Google spiega come funziona la modalità ritratto sui Pixel 4 (e sui vecchi Pixel con un sola fotocamera) (foto)

Roberto Artigiani

Nonostante le prime generazioni di Pixel avessero solamente una lente fotografica, gli smartphone di Google si sono distinti sin dall’inizio per la qualità dei loro scatti anche in situazioni oggettivamente difficili. Il merito è principalmente dell’elaborazione software dell’immagine. Con un post sul blog dedicato alla sua IA, BigG ha spiegato in dettaglio come i nuovi Pixel 4 sfruttano sia il vecchio sistema che la presenza di due sensori fotografici per realizzare il tanto apprezzato effetto bokeh.

I primi modelli di smartphone “made by Google” infatti non possedendo due sensori non avevano modo di stimare la profondità di un soggetto rispetto allo sfondo se non utilizzando il sistema dual-pixel. Questo comporta essenzialmente la divisione in due di ogni pixel in modo che ognuno potesse vedere una metà diversa della lente. Confrontando poi queste due immagini leggermente diverse, il software riusciva a realizzare la sfocatura.

I nuovi Pixel 4 invece possiedono due lenti fisiche, un grandangolare e un teleobiettivo, che si trovano a 13 millimetri di distanza una dall’altra. Questo quindi permette di avere la stessa informazione in maniera diretta, eppure per migliorare la resa finale viene comunque applicato il sistema precedente. Il dual-pixel infatti, se utilizzato in maniera perpendicolare, si rivela particolarmente utile per stimare la profondità in tutte le direzioni.

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Inizialmente i dual-pixel erano divisi in senso orizzontale, ora con la presenza di due fotocamere, una sopra all’altra, la divisione avviene in senso verticale. La modalità ritratto comunque può essere attivata solo se il soggetto si trova massimo a 20 centimetri di distanza dalle lenti (ossia la distanza minima di messa a fuoco del teleobiettivo).

Infine per rendere il risultato finale ancora più realistico, il software dell’ultima versione della fotocamera Google (v7.2) utilizza anche il tone mapping. Forse anche voi potreste aver notato che le foto bokeh tendono ad avere dei colori più scuri nella parte sfocata rispetto a quella a fuoco. Per risolvere questo problema la sfocatura viene aggiunta sull’immagine RAW con HDR+ a cui poi viene applicato il tone mapping per far corrispondere saturazione e brillanza tra i diversi piani di messa a fuoco.

Trattandosi di immagini, non c’è niente di più chiaro che guardare direttamente qualche esempio per poter vedere con i propri occhi di cosa si sta parlando. Qui sotto potete ammirare vari esempi, mentre su questo album pubblico di Google Foto potete trovare ulteriori esempi.

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Fonte: Google
Google Pixel 4

Google Pixel 4

8.2

  • CPU
    octa 2.84 GHz
  • Display
    5,7" FHD+ / 1080 x 2280 px
  • RAM
    6 GB
  • Frontale
    8 Mpx ƒ/2.0
  • Fotocamera
    12,2 Mpx ƒ/1.7
  • Batteria
    2800 mAh
Google Pixel 4 XL

Google Pixel 4 XL

8.6

  • CPU
    octa 2.84 GHz
  • Display
    6,3" QHD+ / 1440 x 3040 px
  • RAM
    6 GB
  • Frontale
    8 Mpx ƒ/2.0
  • Fotocamera
    12,2 Mpx ƒ/1.7
  • Batteria
    3700 mAh