Abbiamo provato il Microsoft Launcher 6: prove tecniche per il Surface Duo (foto e video)

Nicola Ligas -

Da pochi giorni Microsoft ha pubblicato una nuova versione del suo launcher android, che l’azienda stessa definisce “di anteprima”. Si tratta di un bel restyling di tutta l’app, con l’aggiunta di nuove funzionalità, ma anche con qualcosa in meno, che anticipa quello che vedremo sul Surface Duo, il dual-screen che l’azienda lancerà il prossimo Natale.

La prima novità è il supporto alla rotazione in landscape. Niente di mai visto né di particolarmente importante in uno smartphone tradizionale, ma nell’ottica di un dispositivo con due schermi è praticamente obbligatorio poterlo utilizzare in questa modalità, e Microsoft si sta preparando. Il design, il lettering, le icone: l’impronta di Microsoft si fa sempre più concreta e coerente, con una grafica riconoscibile dai dettagli ed uniforme rispetto a quella di Windows 10.

Ci sono anche tutte le app di Microsoft pronte da essere installate, poste in una comoda cartella sul desktop sotto forma di link allo store; anche per quelle app non presenti in Italia. A proposito delle cartelle, molto belle le animazioni di apertura e chiusura, ed in generale Microsoft è stata attenta a questo aspetto in tutto il launcher.

La dock, che può ospitare due righe tramite swipe verso l’alto, perde i toggle presenti nelle passate versioni. Forse per ridondanza o forse perché torneranno sotto altra forma in futuro; è difficile dirlo adesso. Rimane la ricerca integrata, che di default punta a Bing, anche se potete cambiare motore di ricerca (ma a causa di un “bug” spesso cerca comunque su Bing).

Ben implementato anche il tema scuro, di un bel nero-pece-AMOLED, che si spande a tutti gli elementi della UI. Buono anche il feed a sinistra della home, che presenta non solo notizie, ma anche impegni, note, task, file ed attività recenti e tempo di utilizzo del telefono; in più c’è la sequenza temporale per la sincronizzazione col vostro PC Windows.

Microsoft si sta insomma muovendo molto bene su Android, rendendolo sempre più il “suo” sistema operativo mobile, il che apre la porta ad una serie di considerazioni che in effetti ho già fatto in passato e quindi è inutile ripetersi.