Niagara Launcher è l’ideale per chi cerchi semplicità, velocità e “minimalezza” (video)

Nicola Ligas -

Lo stile “minimal” ogni tanto torna di moda, o forse semplicemente non passa mai, e se è un launcher che lo rispetti quello che andate cercando, Niagara fa senz’altro al caso vostro.

Lanciato poco più di un anno fa, Niagara lascia andare i fronzoli per concentrarsi sui due aspetti chiave degli smartphone: le app e le notifiche. Le prime sono sempre accessibili tramite un elenco alfabetico presente sulla destra, che si scorre e si anima molto rapidamente e fluidamente (ma potete anche scorrere sul lato sinistro per ottenere lo stesso effetto, sebbene l’animazione resti sempre a destra – in ogni caso questo garantisce semplicità di utilizzo con una sola mano).

Le app con la stessa iniziale possono inoltre essere raggruppate in base al vostro utilizzo, in modo da avere in cima ad ogni lettera quella che aprite più spesso, anziché rispettare il rigido ordine alfabetico. Le app più importanti (il numero lo decidete voi, ma ne vengono consigliate al più 8) possono essere inserite direttamente sulla home, ma se il launcher dovesse accorgersi che utilizzate spesso un’app non presente ve la suggerirà al termine dell’elenco (anche per questo è consigliato non eccedere aggiungendone troppe). C’è spazio per un solo widget personalizzato, posto tra elenco delle app ed orologio (che fa anche da calendario e meteo). I controlli multimediali, quando qualcosa è in riproduzione, appariranno

Come vedete dall’immagine di apertura, eliminando i nomi delle app, personalizzando un po’ le icone, e spostando il tutto all’altezza giusta, si riesce ad avere una homescreen ordinata ed anche bella da vedere, che lascia spazio allo sfondo. Non ci sono pagine da scorrere, c’è solo un’unica home. In compenso potete tirare giù la tendina delle notifiche con un semplice swipe, ovunque vogliate.

Per quanto riguarda le notifiche invece, Niagara Launcher adotta un approccio molto originale. Le app presenti in home evidenziano infatti l’arrivo di una notifica, e basta premere per aprire una sorta di widget che consente di leggerne tutto il contenuto (se fossero delle email, ad esempio, le vedrete una dopo l’altra) ed interagirvi. Pensate alle notifiche ricche, ma con più spazio a disposizione, il che in fondo ha un senso. Questo sistema mi è piaciuto molto, soprattutto per la messaggistica, perché consente di avere una panoramica rapida e rispondere al volo. Per le email non l’ho trovato altrettanto efficace, soprattutto se le lasciaste accumulare. Scorrere diverse email una dopo l’altra in uno spazio comunque un po’ più ristretto rispetto all’app full screen non è detto vi faccia risparmiare tempo, ma se nella maggior parte dei casi doveste premere solo su archivia o elimina allora probabilmente vi basterà. Chiariamo solo che avere questa preview delle notifiche non vi obbliga ad utilizzarla sempre: basta premere sull’app stessa per aprirla bypassando il tutto.

Potete poi personalizzare le icone, non solo con gli icon pack ma anche per grandezza e per ciascuna applicazione. Potete nascondere le app indesiderate, e potete aggiungere un “pulsante ” Google in basso a destra. La pressione vi manderà sul feed, uno swipe verso l’alto aprirà invece la ricerca. Ed a proposito di ricerca, è presente anche quella locale, accessibile solo dall’app drawer.

Ci sono insomma diverse opzioni di personalizzazione, ma nessun “eccesso”. Minimal appunto, ma con stile e funzionalità. Il prossimo anno dovrebbe arrivare anche una versione a pagamento dell’app, con la doppia formula ad abbonamento (meno di 2$ l’anno) o con acquisto una volta e per sempre. Rimarrà comunque sempre la versione gratuita, le cui funzioni resteranno tali per sempre. Lo sviluppatore promette inoltre una nuova funzione alla settimana a partire dalla prossima, rispettando sempre i dettami della semplicità e senza bloatware.

Trovate la prova completa di Niagara Launcher nel video qui sotto, mentre il prossimo appuntamento con un nuovo launcher “originale” è tra un mese circa.

Bonus: se voleste lo sfondo che abbiamo usato nel video, i crediti vanno a 9to5Google