Google vuole il “vero” Linux kernel su Android e mostra i progressi fatti su un Pocophone F1 con Android 10

Nicola Ligas

Durante l’annuale conferenza Linux Plumbers, alcuni ingegneri Google hanno discusso degli sforzi fatti dall’azienda per avvicinare Android al ramo principale del Linux kernel. Android si basa infatti su quest’ultimo, ma con pesanti modifiche, in seguito alle ottimizzazioni apportate dai vari OEM, dai produttori di chip come Qualcomm e MediaTek e, non da ultimo, da Google stesso. Adottare il “vero” Linux kernel non solo ridurrebbe il carico di lavoro per Google e soci ma porterebbe dei benefici mutui, considerando il sempre crescente numero di device Linux basati su architettura ARM. Ovviamente le cose non sono così semplici, o questa unione si sarebbe già verificata da tempo.

Per mostrare i progressi fatti, Tom Gall, direttore del Linaro Consumer Group, ha portato sul palco un Pocophone F1 con Android 10, basato appunto sul mainline Linux kernel. Molto probabilmente ci sono ancora dei problemi da risolvere (l’indicatore della batteria che segna lo 0% non è un bell’indizio), ma Gall ha comunque tessuto le lodi degli sforzi fatti da Google.

L’idea proposta è quella di integrare un’interfaccia nel Linux kernel che permetta ai driver proprietari di essere eseguiti come moduli plug-in, in modo da non dover modificare il kernel stesso. In questo modo i produttori Android potrebbero adottare il ramo principale del kernel Linux, aggiungendo i moduli di cui hanno bisogno a seconda del caso. È la stessa idea di modularità alla base di Project Treble.

Sulla carta sembra facile, in pratica non lo è, o appunto ci saremmo già arrivati. Ci sono ostacoli sia da una parte che dall’altra, ed all’orizzonte c’è sempre Fuchsia, il sistema operativo cui Google sta lavorando da tempo, basato su un’architettura custom a microkernel, che potrebbe rendere tutti questi sforzi per integrare il Linux kernel vani. Come sempre, solo il tempo ci dirà come andranno le cose.

Via: Android Police, ArsTechnica