Fairphone 3 conferma la bontà del progetto con un nuovo “10” in riparabilità e qualche novità rispetto al passato

Roberto Artigiani

Quando si parla di commercio equo e solidale la mente va subito ai prodotti alimentari o al massimo a tessuti e stoffe. Fairphone invece è un’azienda la cui missione è portare il concetto anche nel mondo dell’elettronica di consumo. Dopo aver raccolto finanziamenti tramite crowdfunding per il loro primo telefono, quest’anno hanno presentato il loro terzo modello: Fairphone 3. Con una mossa ammirevole – in linea con la filosofia del marchio – hanno fornito ai tipi di iFixit accesso a tutte le informazioni necessarie per stilare una vera e propria guida alla riparazione fai-da-te del telefono e, se non bastasse, hanno stretto una collaborazione in cui il sito vende singole componenti hardware agli interessati.

Fairphone 3 ha ottenuto il massimo punteggio nell’analisi svolta da iFixit sulla riparabilità, confermando quanto fatto vedere dal suo predecessore da cui però si differenzia per una serie di scelte oltre che per l’aspetto, decisamente più in linea con quanto ci si aspetta da uno smartphone di questi tempi.

Le operazioni di smontaggio in effetti sono davvero semplici e se il buongiorno si vede dal mattino già per la rimozione della cover posteriore non è necessario alcun attrezzo. L’involucro tipo paraurti infatti è stato sostituito con una normale scocca, ma resta comunque incluso nella confezione d’acquisto. Anche la batteria si rimuove senza alcuna difficoltà semplicemente facendo leva. Una volta estratta troverete la scritta “Well done. You’re what progress looks like.”, perché un po’ di ironia non fa mai male.

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L’elegante meccanismo di blocco del display della versione precedente è stato sostituito da viti a croce standard e Fairphone fornisce perfino un piccolo cacciavite nella confezione. Procedendo nello smontaggio potrete poi notare la presenza della bandiera della Repubblica Democratica del Congo a testimoniare la provenienza conflict-free dei minerali utilizzati (come tantalio, stagno, tungsteno e oro).

Se anche i pogo-pin di Fairphone 2 sono stati rimpiazzati da dei normali connettori a zoccolo, la presenza di etichette su moduli e connettori permettono di identificare sempre – anche a ritroso – i vari pezzi del puzzle e capire di conseguenza cosa va dove. Tutto ciò contribuisce a far ottenere a Fairphone 3 un sonante 10 (su 10) in termini di riparabilità, onorando la sua fama di smartphone modulare. L’unica cattiva notizia l’abbiamo tenuta per la fine: i moduli di questo modello non sono compatibili con la versione precedente.

Via: iFixit, Via 2
iFixit