L’associazione consumatori australiana contro Samsung per pubblicità ingannevole sull’impermeabilità degli smartphone

Lorenzo Delli

L’Australian Competition and Consumer Commission (ACCC), un ente dedicato ai consumatori, sta portando avanti un procedimento presso la corte federale australiana contro Samsung Electronics Australia per via di “rappresentazioni false e ingannevoli a riguardo dell’impermeabilità nella pubblicità degli smartphone Galaxy“.

A quanto pare la divisione australiana di Samsung sin dal 2016 utilizza su vari media (social, web, TV, cartelloni, brochure) pubblicità che puntano sulla resistenza all’acqua dei suoi dispositivi, mostrandoli anche durante l’utilizzo in mare o nelle piscine, come l’immagine che trovate in apertura.

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Sempre in alcune pubblicità si farebbe cenno alla capacità degli smartphone Samsung di resistere fino a 1,5 metri di profondità per 30 minuti. L’ACCC avrebbe contato qualcosa come 300 pubblicità in cui si farebbe cenno a tale caratteristica. Il problema è che la certificazione IP sulla carta garantirebbe in effetti resistenza all’immersione, ma spesso non è così. Secondo l’ente australiano Samsung non avrebbe testato (o testato a sufficienza) quanto l’esposizione all’acqua di uno smartphone Galaxy possa influenzare la sua effettiva durata nel tempo e non avrebbe indicato chiaramente come si comporta la garanzia del prodotto in caso di danneggiamento derivato dall’esposizione a liquidi. Si parla di “non fresh water” indicando ad esempio l’acqua delle piscine o dell’oceano che potrebbe danneggiare gli smartphone in questione.

Samsung avrebbe fatto leva sull’impermeabilità sapendo che per gli utenti australiani è una caratteristica importante senza però chiarire aspetti fondamentali sul loro utilizzo in tali contesti. Non sappiamo quali saranno le conseguenze di questo procedimento, ma in ogni caso quello che vi consigliamo è che anche se il vostro dispositivo presenta certificazioni IP “avanzate” è meglio evitarne l’immersione completa.

Fonte: Patently Mobile