Lenovo torna alla carica brevettando uno smartphone pieghevole “a piacere” (foto)

Roberto Artigiani

Si può dire che la situazione degli smartphone pieghevoli al momento sia come quella della montagna che ha partito un topolino: a fronte di una marea di brevetti e idee diverse al momento sul mercato è arrivato ben poco – per non dire praticamente nulla. Rispetto agli altri rivali Lenovo si è distinta per aver annunciato uno dei progetti più promettenti con la resurrezione della serie Motorola RAZR e grazie al lancio del primo portatile dotato di schermo pieghevole.

In questi giorni è emerso, a distanza di circa un anno, una nuova certificazione per uno smartphone pieghevole in due punti che sembra voler elaborare la celebre chiusura a conchiglia. In realtà il dispositivo in questione, per come appare dalla immagini allegate al brevetto, appare dotato di due cerniere che permettono di scegliere quanto richiudere il display. Come potete vedere nella galleria a fine articolo infatti lo schermo può essere richiuso quasi del tutto, lasciando giusto lo spazio per le notifiche, oppure può rimanere un po’ scoperto, permettendo così un’operatività minima. Se srotolato invece il telefono acquista le dimensioni proprie di un tablet.

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La certificazione riporta poi la presenza di un lettore di impronte digitali sul retro e di una fotocamera anteriore e una posteriore. Potrebbe sembrare poca cosa di questi tempi, soprattutto se confrontato con i 6 sensori promessi da Samsung Galaxy Fold e i 4 di Huawei Mate X. Anche se questo potrebbe essere rivisto prima della finalizzazione del progetto, Lenovo in realtà potrebbe puntare a contenere i costi per poter proporre il suo pieghevole a circa 1.500€ decisamente meno dei 2.000€ e passa della concorrenza. Per evitare di pestarsi i piedi da sola comunque il lancio potrebbe essere fissato alla prima metà del 2020, ossia a distanza di qualche mese da quello molto atteso di Motorola RAZR.

Fonte: Let's Go Digital
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