più elegante, è sfruttata male. Tante app, e lo stesso sistema operativo, spesso ignorano la parte circolare dell’orologio, con interfacce che sono di fatto dei rettangoli inscritti nel cerchio. E allora tanto valeva che l’intero orologio fosse rettangolare, come Apple Watch, per privilegiare i contenuti.

Sfido chiunque possa usare un Apple Watch a passare invece a Wear OS

La bravura di Apple si è vista anche in questo: nel non cercare di inseguire un’idea pregressa (che l’orologio debba per forza essere circolare) se questa impatta sull’usabilità. E possiamo farci beffe del design di Apple Watch quanto volete, ma tanto ormai il mercato ha ampiamente dimostrato che l’idea di Cupertino è stata vincente, sotto tutti i punti di vista. Poi ad ognuno di noi piace credere di essere più intelligente delle masse, ma difficilmente chi può usare Apple Watch e Wear OS preferisce il secondo al primo. Lieto come sempre di essere ragionevolmente smentito.