7 giorni con Xiaomi Mi One mi hanno fatto capire quanto fosse avanti la MIUI (video)

Nicola Ligas -

Mi One è stato il primo top di gamma di Xiaomi, ammesso che così lo si possa chiamare. Un modello che è alla radice di un gran numero di device diversi: basta pensare a quante variazioni sul tema di Mi 9 ci sono state quest’anno. Eppure, già nel lontano 2011, Xiaomi ci aveva visto lungo, con un’attenzione al dettaglio, sia hardware che software, che non è sempre facile trovare nemmeno ai giorni nostri. E nemmeno in tutti gli smartphone Xiaomi.

Passare 7 giorni in compagnia di Mi One (Plus) non è stato infatti solo un viaggio nel passato, anche perché la mancata compatibilità di tante app odierne con Ice Cream Sandwich ha guastato non poco l’esperienza d’uso quotidiana. Eppure, già allora, in un sistema che all’epoca era più anti-Apple di quanto non sia ora, c’erano comunque delle intuizioni importanti.

L’attenzione alla semplicità della personalizzazione è l’elemento chiave. Non solo Mi One era personalizzabile, ma lo potevate fare in maniera semplice e tuttavia molto completa. Nell’app dei temi si poteva cambiare di tutto, anche la boot animation, cosa che col passare del tempo è andata persa (complici anche dei vincoli imposti da Google riguardo la prominenza del brand Android). E poi c’era anche la possibilità di avere i quick toggle in basso, a portata di pollice: perché non è diventata un’opzione più diffusa? Ed in mezzo a tutto questo si potevano personalizzare anche i tasti fisici, il LED di notifica, e tantissimi elementi dell’interfaccia.

Certo, alcuni elementi di usabilità sono quantomeno strani, per non dire di peggio. Il pulsante di accensione in alto per esempio è la cosa più scomoda del mondo, soprattutto in un momento in cui non c’erano lettori di impronte, tap-to-wake o altri elementi per risvegliare lo schermo che non fossero la pressione sull’apposito tasto. E vogliamo parlare dell’assenza di fotocamera frontale? Niente selfie! A dirla tutta non so bene se questo fosse un demerito o meno.

Xiaomi Mi One aveva insomma stoffa, tanta stoffa. Se pensate che uscì nello stesso anno di Galaxy S II, Samsung all’epoca era sì più avanti sul campo fotografico, ma se parliamo di esperienza d’uso e software, l’azienda cinese era già in grado di impartire lezioni. Ed il resto è storia, più o meno. E parlando di storia, la prossima settimana ci sarà un’altra vecchia gloria, ma questo è davvero una storia che racconterò un’altra volta.

LE PUNTATE PRECEDENTI: