Cosa ci sarà dentro il software di Huawei Mate 30?

Emanuele Cisotti

Durante un incontro a porte chiuse con Huawei abbiamo avuto qualche risposta in più nell’ambito della caotica situazione che colpisce Huawei e il software dei suoi smartphone. Nello stesso evento si è parlato molto anche di EMUI 10, ma torneremo a parlarne a breve in queste pagine. La prima cosa importante da chiarire è che la situazione fra gli Stati Uniti e Huawei è così delicata e mutevole che ad oggi certezze ne abbiamo, probabilmente perché è Huawei in primis a non averne. Quello che sicuramente ha è però una scappatoia nel caso le cose si mettessero male: HarmonyOS.

Ma poiché abbiamo già escluso che HarmonyOS possa essere all’interno del prossimo Mate 30, cosa possiamo aspettarci? Abbiamo già detto  che probabilmente Huawei Mate 30 non avrà all’interno il Play Store e le Google Apps. Non abbiamo avuto una conferma esplicita di questo (non credete quindi a certi titoli sensazionalistici in rete), ma è indubbio che questa opzione aleggiasse nell’aria e in un certo senso venisse data quasi per scontata. Nulla ad oggi è scontato, ma Huawei ha ovviamente un piano per ogni evenienza.

Se Mate 30 non dovesse avere le Google Apps al momento del lancio sul mercato (che comunque non sarà il prossimo 19 settembre, ma più avanti) l’azienda ha già detto di essere pronta a includere nello smartphone app alternative, stringendo anche partnership con software house diverse. Si è fatto il nome di Baidu Maps e TomTom come navigatori alternativi a Google Maps. È solo un esempio, ma sicuramente ci saranno altri nomi pronti ad aiutare Huawei in questo compito di riempire i tasselli mancanti in un Android privato di molti dei componenti principali.

Diamo quasi per scontato che tramite qualche semplice apk (magari fornito su forum come XDA) sarà possibile installare il Play Store e tutti i servizi annessi, ma Huawei ci ha confermato che questa pratica non verrà mai proposta all’utente dall’azienda e che questa opzione rimarrà quindi una decisione che dovrà prendere l’utente finale in autonomia. Diversamente da come quindi faceva Meizu qualche anno fa (prima che avesse di nuovo il permesso di installare i servizi Google), Huawei non vuole probabilmente irritare Google con comportamenti “scorretti”. Il brand cinese ha poi chiarito che se la possibilità di usare le Google Apps verrà concessa, Android rimarrà sempre l’OS di riferimento per gli smartphone e non verrà quindi sostituito da HarmonyOS che verrà invece usato altrove (auto, domotica e indossabili).

EMUI