Google ha trovato la quadratura del cerchio per le gesture? Le nuove linee guida avranno “margini di personalizzazione”

Roberto Artigiani

Da quando le gesture sono arrivate su Android la situazione è diventata rapidamente intricata e confusa: ogni produttore – Google compresa – ha implementato le sue soluzioni con il risultato di complicare oltremodo l’esperienza utente. Con l’arrivo di Android 10 è sembrato che BigG volesse forzare la mano, escludendo le altre soluzioni a favore della propria, ma è stato chiaro sin da subito che la situazione non poteva essere risolta solo con l’imposizione.

Dal primo gennaio 2020 tutti dovranno adottare in partenza le gesture predefinite di sistema rendendo alternative tutte le altre personalizzazioni. Già vi abbiamo parlato infatti della strada che Mountain View vuole intraprendere, ma oggi spuntano dettagli che gettano nuova luce su una possibile soluzione. A quanto pare infatti Google avrebbe trovato una quadratura del cerchio per uniformare la situazione pur lasciando margini di personalizzazione ai produttori.

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Per evitare quindi che gli utenti di fronte alla confusione abbandonino le gesture o che i produttori propongano alternative troppo diverse tra loro, BigG avrebbe cercato una convergenza su alcune pratiche, rivedendo la sua posizione su altre. In particolare per lo swipe laterale, che ad oggi rappresenta probabilmente il maggior conflitto, si è deciso che se si scorre il dito nei 2/3 inferiori del lato dello schermo si tornerà indietro, il restante 1/3 in alto invece potrà essere utilizzato per altre azioni.

Per quanto riguarda gli assistenti vocali Google vorrebbe invece usare uno swipe dagli angoli per richiamarli, altri metodi dovranno ricevere il consenso prima di essere implementati. Allo stesso tempo comunque BigG consiglia di considerare l’aggiunta di un pulsante apposito. Insomma Mountain View è sempre più convinta che le gesture rappresentino il futuro di Android… in attesa che Project Soli diventi realtà.

Via: Android Central