Il CEO di Zeiss esplicita un concetto da molti condiviso: la corsa ai megapixel su smartphone è un’assurdità

Edoardo Carlo Ceretti «40 megapixel sono già più di quanto sarebbe necessario», figuriamoci i 64 megapixel in arrivo nei prossimi mesi.

Per qualche anno, le fotocamere per smartphone hanno perseguito una strada tutto sommato virtuosa, cercando di raggiungere le più ampie aperture di diaframma possibili, allo scopo di far entrare una maggiore quantità di luce nei minuscoli sensori installati sui dispositivi mobili. Una volta però giunti a risultati difficilmente migliorabili, per continuare a stupire il grande pubblico, i produttori hanno scelto di tornare a percorrere la via più semplice: quella dei megapixel.

A partire da quest’anno infatti, una risoluzione di 48 megapixel è diventata la norma per i sensori principali degli smartphone anche di fascia media e presto – grazie al sensore ISOCELL Bright GW1 di Samsung – si raggiungeranno i 64 megapixel, con previsioni che parlano di oltre 100 megapixel per il 2020. Ma, al netto di sofisticati algoritmi capaci di unire più pixel in uno, hanno davvero senso numeri del genere?

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A dare una risposta autorevole – condivisa dalla totalità degli appassionati di fotografia – ci ha pensato il CEO di Zeiss, celeberrimo marchio tedesco che si occupa di realizzare lenti di eccezionale qualità per macchine fotografiche. Secondo Michael Kaschke, finché i sensori fotografici per smartphone saranno così piccoli, la fotografia mobile non potrà mai aggirare alcuni limiti che la contraddistinguono da sempre e aumentare il numero di megapixel non è la soluzione giusta a riguardo, ma semmai un ulteriore ostacolo.

Infatti, maggiore è la risoluzione del sensore, più piccoli risultano i singoli pixel e più difficile è illuminarli adeguatamente, con il risultato di un evidente rumore digitale, che gli algoritmi devono cercare di limitare, alterando gli scatti risultanti. Secondo Kaschke, già 40 megapixel sono oltre il necessario per una fotocamera da smartphone, dunque aumentare ulteriormente questo valore non comporterebbe nessun beneficio, ma solo problemi.

Come sappiamo, Zeiss ha una lunga esperienza anche nel settore mobile, collaborando in particolare con Nokia da più di una decade. Anche l’ultimo Nokia 9 PureView si è avvalso delle lenti Zeiss per offrire un’esperienza fotografica sopra la media e in futuro la collaborazione proseguirà, sempre nel solco della qualità, piuttosto che dei numeri sensazionalistici. E voi invece da che parte state?

Via: GizmochinaFonte: The Indian Express