In Cina vogliono spodestare Google: riusciranno a battere il Play Store?

Matteo Bottin -

La creazione di un OS di terze parti che andasse a competere con Android e iOS è sempre stato un problema vista la mancanza di app disponibili. E se fosse possibile mantenere Android come base ma slegarsi da Google?

Secondo un report di Reuters, Huawei, Xiaomi, Oppo e Vivo stanno lavorando insieme sulla creazione di una piattaforma che permetta agli sviluppatori fuori dalla Cina di caricare le proprie applicazioni sui tutti i rispettivi app store (voce che conferma quella di dicembre).

L’intento pare evidente: spodestare il Play Store come fornitore di app di riferimento e, di fatto, slegarsi un po’ da Google. Dobbiamo ricordare che il Play Store è bannato in Cina, e dunque in madrepatria gli store di terze parti (quelli dei produttori) hanno iniziato a spopolare. Portare queste piattaforme all’esterno della Cina potrebbe minare il dominio incontrastato di Google.

Per creare la piattaforma questi produttori hanno fondato la Global Developer Service Alliance (GDSA). È proprio grazie al sito di GDSA che scopriamo che questo servizio verrà lanciato inizialmente in nove Stati, tra i quali Russa, Indonesia e India.

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Sappiamo chi sarà il primo produttore a trarne vantaggio: Huawei, il quale ora non può utilizzare i servizi di Google e quindi è costretto ad utilizzare store di terze parti. Utilizzereste questa piattaforma?

Aggiornamento7 febbraio

Xiaomi ha rilasciato una dichiarazione che chiarisce l’utilità del GDSA:

La Global Developer Service Alliance serve esclusivamente a facilitare l’upload delle applicazioni da parte degli sviluppatori nei rispettivi app store di Xiaomi, OPPO e Vivo. Non vi è alcun intento competitivo tra questo servizio e Google Play Store.

Aggiornamento

Abbiamo parlato della notizia anche nel nostro podcast, SmartWorld News

Ascolta “07/02 – Coronavirus e MWC, alternativa cinese al Play Store e fatturazione a 28 giorni” su Spreaker.

Via: The Verge