HMS Core 4.0 si aggiorna con una sfilza di servizi, mentre Huawei inaugura la strategia “1+8+N” (foto)

Roberto Artigiani -

Non si può certo dire che il 2019 non sia stato un anno burrascoso per Huawei. Nonostante il ban del governo USA e la conseguente impossibilità di usare app e servizi Google, i numeri del mercato non sembrano essere andati poi così male. Per il 2020 l’azienda cinese ha intenzione di rispondere con un’affermazione di autonomia grazie al suo sistema operativo, Harmony OS, e ai servizi, identificati dalla sigla HMS Core (Huawei Mobile Services).

Proprio questi ultimi hanno ricevuto un corposo aggiornamento con la versione 4.0 che aggiunge una notevole quantità di servizi e sono ora disponibili in tutto il mondo. In questo modo Huawei spera di rendere più attraente, nonché più facile per gli sviluppatori, creare app per AppGallery. La costruzione di un ecosistema alternativo ad Android infatti passa necessariamente per una serie di passi tra cui ci sono anche HMS Apss, HMS Capabilities, HMS Connect e gli strumenti di sviluppo e testing IDE.

Ecco quindi che HMS Core 4.0 presenta i servizi di: machine learning, riconoscimento del testo, servizi unificati, scansione di codici, comunicazione a corto raggio, sicurezza, dynamic tag manager, autenticazione online rapida, localizzazione, digital rights, salute & sport e identificazione dell’utente. Tutto ciò dovrebbe consentire finalmente agli sviluppatori di avere a disposizione gli strumenti necessari per la creazione di app.

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Huawei dichiara di aver registrato più di 400 milioni di utenti mensili sulla sua AppGallery (la cui grande maggioranza sono cinesi), di aver arruolato 1,3 milioni di sviluppatori e aver integrato più di 50.000 app. L’alternativa al Play Store lo scorso anno ha visto effettuare qualcosa come 180 miliardi di download, una cifra niente male anche se lontanissima dai numeri macinati da Google e Apple. Proprio quest’ultimo aspetto però potrebbe giocare a favore dell’azienda di Shenzhen: in un market così intasato infatti è molto più difficile farsi notare e il rischio saturazione è dietro l’angolo.

Infine Huawei ha presentato la nuova strategia per il settore consumer negli anni a venire. Si tratta di un approccio nominato in maniera piuttosto enigmatica “1+8+N”. Questa sigla vorrebbe significare che lo smartphone (“1”) sarà il cardine attorno a cui ruoteranno dispositivi wearable, tablet e PC (“8”) che faranno da ponte verso un mondo di prodotti connessi come TV, elettrodomestici e perfino automobili (“N”).

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Via: GizmoChinaFonte: CNMO