7 giorni con Galaxy M20: ma non è che i top hanno qualcosa da invidiare ai base gamma?

Nicola Ligas -

Nella puntata di 7 giorni con di questa settimana abbiamo provato Galaxy M20, uno smartphone uscito circa un anno fa, che abbiamo già recensito a suo tempo, e che ormai possiamo definire un base di gamma.

Le prestazioni sono quindi quelle che sono, e a dispetto dei suoi otto core non è che questo M20 brilli, particolarmente, anzi, è stato anche po’ sotto le mie aspettative da questo punto di vista. Eppure, a dispetto di ciò, è evidente come ormai molti smartphone di fascia medio/bassa abbiano comunque dei reali vantaggi rispetto ai top di gamma, e se ci pensate bene vi accorgerete che qualche anno fa non era proprio così.

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L’autonomia ad esempio è spesso migliore. In questo caso abbiamo una 5.000 mAh unita ad un hardware parsimonioso, che vi permette di fare 2 giorni piuttosto in scioltezza, ed andare anche oltre non è impossibile con un uso contenuto.

L’espandibilità. Qui abbiamo due slot nano SIM ed uno microSD. Galaxy Note 10, giusto per rimanere in casa Samsung, è privo dello slot di espansione, e molto probabilmente anche gli S20 ne faranno a meno (tranne la variante Ultra).

Il jack audio. Anni fa Samsung prendeva in giro Apple per averlo eliminato, ma ormai i suoi top di gamma si stanno uniformando all’azienda di Cupertino, con buona pace della coerenza e dell’usabilità.

Il lettore di impronte digitali. Belli i modelli con lettore sotto lo schermo, per carità, ma è raro che questo sia pratico e veloce come uno tradizionale. E lo sblocco col riconoscimento del volto, che personalmente reputo il migliore in quanto ad usabilità, richiede dei compromessi in termini di spazio che hanno portato alla nascita del notch o alla banda nera dei Pixel 4. Su questo M20 abbiamo invece una piccola ed elegante goccia, che non sfigurerebbe di certo anche su smartphone di fascia più alta.

Al contempo altre funzioni che un tempo erano appannaggio dei top, ormai le troviamo un po’ in tutte le fasce. Pensate alle dual-camera, che ci sono anche su M20 (principale+grandangolo). Certo, la qualità finale non sarà mai al pari con i modelli più blasonati, ma l’utente meno esigente avrà comunque una certa flessibilità Ed anche in termini software, a livello proprio di interfaccia, non mancano le funzioni, sebbene molte di queste siano (anche troppo) semplificate.

Anche i top di gamma vanno incontro a delle rinunce

Insomma, se dal punto di vista di prestazioni/fotografia è ovvio che la differenza sia incolmabile, ci sono altri aspetti ai quali molti top di gamma hanno rinunciato, spesso per rincorrere mode (o per cercare di dettarle) o scelte di design che poco hanno a che vedere con le funzionalità. Da una parte chi compra un modello di punta potrà vantarsi del suo hardware superiore, dall’altra anche chi scegliesse un modello inferiore può così godere di feature che non avrebbe nemmeno spendendo 5, 6, 7 volte di più; e al contempo avrà anche risparmiato 5, 6, 7 volte. Tutti contenti? O No?