Xiaomi fa un passo indietro. È ancora troppo presto per le fotocamere sotto il display

Giovanni Bortolan - Ancora troppi i problemi di natura tecnica.

L’urgenza stilistica di dover ridurre al minimo le cornici degli smartphone ci ha portato, da pochi anni a questa parte, ad avere un ventaglio notevole di dispositivi quasi borderless, ma soprattutto ha evidenziato i diversi approcci dei produttori al problema del collocamento della fotocamera. Notch, punch-hole, slider e chi più ne ha più ne metta: sono tutti passi mossi in direzione della soluzione più raffinata ed elegante di tutte: una fotocamera completamente nascosta sotto il display.

Secondo però quanto dichiarato da Lu Weibing, direttore generale di Redmi e presidente di Xiaomi, le difficoltà tecniche che riguardano una soluzione del genere sono ancora troppo importanti. Nonostante fosse stata proprio la stessa Xiaomi a presentare nel 2019 una tecnologia a detta loro anche migliore delle tradizionali fotocamere, gli scogli da superare per poter proporre un prodotto adatto al mercato ed alle esigenze degli utenti sono principalmente due.

La densità di pixel (PPI) degli schermi moderni è troppo elevata, di conseguenza una fotocamera posizionata al di sotto di esso riceverebbe una porzione di luce fortemente ridotta. Il secondo problema, strettamente correlato, è di natura ottica. Le attuali fotocamere hanno una trasmittanza luminosa troppo bassa per poter essere abbinate ad un display ad alta densità e diminuire il rapporto PPI della porzione di display in corrispondenza della fotocamera porterebbe ad fastidioso effetto toppa, con quella piccola porzione di schermo visibilmente diversa dal resto (per definizione dell’immagine e resa cromatica).

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Dalle dichiarazioni di Lu Weibing non ci resta quindi che rassegnarci all’idea di una tecnologia troppo acerba e che, con tutta probabilità, avrà bisogno di ancora qualche anno di sviluppo.

Fonte: Weibo