7 giorni con OnePlus One: da flagship killer a flagship only (e viceversa)

Nicola Ligas -

Poco più di 5 anni fa OnePlus lanciava il suo primo smartphone, realizzato in collaborazione con l’allora arrembante Cyanogen Inc., la cui storia si è poi (molto) tristemente conclusa. Il suo primo, vero flagship killer. Al di là delle polemiche per il lancio ad inviti (ve li ricordate?), quell’anno OnePlus raccolse anche gli orfani di Nexus 4 e Nexus 5, che nel Nexus 6, lanciato proprio pochi mesi dopo OnePlus One, non trovarono più quel rapporto qualità/prezzo cui si erano abituati.

Ed al di là di tanti problemi anche di natura software dei quali abbiamo già discusso all’epoca, lo OnePlus One che potete utilizzare ancora oggi, quello con l’originale Cyanogen OS 13.1, è uno smartphone ancora soddisfacente, anche per i canoni odierni. Sì perché da un punto di vita hardware OnePlus non si è mai fatta mancare nulla, ed anche gli attuali 7T sono tra gli smartphone con le specifiche più al top dell’intero panorama Android.

Certo è che nel frattempo siamo passati dai 299€ di OnePlus One (addirittura 269 euro si vi accontentavate del modello da 16 GB, che però era quasi introvabile) ai 599€ di OnePlus 7T, per non parlare dei 759€ di OnePlus 7T Pro. E difatti è la stessa OnePlus a dire che oggi non fa più flagship killer, ma solo flagship, come potete vedere dallo scatto in apertura, catturato in occasione del lancio della serie OnePlus 7. Eppure, nonostante questo, OnePlus One e OnePlus 7T hanno in comune ancora un difetto, che l’azienda si è portata dietro per tutti questi anni. Un difetto che non può essere colmato solo grazie ad un hardware all’avanguardia, e contro il quale OnePlus si sta un po’ arenando.

Non vi dico cos’è, altrimenti vi rovino il gusto del video qui sotto, ma sono convinto che molti di voi l’abbiano già intuito. Appuntamento alla prossima settimana, con un altro pezzo di storia, ma non del settore smartphone.

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