Il passato torna a far visita a Samsung: Galaxy S4 aveva dei benchmark fuorvianti, ed ora vale quanto 10 caffè

Vincenzo Ronca La vicenda si è svolta negli Stati Uniti ed il risarcimento è stato sentenziato a favore degli utenti statunitensi.

Nelle ultime ore si è conclusa una lunga e curiosa vicenda giudiziaria che ha coinvolto Samsung dal lontano 2013: sei anni fa alcuni produttori di smartphone furono coinvolti nella diffusione di benchmark giudicati poi non veritieri, e finalmente sembra esserci una conclusione pratica della storia, avvenuta essenzialmente negli Stati Uniti.

La causa vera e propria, protrattasi dal 2013 fino ad oggi nello stato della California, ha visto una conclusione amara per Samsung: è stata riconosciuta colpevole per aver diffuso benchmark non veritieri relativi al suo Galaxy S4 e per questo sarà condannata a versare una somma di 10$ ai possessori statunitensi dello smartphone, non proprio l’anticamera della bancarotta. In realtà la somma totale che Samsung dovrà versare non è proprio irrisoria, si parla di circa 13 milioni di dollari per sanare l’intera questione.

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Inoltre, nella prima versione dell’accusa ufficiale mossa a Samsung in questa vicenda ci sono anche riferimenti alla pubblicità ingannevole che il produttore sudcoreano avrebbe usato per il suo Galaxy S4: in particolare ci si riferisce alla descrizione che includeva il riferimento ai 16 GB di memoria interna, nella pratica non completamente utilizzabili da parte dell’utente.

Se voleste saperne di più, ecco il testo originale della sentenza finale con la quale si decreta la condanna a Samsung e che, di fatto, mette fine alla vicenda.

Via: Galaxy Club