Cosa ne sarà di Fitbit? Google ancora non si sbottona, e pensare che su Versa 2 doveva esserci Assistant…

Vincenzo Ronca

Una notizia che ha fatto parecchio rumore nelle ultime settimane è stata quella relativa all’acquisizione di Fitbit, l’azienda statunitense specializzata in indossabili che a sua volta aveva acquisito Pebble, da parte di Google.

Ad oggi ancora non sono trapelati dettagli certi sui piani futuri di BigG per Fitbit: Google starebbe infatti aspettando il completamento dell’acquisizione prima di rendere pubblici i suoi piani di sviluppo. In questo senso Wired UK ha aggiunto degli interessanti dettagli che dipingono meglio le condizioni che hanno portato alla vendita di Fitbit: l’azienda era molto, probabilmente troppo, concentrata sull’implementazione di funzionalità riconosciute dal punto di vista medico come quella per l’apnea notturna, tanto da perdere di vista il resto.

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Gli ultimi mesi di autonomia di Fitbit sono stati caratterizzati dall’intenso lavoro a stretto contatto con la Food and Drug Administration (FDA) statunitense, senza giungere ad una conclusione concreta: Fitbit voleva lanciare una sorta di orologio da comodino smart in grado di rilevare l’apnea notturna ma il progetto è stato poi abbandonato.

In questo modo l’azienda non ha prioritarizzato in modo ottimale le attività, ad esempio ha perso di vista lo sviluppo di funzionalità che sfruttassero il sensore SpO2 presente persino nel primo Fitbit Versa.

Stando a quanto riportato da Wired UK, Fitbit voleva implementare Google Assistant sul suo Versa 2 ma ha incontrato non poche difficoltà ad ottenere le API necessarie, tanto da optare finalmente per Amazon Alexa.

Via: 9to5Google
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